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CRISI STELLANTIS: DIFENDIAMO IL CASSINATE DALLA DESERTIFICAZIONE INDUSTRIALE

Marzo 15
19:36 2026

Il territorio del Cassinate sta vivendo una crisi sistemica senza precedenti, una vera e propria “lenta agonia” che segna la fine di un’epoca industriale. Quello che un tempo era il motore economico della provincia di Frosinone è oggi il simbolo del fallimento di un modello capitalistico che mette il massimo profitto davanti alla dignità di migliaia di famiglie.
I numeri sono impietosi e testimoniano un disimpegno deliberato da parte della multinazionale:
– Crollo della produzione: Dalle 18.000 auto in meno prodotte nel 2025 ai minimi storici registrati nello stabilimento di Cassino Plant (meno di 20.000 veicoli nel 2024), ben lontani dal “milione di auto” promesso dal governo.
– Emorragia occupazionale: Il personale è stato dimezzato, passando dalle 4.500 unità del 2019 alle circa 2.200-2.400 di oggi, con un ricorso sistematico alla cassa integrazione.
– Il collasso dell’indotto: Aziende come Trasnova, Logitech, Teknoservice, ma anche realtà storiche della componentistica come Denso e Lear, sono ormai prive di commesse. Centinaia di lavoratori sono già stati colpiti da procedure di licenziamento o vedono scadere gli ammortizzatori sociali.
Mentre Stellantis investe miliardi di euro negli Stati Uniti, in Francia, in Marocco e in Spagna (dove le Gigafactory diventano realtà), l’Italia viene ridotta a terra di svendite e delocalizzazioni. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) si è rivelato nei fatti il “ministero della desertificazione”, incapace di inchiodare il management di Stellantis alle proprie responsabilità sociali e produttive.

Non c’è più spazio per le promesse vuote o per i silenzi complici dei rappresentanti regionali e nazionali. Per invertire la rotta e salvare il futuro del Lazio meridionale, riteniamo urgenti e necessarie le seguenti azioni:
– Ingresso dello Stato nel capitale sociale: Come già avviene in Francia, dove lo Stato partecipa attivamente alle scelte strategiche del gruppo, è indispensabile l’ingresso pubblico nel capitale sociale di Stellantis per garantire il controllo sulle produzioni nazionali, la tutela dei livelli occupazionali e la sovranità industriale.
– Un Piano Industriale Serio e Reale: Chiediamo che la discussione si sposti urgentemente a Palazzo Chigi per definire una missione produttiva vera per Cassino. Non bastano gli incentivi all’uscita; servono investimenti in ricerca e sviluppo, l’assegnazione di nuovi modelli mass-market e la garanzia della continuità lavorativa per tutto l’indotto.
– Tutela dei lavoratori dell’indotto e dei servizi: È necessario un piano di salvaguardia per le aziende della componentistica, della logistica, delle mense e delle pulizie, che non possono essere lasciate sole davanti allo smantellamento del sito produttivo.

Il tempo delle parole è finito, ora è il tempo della lotta. Rifondazione Comunista Frosinone aderisce con convinzione allo sciopero unitario del 20 marzo.
Invitiamo non solo le lavoratrici e i lavoratori di Stellantis e dell’indotto, ma l’intera società civile — studenti, commercianti, associazioni e cittadini — a partecipare alla mobilitazione. La crisi dell’automotive non è una vertenza di settore, ma un attacco al cuore economico e sociale del nostro territorio.

Riprendiamoci il diritto al lavoro. Difendiamo la nostra dignità. Uniti si vince!

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