Alcuni dati sul dissesto idrogeologico dal rapporto ISPRA 2024
Alcuni dati ricavabili dal sito dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) indicano che, in Italia, su una superficie di 302,109, 58 km quadrati, la popolazione a rischio frane è di 1.284.960 (2.2%); mentre la popolazione a rischio alluvioni si attesta a 6.818.375 (11,5%). Entrando nello specifico, le famiglie a rischio frane sono 582.163, a rischio alluvioni 2.901.616, gli edifici soggetti a frane sono invece 742.192 e ad alluvioni 1.549.759. In riferimento a Roma, la popolazione a rischio frane è di 2.431, a rischio alluvioni 96.576 mentre, in riferimento alla Città Metropolitana di Roma, la popolazione soggetta a rischio frane è di 24.235, soggetta ad alluvioni a 144.132, gli edifici soggetti a frane ammontano a 6.435 ed a alluvioni a 21.277. In zona Castelli Romani invece, i Paesi con dati più significativi sono: il Comune di Monte Compatri, dove la popolazione a rischio frane ammonta a 1.372 e il rischio alluvioni a 57, mentre gli edifici a rischio frane sono 86 a ad alluvioni 13 in riferimento ad un territorio di 24.56 km quadrati, dove le frane sono state in numero di 5 e di tipo crollo/ribaltamento/espansione e i sistemi di monitoraggio frane 0; Rocca Priora, vede la popolazione rischio frane di 1.859, gli edifici a 579 e 0 alluvioni; a Rocca di Papa la popolazione soggetta a frane è 465, gli edifici 82 e 0 alluvioni; Nemi vede invece il pericolo frane per la popolazione 291, per gli edifici 90 e 0 alluvioni; Genzano di Roma il pericolo frane per la popolazione è 384, per gli edifici 61 e 0 alluvioni; ad Ariccia invece la popolazione soggetta a è 478, gli edifici 39 mentre il pericolo alluvioni è di 533 per la popolazione e 90 per gli edifici; Lanuvio vede il rischio frane pari a 283 per la popolazione e 25 per gli edifici mentre per le alluvioni, il pericolo a persone è di 113 e 22 per gli edifici; a Velletri il rischio frane per la popolazione è di 384, 143 per edifici e 0 pericolo inondazioni. A cosa si riferiscono questi dati? A potenziali eventi dannosi provocati dal rapporto natura/antropizzazione, dove il monitoraggio del rischio, la prevenzione per mitigarlo o eliminarlo è fondamentale per la sicurezza e incolumità pubblica. La disposizione di strumenti, quali regolamenti per la gestione delle emergenze, le carte geologiche e idrogeologiche generali e specifiche, i piani regolatori adeguati al territorio, i sistemi di monitoraggio delle singole specifiche criticità, il coordinamento tra tutte le forze atte al contrasto in campo, l’adozione di politiche di equilibrio tra natura/antropizzazione, etc. probabilmente sono idonei a concorrere per l’equilibrio ambientale e affrontare le criticità socio-ambientali che se si verificano comportano inevitabili ricadute economico-sociali.
Foto: Anagrafe nazionale monitoraggio frane per l’anno 2024.





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