Ciampino nel dopoguerra. Sacro Cuore di Gesù senza Piazza della Pace
Una bicicletta da uomo abbandonata a terra, un ragazzo che riprende fiato sbracato sullo sterrato, mezzogiorno in punto all’orologio del campanile.
La facciata della Chiesa senza danni apparenti, portone aperto ‒ una tonaca s’intuisce nella penombra ‒ e sul retro il complesso dell’ex Collegio in parte bombardato. Una fila di alberi sull’attuale via Due Giugno e un gruppetto confuso di persone, forse suore.
E ritrovo Augusto1.
La piccola foto in bianco e nero mi arriva ‒ dopo ottant’anni! ‒ per vie traverse, tanto insperata quanto attesa.
E si ricostruisce il momento.
Anno 1947. Mio fratello Augusto ha 15 anni, lavora da apprendista fabbro nella bottega di mastro Michele, è appassionato di ciclismo, tifoso di Coppi, sogna a occhi aperti una bici da corsa con scarpini e maglia di lana, e sa che tutto questo l’avrà, se non oggi sarà domani, e nemmeno esclude che la sua passione possa farsi professione.
Augusto ci riporta alla Ciampino delle belle speranze, quando ancora non c’era Piazza della Pace ma c’era la forza dei desideri che riempiva il cielo gareggiando con gli aeroplani che, proprio da quell’anno 1947, presero a fare doppio servizio, militare e civile.
Grazie a chi scattò quella foto, grazie alle circostanze che me l’hanno fatta giungere.
Augusto Lanciotti (Subiaco 1932 – Ciampino 2017)1





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