Da un libro all’altro – “Io e Mr Wilder” il sogno del cinema della giovane Calista…
Io e Mr Wilder (titolo originale: Mr Wilder and Me) di Jonathan Coe, Feltrinelli ed. 2025 – € 10,00 e-book € 7,99 traduzione di Mariagiulia Castagnone – Disponibile al prestito inter bibliotecario BCR https://sbcr.comperio.it/
Per chi ama il cinema, ma non solo, Io e Mr Wilder è, insieme, un ritorno al passato e una vacanza dal possibile: la giovane greca Calista Frangopoulou incontra per puro caso Billy Wilder (1906-2002), uno dei più grandi cineasti della storia del cinema e questo, oltre a farle trascorrere una serata memorabile in quell’America che, da inglese, ha vissuto come scolorita e distante, forse anche per colpa di una vacanza giovanile con pochi mezzi e una capacità di guardare non proprio allenata nonostante l’entusiasmo, le farà decidere di diventare compositrici di colonne sonore per il cinema iniziando a lavorare proprio con questo ‘mostro del cinema’ d’origine polacca naturalizzato americano, e il suo collega, amico e sceneggiatore Iz Diamond (1920-1988).
Per lo scrittore Coe, appassionato di cinema, questa è l’occasione per mettere sotto la lente d’ingrandimento la fine della carriera di Wilder, raccontata in forma di conversazione nel romanzo, per colpa dei ‘registi barbuti’ (in realtà i giovani e talentuosissimi Martin Scorsese e Steven Spielberg), ovvero a causa d’un cambiamento epocale di almeno 180 gradi nel modo di fare cinema: guardando Shindler’s list, di cui Wilder aveva opzionato i diritti del libro da cui è tratto, lo stesso sente che non sarebbe stato in grado di fare un lavoro di quel calibro. Di quel periodo L’età dell’innocenza e il bellissimo Casinò di Martin Scorsese fanno sentire l’autore di A qualcuno piace caldo e Giorni perduti (4 Oscar), L’appartamento (5 Oscar), sul suo personale Viale del tramonto, altro capolavoro per cui meritò 11 candidature agli Oscar aggiudicandosene 3. Erano altri tempi, quelli di Willder, sottolinea, Coe: la scrittura era artigianale e veniva condivisa facendo ‘salire in corsa’ alla lavorazione d’una sceneggiatura, anche personaggi di contorno che potevano ispirare, collaborare, portare vitalità come Calista. La macchina del cinema non era certo uno scherzo, nemmeno allora, ma Coe ha il grande pregio di recuperare la sensazione del sogno che anima i ragazzi di fronte a mondi che gli sono sconosciuti e dei quali sottovalutano la necessità continua di attingere a nuova linfa. Per altro Wilder ha un carattere capace di sorridere ai cambiamenti, una moglie e degli amici con cui condivide con piacere il tempo libero, sa vivere e trasmette anche alla giovane Calista queste qualità che per lei restano l’approccio più che positivo con cui parte la sua ‘nuova vita’. Per il lettore, dalla penna di Jonathan Coe sgorgano le parti migliori di un’epoca di creatività e bellezza che irrimediabilmente finirà all’affacciarsi di un’altra, volgendo anche le sorti del mondo: al palato la sensazione altalenante di dolcezza, per un’epoca che a distanza appare quasi idillica, e di amaro. Come nello veder sfumare il gusto di C’è posta per te di Nora Ephron remake di Scrivimi fermo posta di Ernst Lubitsch, o dei migliori film della carriera di Robert De Niro o di Meryl Streep nei volti di attori di altre generazioni come Emma Stone, musa del regista Y. Lanthimos, o Bradley Cooper e via di seguito… (Serena Grizi)





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