Da un libro all’altro: “Storia senza eroi”, silenzi familiari e la chiusura di un cerchio
Storia senza eroi di Piero Marrazzo, Marsilio ed. 2024 – € 18,00 e-book € 10,99 Disponibile e-book al prestito inter bibliotecario SBCR https://sbcr.comperio.it/
Il lettore che cerca ‘risposte’ ai come e perché del cosiddetto ‘caso Marrazzo’, forse resterà deluso perché il protagonista di quelle cronache, Piero, allora presidente della Regione Lazio, ha presto realizzato che gli era stato fatto un grosso torto e sebbene lui frequentasse chi gli pareva, al netto dell’utilizzo dell’auto blu per cose private, quella frequentazione non era reato, ed eventualmente aveva da rispondere, più che alla propria coscienza, alle domande di chi gli stava vicino e non era al corrente di alcune sue scelte, per esempio la sua famiglia. In Storia senza eroi conosciamo, però, una parte alquanto diversa del giornalista Piero Marrazzo, conduttore del fortunato Mi manda Raitre e corrispondente Tg Rai. Marrazzo autore prova a scrivere un romanzo senza rinunciare alla cronaca di alcuni fatti accaduti dopo quel fatidico 2009: spiegando bene circostanze e passaggi con quel tanto di lentezza che al lettore potrà sembrare pedante, ma ad un lettore/giornalista, o abbastanza pignolo, sembrerà una buona cronaca dei fatti, tanti davvero, messi sul fuoco. Si ritrova ad indagare a fondo sulla vita dei propri genitori nel momento in cui deciderà di chiedere il suo passaporto americano, al quale ha diritto per parte di madre, l’italo americana Luigia Spina. Indagherà anche la personalità del padre, Joe, anche lui giornalista noto per le inchieste sulla mafia, e quella del nonno materno Eugenio che, deus ex machina, deciderà più di qualche volta di entrare a gamba tesa in molti aspetti della storia familiare determinandone così lo svolgimento e il crearsi di quei ‘segreti domestici’ che forse non così poco influiranno sulla vita del giovane Piero. Tra le pieghe della storia si dipana il conflitto fra un padre piuttosto libertario, per sé e per gli altri, e silenzioso, ed un nonno materno altrettanto silenzioso ma dalla mentalità ‘patriarcale’: così da poter quasi indovinare l’effetto deflagrante dei due caratteri sulla mente d’un ragazzino che li osserva entrambi e ne mutua diversi aspetti nel formarsi del proprio carattere. Ma alla fine del racconto, laddove il nonno Eugenio applica sempre la sua logica pragmatica e dura (alle sue spalle anche un pezzo di storia americana a sostegno del nascente fascismo), il genero Joe e il nipote Piero qualche volta hanno ragionato per sé stessi senza valutare le conseguenze del loro agire, toccando le sensibilità di chi gli stava vicino. Joe si costruirà una nuova famiglia allontanandosi da Luigia; la moglie e le figlie di Piero Marrazzo, anche considerato il suo profilo pubblico, non sapranno nulla della sua ‘altra’ vita fino ai fatti del 2009: nel reiterarsi di quel silenzio che si rivela essere, ancora, ‘dolorosa’ firma familiare. L’autore, attraverso il viaggio americano sembra voler imparare un nuovo lessico degli affetti: gli fanno da ‘controcampo’ le lettere delle sue tre figlie ormai adulte, e il dramma del fratello Riccardo, figlio di Luigia e del suo primo matrimonio, mentre tra le righe si continua a leggere la fragilità del protagonista, pur nel suo ricominciare a vivere. Proprio sua madre, Luigia, donna bella, intelligente, votata anche lei al silenzio, e sola davanti al fatto che qualcuno decida per lei d’imperio, alla fine avrà perso più di tutti: il mistero è nel libro, raccontarlo abbasserebbe la tensione che invece vola tra le pagine. Marrazzo racconta una storia fra America e Italia lunga un secolo: sentimenti e contraddizioni tuttora presenti nella società odierna e nelle famiglie che la compongono, dove la strada per il rispetto dei diritti di ciascuno appare ancora dura e lunga da percorrere. (Serena Grizi)





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