Da un libro all’altro – “Pasolini ragazzo a vita” ‘cantato’ da Renzo Paris
Pasolini ragazzo a vita – di Renzo Paris Elliot ed. 2025 – € 19,00 e-book NO – Disponibile al prestito inter bibliotecario BCR https://sbcr.comperio.it/
Anche un critico di professione come Renzo Paris, accomunato a Pier Paolo Pasolini dalla sua venuta a Roma dai ‘confini dell’impero’, Pasolini da Casarza, Paris da Celano, non intende rimanere in un solco solo critico e torna sui luoghi di quella che è stata la sua gioventù vissuta nell’ombra lunga della intellighenzia romana dell’epoca.
Renzo Paris in Pasolini ragazzo a vita sembra fare un viaggio attraverso le strade ‘camminate’ da Pasolini fin da Casarza della Delizia e dentro quella che era diventata la sua Roma, scrittore insegnante anche Paris, che sembra riconoscersi nel più difficile percorso di quelli che ‘arrivano nella Capitale da fuori’. Paris ha un accento curioso e pensoso, allo stesso tempo dolce verso questo suo maestro più grande, 22 anni li separavano quando il giovane Paris arriva a Roma ed entra piano piano nei nuovi ritrovi e salotti letterari e non solo, mentre Pasolini era al culmine della propria carriera. Resta indelebile il trasporto di una poltroncina a cui lo chiama, per cognome, il poeta con la sua vocetta inconfondibile; poltrona d’epoca scelta per il film Salò e che trasporteranno assieme fino all’auto del regista, chi è romano riconosce la fatica del tragitto, dal negozio dell’antiquario a via del Babuino fino a Trinità dei Monti; uno dei loro ultimi incontri e Paris riconoscerà la poltrona sul set del film in bianco e nero uscito postumo. Paris lo studia come uomo, come genio creativo, sente tutto intorno l’odio che ingenera la sua omosessualità mai nascosta, la sua supposta pedofilia, la valuta, quasi, da eterosessuale. Eppure, proprio la distanza aiuta Paris a riguardare nel sole meridiano della Città, ad immaginare oltre l’osservazione lo spirito col quale Pasolini la attraverserà negli anni, i rapporti complessi e affettuosi che ha con i suoi amici (da Moravia a Laura Betti, all’amato Davoli). Paris è con Moravia la mattina in cui il cadavere del poeta è rinvenuto all’Idroscalo di Ostia e spesso si descrive testimone di molti momenti importanti del gruppo nel quale è entrato egli stesso. Non c’è mai invidia nelle sue parole per un nome che potrebbe aver ‘oscurato’ una generazione di altri creativi, sicuramente importanti e forse mai emersi, ma forse nello scrittore e critico è più forte quel senso di passaggio dei poveri umani nella storia, qualsiasi essi siano e qualsiasi segno si siano trovati ad imprimere; su Paris vince la pietà e la volontà di dare di Pasolini un ritratto umano e vero, non solo debole, non solo geniale, reale, anche attraverso la capacità di rendere magnifiche contestualizzazioni della poesia pasoliniana che così ci appare più vera, più comprensibile. (Serena Grizi)





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