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Casanova, al Teatro Bonci

Casanova, al Teatro Bonci
Marzo 21
12:11 2025

Dopo Calderón (2022), nato nell’ambito del progetto ideato dal Direttore ERT Valter Malosti con lo studioso Giovanni Agosti Come devi immaginarmi, dedicato a Pier Paolo Pasolini, e Nottuari (2024) ispirato alla letteratura horror dello statunitense Thomas Ligotti, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale torna a coprodurre (con LAC Lugano Arte e Cultura, TPE – Teatro Piemonte Europa e Compagnia Lombardi Tiezzi)
uno spettacolo del regista Fabio Condemi, fra i più interessanti di nuova generazione. CASANOVA affronta le memorie autobiografiche del celebre filosofo e libertino veneziano (a 300 anni dalla nascita) con un testo originale di Fabrizio Sinisi, affidato a un interprete d’eccezione, Sandro Lombardi. In scena altri due attori di lunga esperienza, Betti Pedrazzi e Marco Cavalcoli, insieme ai giovani Simona De Leo e Alberto Marcello.
Firma scenografia e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich, regista, scenografo e curatore d’arte che collabora con Condemi dal 2017. I costumi sono di Gianluca Sbicca, il disegno luci di Giulia Pastore, musiche e sound design di Andrea Gianessi.
Lo spettacolo, fresco di debutto a Lugano, dopo una tappa a Torino arriva al Teatro Bonci di Cesena dal 27 al 30 marzo (da giovedì a sabato ore 20.30; domenica ore 16.00). Sabato 29 marzo alle ore 18.00 nel Foyer Fabio Condemi, Sandro Lombardi e la compagnia incontrano il pubblico nell’ambito del ciclo Conversando di teatro. Modera Rossella Menna, studiosa di teatro, saggista e docente.
In questa sua prima collaborazione con il drammaturgo Fabrizio Sinisi (Premio Testori per la Letteratura 2018 e Premio ANCT 2022), Condemi prosegue il lavoro iniziato con La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, opera che gli è valsa il Premio Ubu 2021 per la miglior regia, confrontandosi con un altro personaggio che incarna i paradossi del Settecento: un periodo di invenzioni e grandi scoperte scientifiche ma in cui il pensiero irrazionale e le pratiche magiche esercitano un fascino forte sull’immaginario collettivo (come l’alchimismo e la teoria del magnetismo animale del medico tedesco Mesmer, due motori importanti della storia immaginata nel testo). Avventuriero, amante, giocatore d’azzardo, latitante, soldato di ventura, filosofo itinerante, Casanova ha attraversato tutto il secolo con la sua vita e la sua opera autobiografica, prima da protagonista e poi da osservatore.
«La vita di Casanova – afferma il regista – è una miniera teatrale per i continui spunti drammaturgici, visivi e storici che contiene. Da protagonista a spettatore, Casanova ricorda se stesso da giovane e rievoca in modo frammentario le sue avventure. I ricordi si mescolano e prendono vita nella biblioteca del Castello di Dux, in Boemia, dove l’intellettuale veneziano trascorre gli ultimi giorni, esule, sbeffeggiato, escluso dal mondo moderno, dialogando con i fantasmi del suo passato. Casanova, filosofo, prestigiatore e truffatore che ha
vissuto tutto il secolo dei lumi, muore proprio alla fine del Settecento, mentre il mondo cambia e inizia la modernità».
«Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo – scrive Sinisi: non solo quelli di Giacom Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi, osservando i quali si può misurare la transizione di un’epoca storica. Casanova, nato all’inizio del secolo, nel 1725, e morto alle soglie del successivo, nel 1798, è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di battaglia. Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina di tornasole del Settecento, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e
antropologici che la storia ricordi. Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una piccola biblioteca in Boemia dove trascorre gli ultimi giorni, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro».
Lo spettacolo è ambientato in un Settecento onirico, con citazioni storiche nei costumi (di foggia settecentesca ma privi dei decori tipici del rococò), nelle musiche (le sonate per violoncello di Vivaldi decostruite e ricomposte, riecheggiate o estraniate in suoni sintetici) e in alcuni elementi scenici, ma in un gioco di rimandi con l’arte contemporanea. «Il nostro approccio alla scena non è mai stato monumentale – annota Fabio Cherstich – ma ha sempre cercato una leggerezza capace di generare immagini effimere, che si
compongono e si dissolvono davanti agli occhi dello spettatore, come in un sogno».
Inverno 1798. Un medico esperto di mesmerismo arriva a Dux, in Boemia, per visitare il vecchio bibliotecario.
Quel bibliotecario è Giacomo Casanova, che da quindici anni è al servizio del Conte di Waldstein. Un uomo amareggiato, che sta scrivendo l’Histoire de ma vie, il gigantesco libro di memorie della sua vita. Arrivato al settimo volume, però, ha iniziato a perdere la memoria e terrorizzato ha fatto chiamare il medico per recuperarla. Durante la seduta cade in uno stato di coscienza alterato, simile all’ipnosi, e comincia a ricordare.
Ma non sono veri ricordi, sono diversi da quelli che ha descritto nelle memorie, hanno il carattere di visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di Casanova, una passerella di fantasmi in cui affiorano frammenti della sua esistenza e appaiono le persone che l’hanno segnata: il frate Marino Balbi, compagno di cella di Casanova nel suo periodo di detenzione nel carcere dei Piombi, la giovane incontrata a Cesena, Henriette, forse l’unica donna che Casanova abbia mai amato (ma poi abbandonato) e soprattutto la lunare,
esoterica e futuristica Marchesa D’Urfé.
Immerso nelle acque profonde del subconscio, in una zona del pensiero e della memoria sconosciuta a lui stesso, Casanova si rivela ancorato a un passato che è infanzia ma che è anche nostalgia di qualcosa che forse non è mai esistito. Il medico lo traghetta dentro i suoi ricordi e lo accompagna durante questa lunga notte fino a fargli capire qualcosa di se stesso che non vuole accettare. Non sarebbe meglio dimenticare tutto e abbandonarsi all’oblio?

Tournée 2025
11 e 12 marzo, LAC – Lugano
18 – 23 marzo, Teatro Astra – Torino
27– 30 marzo, Teatro Bonci – Cesena
3 – 6 aprile, Teatro Rossini – Pesaro

Informazioni:
Teatro Bonci, Piazza Guidazzi – Cesena tel. 0547 355959 | info@teatrobonci.it
Orari biglietteria (solo giorni feriali): dal martedì al sabato ore 11.00 – 14.00 e 16.00 – 19.00; nei giorni di
rappresentazione serale fino a inizio spettacolo; le domeniche di rappresentazione pomeridiana, dalle 15.00 fino a
inizio spettacolo. Online: cesena.emiliaromagnateatro.com | vivaticket.com
Ingresso: 8 / 27 €.

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