Da un libro all’altro – “Cloruro di sodio”, quando giustiziere significa follia…
Cloruro di sodio – I casi della Sezione Q | 9 (titolo originale: Natrium Chlorid) di Jussi Adler-Olsen, Feltrinelli (Marsilio) ed. 2025 – € 14,00 e-book € 8,99 traduzione di Maria Valeria D’Avino e Samanta K. Milton Knowles. Disponibile al prestito inter bibliotecario BCR https://sbcr.comperio.it/
Jussi Adler-Olsen costruisce thriller neri da far tremare i polsi con serial killer per niente sbiaditi, in Italia ne abbiamo letti di simili con gli apprezzati Donato Carrisi e Giorgio Faletti. La sua squadra anticrimine, dipartimento del corpo di polizia danese, è famosa ormai nel mondo e in Cloruro di sodio insegue un serial killer decennale, che raramente fa errori e firma i suoi delitti con il sale. Ma questa particolare firma, mai messa in evidenza dall’assassino, quasi che i granelli bianchi fossero un suo personale talismano, accomuna delitti diluiti nel tempo, e la squadra di Carl Mørck, quando riapre alcuni cold case mai risolti e apparentemente scollegati, fatica un po’ per trovare il loro comune denominatore. Il killer, un giustiziere, almeno questo crede di essere, fa sparire le sue vittime e le riduce alla fame, poi cerca di fare in modo che passino per un processo di profondo riconoscimento del male che hanno fatto al mondo, poi le uccide nel giorno della morte di grandi…dittatori mondiali. Olsen, quasi per dimostrare al lettore che l’orrore non finisce con il buio totale sul colpevole, ad un certo punto lo rivela. Come se si divertisse a mettere il lettore davanti alle motivazioni dell’assassino improntate, all’apparenza, ad un’alta visione etica dell’umano, e volesse suggerire l’immedesimazione con un killer che, in fondo, elimina dei gran farabutti. L’aver rivelato l’assassino, per altro, dovrebbe garantire anche la salvezza di ostaggi in attesa di morte. Alcuni di questi rapiti non sono neppure attesi dalle loro famiglie grazie alla ragnatela di comunicazioni che l’assassino intesse con i familiari, e per altro nell’anno 2020 il mondo è alle prese con il Covid, circostanza che non aiutava le comunicazioni. L’entrata in scena del serial killer, ad un tratto fa supporre anche che in realtà non sia lui il responsabile delle morti efferate, anticipate da inseguimenti, rapimenti e sequestri, o che non sia da solo, che è ancora uno strano modo di agire per una figura descritta spesso come solitaria per eccellenza. Bisogna anche aggiungere che la maggior parte dell’azione si svolge nel periodo natalizio in una Copenaghen mai così poco propensa a mostrare i suoi esterni, in uno scritto cupo fino alle ultimissime righe. Diversi romanzi della serie sono stati adattati per il cinema e per la televisione. (Serena Grizi)





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