Nota degli ex consiglieri comunali: Faccia, Lucci, Cavalieri, Gambucci e Santilli.
“Dopo anni di crisi politica e lunghi mesi di paralisi amministrativa Cinque consiglieri di maggioranza hanno sfiduciato l’ex Sindaco Borelli. Non è stato un capriccio. Non è stato un tradimento. Staccare la spina ad un mandato già scaduto ed in proroga è stato un atto di responsabilità. Per questo siamo stati fatti oggetto di un vero e proprio linciaggio mediatico, alimentato con argomentazioni artificiose da una macchina del fango messa in azione esclusivamente per nascondere la verità dei fatti.
Una verità che vedeva un Sindaco incapace di indirizzare l’azione amministrativa ed una maggioranza priva di guida e coordinamento politico, prigioniera di veti incrociati e sfilacciata financo nei rapporti di fiducia personale. Uno stato delle cose che trova riscontro anche dal fatto che altre due componenti dell’ex compagine amministrativa, che non firmarono la sfiducia, hanno optato per candidature autonome, uscendo da quel contesto politico.
Per questo quando assistiamo alla propaganda elettorale con cui si vorrebbe accreditare una narrazione vittimistica, secondo la quale la sfiducia di ottobre avrebbe bloccato le magnifiche e progressive sorti dell’ex amministrazione, ci viene da sorridere, amaramente. Perché sostenere che in sette mesi si sarebbe fatto ciò che non si è riusciti a fare, ed in alcuni casi neppure a discutere nelle riunioni di maggioranza, in cinque anni, significa prendere in giro, non noi, ma i cittadini di Albano.
I progetti fantasmagorici presentati in campagna elettorale non sono altro che l’ultima cortina fumogena con cui si vorrebbe nascondere la realtà di un fallimento che è sotto gli occhi di chiunque osserva lo stato di abbandono in cui versa la nostra città.
Per due anni, alle reiterate richieste provenienti dall’opposizione e da parte dell’ex maggioranza, di aprire una discussione franca in Consiglio Comunale sulla crisi in atto, si è risposto con un “niet”, pensando di sostituire il confronto politico con una specie di “culto della personalità”. Le cosiddette “verifiche”, consumate nelle segrete stanze, nel disperato tentativo di redistribuire qualche brandello di potere per comprare qualche mese di sopravvivenza politica non sono state altro che la fine di un percorso, che la nostra firma ha solo avuto il merito di ratificare.
In questo contesto destano ilarità le accuse di essere noi protagonisti di oscure quanto fantasiose trame sul delicato tema del termovalorizzatore. Perché mentre ci si erge a paladini del territorio, l’ex primo cittadino chiama a suo sostegno il principale sponsor politico di Gualtieri e praticamente tutti gli esponenti romani del Partito Democratico che quel progetto hanno ideato e realizzato.
La sfiducia non è stata la fine di Albano, è stata l’inizio della possibilità di scegliere, e noi scegliamo Albano”. Così in una nota gli ex consiglieri comunali: Laura Faccia, Simonetta Lucci, Umberto Gambucci, Stefania Cavalieri e Matteo Santilli.






















































































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