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Ciampino – Dal banco della farmacia al cuore della città

Novembre 06
08:08 2025

Ore extra trasformate in pasti per bambini: la storia del Dott. Rotili

Il farmacista che ha donato il suo tempo alla città di Ciampino

A Ciampino esistono storie che non fanno rumore, ma che hanno il potere di parlare al cuore di una comunità. Storie che non compaiono nei comunicati ufficiali, che non cercano riflettori, e che proprio per questo brillano ancora di più.

Una di queste storie è quella del Dott. Simone Orso Rotili, farmacista della Azienda Servizi Pubblici di Ciampino. Negli ultimi mesi, tra turni intensi, orari spezzati e un ritmo di servizio che solo chi lavora a contatto con il pubblico può comprendere, il Dott. Rotili ha accumulato circa 70 ore di lavoro oltre il previsto. Sette giorni interi di vita. Sette giorni sottratti al tempo personale, alle passioni, agli affetti. Sette giorni spesi per garantire che nella nostra città la porta della farmacia comunale rimanesse sempre aperta, che ci fosse sempre una persona pronta ad ascoltare, consigliare, aiutare.

In un mondo che spesso racconta soltanto ciò che non funziona, questa storia è diversa.
Perché invece di trasformare quella fatica in rivendicazione, il Dott. Rotili ha voluto trasformarla in un gesto simbolico di amore per la comunità.

In un sistema complesso come quello dei servizi pubblici locali, dove l’equilibrio tra esigenze organizzative e bisogni della popolazione è ogni giorno una sfida, questo impegno si inserisce in un contesto più ampio, quello del lavoro quotidiano svolto da tutto il personale delle farmacie comunali, dai farmacisti ai collaboratori amministrativi ai magazzinieri e a tutto il personale di supporto, che insieme garantiscono un presidio sanitario di prossimità fondamentale per la comunità.

Considerando che ogni ora di attività professionale può generare tra 300 e 700 euro di servizio per la collettività, quelle ore potrebbero idealmente rappresentare tra 21.000 e 35.000 euro di valore sociale. E allora è nata un’idea speciale, immaginare che quella ricchezza non finisca nei numeri di un bilancio, ma nelle mani più piccole e fragili della città. “Se quelle ore potessero nutrire dei bambini, lo farebbero volentieri.” Così ha detto.
Semplicemente. Senza retorica. Con la naturalezza di chi vive il proprio lavoro come una missione civile. E così quelle ore, nella visione del Dott. Rotili, diventano pasti per i bambini della mensa comunale, un simbolo di cura verso il futuro della città, loro, i piccoli cittadini che un giorno raccoglieranno ciò che oggi seminiamo. Non si tratta di una donazione finanziaria, ma di qualcosa forse ancora più prezioso, un messaggio. Un esempio. Una dichiarazione d’amore verso il servizio pubblico e verso Ciampino.

In un’epoca in cui il tempo è la ricchezza più rara, donare il proprio tempo significa donare una parte di sé. E questo è ciò che rende questa storia speciale. Perché una comunità non vive soltanto di norme, bilanci e numeri, ma vive di gesti, di cura, di persone, e oggi Ciampino può raccontare con orgoglio la storia di un farmacista che ha scelto di essere non solo un professionista, ma un custode della sua città.

 

INTERVISTA AL DOTTOR SIMONE ORSO ROTILI
“Settant’ore donate alla comunità: la voce di un farmacista di Ciampino”

Dottor Rotili, negli ultimi mesi lei ha accumulato circa 70 ore di lavoro in più. Come è successo?

È accaduto in modo naturale, seguendo le esigenze del servizio e della cittadinanza. In farmacia comunale capita che ci siano picchi di lavoro, assenze da coprire, momenti in cui essere presenti fa la differenza. Mi è sembrato giusto esserci.

Parliamo di numeri: quanto vale quel tempo?

Se pensiamo al valore che una farmacia comunale genera per la cittadinanza, possiamo stimare tra 300 e 500 euro di valore per ogni ora di attività. Parliamo quindi di 21.000–35.000 euro di beneficio alla comunità. Ma personalmente preferisco ragionare non tanto in termini economici quanto in termini umani, ogni ora è un servizio offerto, un consiglio dato, una persona rassicurata.

Lei ha dichiarato che vorrebbe destinare quel valore ideale ai bambini della città. Perché?

Perché i bambini rappresentano il futuro di una città. Se potessi trasformare quelle ore in pasti per la mensa comunale, lo farei molto volentieri. È un pensiero simbolico, ma i simboli contano, ricordano che il lavoro pubblico esiste per costruire comunità, non solo numeri.

Spesso si parla di difficoltà del lavoro pubblico e dei servizi territoriali. La sua esperienza com’è?

Lavorare in una farmacia comunale significa entrare in contatto con esigenze reali, quotidiane, a volte delicate. È un privilegio, ma anche una grande responsabilità. Mi piace pensare che ogni giorno contribuiamo, insieme ai colleghi e a tutto il personale amministrativo e operativo dell’azienda, a tenere vivo un presidio fondamentale per Ciampino.

Lei è anche volontario della Croce Rossa Italiana e socio del Lions Club Castelli Romani. Questo spirito di servizio ha influenzato la sua visione del lavoro pubblico?

Assolutamente sì. Fare parte di realtà che operano per la comunità ti aiuta a vedere il lavoro non solo come un dovere, ma come una forma di responsabilità civile. Quando vivi ogni giorno valori come assistenza, solidarietà e servizio, diventa naturale applicarli anche nella vita professionale.

Cosa rappresentano per lei le farmacie comunali?

Un punto di riferimento concreto per la salute e il benessere delle persone. Ogni giorno, insieme ai colleghi farmacisti e al personale, lavoriamo per essere vicini ai cittadini, ascoltarli, orientarli e aiutarli. È un lavoro di squadra silenzioso ma fondamentale.

C’è un messaggio che vorrebbe trasmettere?

Sì, che il servizio pubblico è fatto di persone. Di farmacisti, certo, ma anche di amministrativi, operatori, tecnici, responsabili che garantiscono continuità, igiene e qualità. Quando si lavora insieme, ogni gesto – piccolo o grande – diventa parte di un bene comune.

E una speranza?

Che ogni cittadino possa continuare a sentirsi accolto e supportato. E che si riconosca l’importanza di continuare a investire nel servizio pubblico, nella sanità territoriale, nella professionalità di chi ogni giorno dedica tempo ed energie alla propria comunità.

 

 

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