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ALLA SCOPERTA DELL’APPIA ANTICA Lectio Magistralis di Simone Quilici

ALLA SCOPERTA DELL’APPIA ANTICA Lectio Magistralis di Simone Quilici
Giugno 12
19:23 2024

Al corso online “ALLA SCOPERTA DELL’APPIA ANTICA” Lectio Magistralis di Simone Quilici dedicata alla prima consolare romana ieri martedì 11 giugno

La sesta lezione del corso online organizzato e promosso da Italia Nostra Castelli Romani (prof. Enrico Del Vescovo) e da Archeoclub Aricino Nemorenae aps (dott.ssa archeologa Maria Cristina Vincenti) è stata tenuta da Simone Quilici, Direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, dal tema “Parco Archeologico dell’Appia Antica: progetti in corso“. Simone Quilici, architetto e paesaggista, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Progettazione urbana, territoriale e ambientale presso l’Università di Firenze, approfondendo il rapporto tra strade storiche e paesaggio con particolare attenzione ai sistemi territoriali attraversati dalla Via Appia Antica.

Gli incontri del corso online, che si stanno tenendo dal mese di marzo, sono occasione di riflessione e di conoscenza per cittadini e docenti in merito alla Regina Viarum e la sua valorizzazione e gestione che, come ha affermato Quilici, è cosa abbastanza complessa e sono molte le problematiche a tutt’oggi aperte.

In apertura Il Direttore Quilici ha ripercorso l’impresa di Paolo Rumiz del 2015, alla quale lui stesso ha partecipato, e che fu resa nota al gran pubblico con articoli su il quotidiano La Repubblica. La sua iniziativa ha spronato l’istituzione di un Parco Archeologico autonomo di 4500 ettari con decreto varato nel 2016. Simone Quilici ha poi ricordato anche l’interessante incontro che si svolse, sempre nello stesso anno con Rumiz, presso il Palazzo Chigi di Ariccia con grande partecipazione di pubblico, e che fu organizzato dall’archeologa Maria Cristina Vincenti.

La lezione è poi proseguita ripercorrendo tutti i progetti di valorizzazione dedicati alla Regina Viarum che si sono susseguiti nel tempo a partire da quello promosso da Pio IX e Luigi Canina, con i restauri ad opera del Valadier nel tracciato da Roma ai Colli Albani, ed attraverso il quale l’Appia divenne un museo a cielo aperto. Nel 1810 un progetto francese prevedeva già la creazione di un Parco per l’Appia, mentre nel 1914 viene progettata la passeggiata archeologica. Finalmente nel 1931 il Parco Dell’Appia viene incluso nel Piano regolatore per Roma, mentre tra gli anni ’30 e ’50 – ha sottolineato Quilici – il territorio dell’Appia inizia ad essere urbanizzato. Alcuni anni più tardi Antonio Cederna e Vittoria Calzolai, considerati il padre e la madre della prima consolare romana, iniziano ad elaborare proposte importanti per la sua salvaguardia come il Piano Paesistico del 1960. Più tardi tra gli anni 1976 e  1984 nasce il ‘Piano per l’Appia Antica’ di Italia Nostra che è rimasto ancora per la maggior parte sulla carta. Sono stati poi istituiti due Parchi dell’Appia, uno naturalistico ed un altro archeologico che ha competenze culturali e paesaggistiche. Una importante gestione del Parco Archeologico Dell’Appia Antica si è avuta con il Prof. Adriano la Regina e poi con l’archeologa Rita Paris che ha promosso la valorizzazione e apertura al pubblico della Villa dei Quintili. L’Arch. Quilici ha poi elencato i progetti già realizzati e da realizzare come le nuove acquisizioni tra cui Sant’Urbano e Villa Massenzia, i siti in corso di scavo e restauro, le attività culturali che si susseguono come i concerti estivi, le mostre a tema (attualmente in corso “Via Appia la strada che ci ha insegnato a viaggiare” e “L’Appia Moderna”) che rendono il territorio del Parco dell’Appia sempre più attrattivo. Sono previsti interventi anche per la riqualificazione del tratto dell’arteria romana nei comuni di Marino e Ciampino, di restauro conservativo dei monumenti che riguarderanno non solo l’Appia ma anche la Via Latina, come anche la ristrutturazoine degli info points, la creazione di un museo virtuale, l’efficientamento energetico delle sedi del Parco dell’Appia. Il riconoscimento ufficiale dell’Appia Antica a Patrimonio dell’Unesco  ci sarà a luglio ma è già stato dato dall’ICOMOS (Consiglio Internazionale per i monumenti e i siti) parere favorevole.

I due promotori dell’iniziativa così si sono espressi in merito: Enrico Del Vescovo: “Qualcosa sta cambiando per il parco dell’Appia Antica, tuttava rimane ancora molto da fare e, in particolare, rimangono le minacce di una edilizia famelica ed irrefrenabile. E’ preoccupante ad esempio la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il vincolo posto sull’area della “tenuta dei Francesi” a Ciampino, per fortuna che, comunque, l’area è ricompresa nell’ampliamento del parco Appia Antica. Per questo rimane essenziale il ruolo del Parco a tutela del territorio”.

Maria Cristina Vincenti: “Mi auguro che con il riconoscimento della Via Appia a patrimonio dell’Unesco cresca nei cittadini una maggore consapevolezza riguardo alla sua importanza e negli amministratori pubblici la coscienza di contribuire alla tutela in collaborazione con gli enti preposti e sul modo corretto di gestirla. Fondamentale è la diffusione della conoscenza del patrimonio archeologico-paesaggistico nelle scuole e come formazione per i docenti attraverso  lezioni ed escursioni guidate”.

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