CULTURAL IILA
Frutto della collaborazione tra IILA e Sapienza Università di Roma, il Nuovo Teatro Ateneo ospita l’11 novembre, in prima italiana, Aprendan del fuego, ultima creazione del Colectivo Pierre Menard (Cile), con la regia e regia audiovisiva di Italo Gallardo. Lo spettacolo, liberamente ispirato ai testi di Roberto Bolaño, coniuga arte contemporanea, ricerca documentaria e memoria storica, ripercorrendo la vita di Carlos Lehman, controversa figura dell’arte cilena e possibile infiltrato della dittatura militare. Un personaggio a cavallo tra realtà e finzione, che lo stesso Bolaño trasformò in figura letteraria nei romanzi La letteratura nazista in America e Stella distante.
Con una drammaturgia firmata da Tomás Henríquez, in scena insieme a Heidrun Breier, Aprendan del fuego è un viaggio tra testimonianze, archivi inediti, lettere, video e città segnate dalla storia: da Santiago ad Amburgo, da Concepción a Barcellona. Un’indagine poetica e politica che sfida i confini dell’identità artistica e interroga il rapporto tra finzione e verità, arte e responsabilità.
Dopo l’anteprima cilena al Centro culturale M100 di Santiago, questa prima italiana rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama il teatro di ricerca, la letteratura sudamericana e le storie che scavano nelle pieghe della memoria collettiva.
Con il patrocinio dell’IILA, si apre a Trieste la 40ª edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano, in programma dal 9 al 17 novembre 2025.
Un anniversario importante che celebra quarant’anni di impegno culturale e dialogo tra l’Italia e l’America Latina, in una città da sempre crocevia di culture e punto di riferimento per il cinema indipendente.
Organizzato da APCLAI – Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia, il Festival propone quest’anno una selezione di 76 film provenienti da Argentina, Brasile, Cile, Cuba, Ecuador, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay, Venezuela, Spagna e Francia. Le opere sono suddivise in numerose sezioni competitive e tematiche, che spaziano dai film in concorso alle retrospettive, dalle opere legate alla letteratura a quelle dedicate alla memoria e all’identità culturale.
Il programma si sviluppa in sedi simboliche della città come il Teatro Miela, il Museo della Comunità Ebraica “Carlo e Vera Wagner” e il Museo della Letteratura di Trieste, confermando il ruolo del Festival come piattaforma culturale radicata nel territorio ma proiettata verso il mondo.
Tra gli eventi speciali spiccano il film El Adios di Toia Bonino, che indaga i nodi della memoria familiare e del passato politico, e il documentario Botero, grabado a fuego en la Memoria di Jorge Mario Alvarez, che racconta la giovinezza del celebre artista colombiano. Non mancheranno incontri con autori, conferenze e un focus tematico dedicato al Brasile contemporaneo.
Arriva anche a Roma Agenda Brasil, il più importante festival internazionale dedicato al cinema brasiliano in Italia, giunto alla sua 12ª edizione. Ideato e organizzato dall’associazione culturale non profit Vagaluna, il festival è un ponte tra Brasile e Italia, un’occasione per conoscere da vicino la ricchezza, la complessità e le contraddizioni del Brasile contemporaneo attraverso lo sguardo di registi, autori e documentaristi.
La tappa romana si svolgerà lunedì 10 e martedì 11 novembre alla Casa del Cinema a Villa Borghese (Largo Marcello Mastroianni, 1), e propone una selezione di lungometraggi e documentari in versione originale con sottotitoli in italiano, scelti per raccontare la realtà sociale, culturale e politica del Brasile di oggi. In programma anche una rassegna di cortometraggi provenienti da altri Paesi lusofoni, selezionati tra i vincitori del Festival Lusomovies, che arricchiranno lo sguardo sul mondo di lingua portoghese.
Un’opportunità preziosa per il pubblico romano per incontrare – attraverso il linguaggio cinematografico – storie di resistenza, trasformazione, memoria e identità, in un dialogo aperto tra culture. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
L’artista peruviano Ishmael Randall-Weeks arriva a Roma con Angles of Rotation, una mostra che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con lo spazio, il tempo e la conoscenza. In dialogo con materiali che evocano le architetture precolombiane e le eredità del Modernismo, Randall-Weeks costruisce installazioni e sculture che riflettono sulle dinamiche sociali, culturali ed educative che definiscono le nostre città. Cemento, rame grezzo, libri, gessetti e righelli diventano strumenti simbolici per interrogare i meccanismi del potere, l’accesso al sapere e il modo in cui questi influenzano la nostra percezione del mondo. In mostra, opere come Biombo, Carpeta, Código Atemporal e Surface Perspective (Alberti’s Veil) traducono il concetto di “schermo” o “barriera” in dispositivi poetici che parlano di protezione, intimità, distanza e rivelazione. Altre, come Measurement/Meditations for Scarpa, intrecciano dettagli dell’architettura di Carlo Scarpa con la raffinatezza dei motivi andini, in un equilibrio tra materia e spiritualità.
Angles of Rotation è una riflessione profonda e stratificata sulle geometrie del pensiero e sul valore politico dello spazio. La mostra è visitabile fino al 15 novembre 2025.
CINE DE PAPEL, Poster cubani di cinema italiano dalla collezione Bardellotto
Un cinema senza star, ma pieno di idee. Un manifesto senza volti, ma con colori esplosivi, forme essenziali e messaggi forti. Cine de Papel, la nuova mostra ospitata al Museo di Roma in Trastevere fino al 22 febbraio 2026, racconta un capitolo poco noto ma affascinante della storia della grafica cinematografica: i poster cubani dei film italiani, realizzati tra gli anni Sessanta e Ottanta e divenuti oggi veri oggetti di culto.
Nella Cuba della Guerra Fredda, segnata dall’embargo e dall’isolamento culturale, i grafici dell’ICAIC – Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica – iniziarono a creare manifesti completamente nuovi per i film stranieri in arrivo nell’isola, non potendo utilizzare il materiale promozionale ufficiale. Quella che poteva sembrare una limitazione divenne presto una straordinaria occasione creativa.
Attraverso uno stile grafico libero dalle logiche del mercato e dall’immagine delle star, questi manifesti – ben 140 opere tra presenta locandine originali, bozzetti e layout – raccontano una diversa idea di cinema e di comunicazione visiva, diventando una lente su un’epoca in cui il film era anche un pretesto per parlare di ideali, politica, identità.
La mostra è curata da Luigino Bardellotto e Patrizio De Mattio, e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolinacon l’organizzazione del Centro Studi Cartel Cubano e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.






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