Bretella Cisterna – Valmontone
Bretella Cisterna – Valmontone, (EV Lazio): “1.4 mld per un’opera faraonica devastante per il territorio, mentre gli investimenti sulla nostra rete ferroviaria restano al palo”
Ribadiamo la nostra contrarietà, come Europa Verde Lazio, alla cosiddetta bretella Cisterna-Valmontone, presentata nei giorni scorsi a Latina dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Si tratta dell”ennesima infrastruttura fossile e a beneficio del trasporto su gomma: un’ opera che consideriamo da sempre un’opera sbagliata, inutile e profondamente dannosa per i territori attraversati.
Circa 30 chilometri di nuovo asfalto che andrà a colpire territori agricoli di grande valore tra Cisterna di Latina, Cori, Velletri, Lariano, Artena e Valmontone, con viadotti, gallerie e diversi svincoli lungo il tracciato. La realizzazione della bretella comporterebbe, infatti, un pesante impatto ambientale e paesaggistico, andando a distruggere uno degli ultimi lembi integri della campagna romana e dei sistemi agricoli dei Castelli Romani meridionali, territori già profondamente segnati da decenni di urbanizzazione e consumo di suolo.
L’opera comporterà un impatto sull’agricoltura locale con centinaia di espropri di terreni e aziende agricole, molte delle quali di qualità e biologiche, cancellando investimenti, produzioni e posti di lavoro in un’area che rappresenta una risorsa economica e ambientale fondamentale.
Particolarmente grave è il rischio di compromissione dell’area del Lago di Giulianello, monumento naturale e zona sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici, che rappresenta uno degli ecosistemi più importanti del territorio tra la provincia di Roma e quella di Latina.
Tutto questo a fronte di un investimento stimato intorno a 1,4 miliardi di euro, una cifra enorme di denaro pubblico che potrebbe essere destinata a interventi molto più utili e sostenibili per i cittadini.
Pensiamo, ad esempio, al potenziamento della rete ferroviaria regionale dei Castelli Romani, dove ancora oggi esistono tre tratte a binario unico che collegano un bacino di circa 500 mila abitanti con Roma, causando quotidianamente disagi per i pendolari con continui ritardi e cancellazioni treni, oppure alla messa in sicurezza e all’ammodernamento della rete stradale esistente fortemente compromessa, evitando così nuovo consumo di suolo.
Siamo di fronte a un progetto vecchio, pensato oltre vent’anni fa, senza adeguati studi aggiornati sui flussi di traffico e completamente scollegato dalle attuali esigenze di mobilità sostenibile e di tutela del territorio.
Per queste ragioni ribadiamo la nostra netta opposizione alla bretella Cisterna-Valmontone: una follia infrastrutturale che rischia di infliggere un colpo ferale al paesaggio, all’agricoltura e all’equilibrio ambientale di un territorio già fragile





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