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ALDOONORATI. IL PASSATO NELLO ZAINO

Dicembre 04
08:14 2025

In questi giorni ho finito di leggere con grande leggerezza e piacere una pubblicazione edita da Controluce “Il PASSATO NELLO ZAINO”. 

In questo libro di memorie, lo scrittore Aldo ONORATI – che non ha certo bisogno di presentazioni – fa un’operazione molto tenera e importante sul passato, ricucendo una ad una con il filo della memoria, tante “pezzuole” di storia propria e dei Castelli Romani, avanzi di una di una vita che ha segnato il Novecento, ma che sembra lontanissima nei secoli. 
Come quei vecchi lavori a mano delle nonne, che invece di buttare via i rimasugli di stoffa li univano fino a comporre una sciarpa oppure una coperta utile e calda, ecco che questo libro di Aldo arriva a scaldare la nostra anima infreddolita connalcuni suoi ricordi.
La sua è un’operazione al presente, come se i fatti stessero avvenendo mentre li evoca, con la lucidità di chi li ha vissuti appieno e li racconta con vividezza a beneficio di chi non c’era. Personaggi e gesti del quotidiano di un tempo, indimenticabili per la loro particolarità, ma che allora erano assolutamente normali. 

In copertina ci sono tre bambini che vanno a scuola fotografati da dietro, con i loro zainetti. Sono i veri nipoti di Aldo. 

E in quegli zaini che portano sulle spalle c’è un po’ di vita di questo straordinario nonno, scrittore, storico locale, giornalista, saggista, dantista e poeta, ma anzitutto uomo sanguigno e terreno, spiritoso e socievole, legato alla sua comunità di origine, quella dei Colli Albani. 
Una comunità che diventa metafora di un’Italia intera e di un mondo che in poche generazioni è già sparito. 

Pur avendo frequentato e conosciuto i più grandi intelletti della seconda metà del ‘900 da Pasolini a Moravia a Carlo Levi a Dacia Maraini e via discorrendo, Aldo è rimasto sempre – come lui stesso ama dire – un
agricoltore.nell’animo, ovvero un letterato che viene dalla terra e che ha radici profonde nella civiltà contadina.

In questo racconto si respira l’ aria di quella cultura semplice e genuina, se ne percepisce l’ odore di mosto e della legna che brucia nei camini.
Il racconto si svolge per capitoli, ognuno dedicato a un fatto o un personaggio specifico. C’è per esempio un ricordo che non conoscevo sul tram di Marino e un incidente che avvenne proprio in quella curva a gomito che segna l’ accesso al paese.
C’è un altro episodio invece dedicato alla figura della “strolica”, una specie di maga di quartiere, da cui si andava per risolvere qualche guaio di salute o di sfortuna, così come oggi si va dal medico della mutua o dallo psicologo.
Molto divertente. 
Ancora un’ altro capitolo da gustare è quello dell’ Emisperio, un personaggio a metà tra il meteorologo e l’eremita, che viveva in una baracchetta di legno nel convento dei Cappuccini. Un personaggio tutto particolare, che aveva studiato geologia ma che interpretava i fenomeni della natura legati al lago, o al bosco, o al tempo, più come uno sciamano che come uno scienziato. Con un misto di osservazione, di diffidenza e di interpretazione scaramantica.

Il primo capitolo del libro è dedicato alla figura della Befana. Siamo in tempo di Feste Natalizie, quindi è utile ricordare come questa festa sia tramutata in qualcosa di consumistico solo negli ultimi decenni. Tanto è vero che Babbo Natale non esisteva,  i regali per i bambini li portava esclusivamente la Befana a gennaio (la sottoscritta lo ricorda molto bene), ed era sempre un solo regalo, quasi mai quello che il bambino aveva chiesto! Insomma, erano tempi di scarsità economica in cui il senso del limite si imponeva per necessità e i No superavano abbondantemente i Si.
Non c’è volontà pedagogica in questo libro di Onorati, cosi mi pare, ovvero l’autore non stabilisce un meglio o un peggio tra ieri e oggi, però traccia il confine di un grande cambiamento sociale e antropologico, forse il più grande che la storia abbia mai conosciuto, ovvero quello tracciato dalla Tecnologia che ha accelerato i tempi e fatto tabula rasa di secoli e secoli di tradizioni.
In quelle piccole o grandi fatiche quotidiane di prima della guerra e del dopoguerra,  c’ erano dei valori di umanità che è importante trattenere nella nostra memoria cellulare, come anticorpi necessari per resistere all’automazione di un tempo nuovo, molto veloce, sicuramente più ricco di beni, ma certo più povero di senso e non più in sintonia con i tempi naturali della Natura e della Persona.
In tutto sono ventitré i capitoli scritti con la solita maestria di Onorati, accompagnati da una breve prefazione dell’Autore e una postfazione di Maurizio Bocci.

Un ortimo regalo per figli e nipoti nel prossimo Natale ma anche per chi, più adulto nell’età, vorrà ripercorrere questo viaggio nella memoria in compagnia di Aldo.

 

Editore controluce.
N. Pagine 151
Prezzo 16 euro
www.controluce.it

 

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