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Definitivamente scomparsa la tesi del raggio UV come fonte dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone

Febbraio 02
19:26 2026

         Facendo seguito a quanto già fatto presente nei miei precedenti articoli, sulle false ed eretiche affermazioni ripetutamente pubblicate sul  resoconto dell’esito delle ricerche effettuate, al fine di stabilire l’origine dell’immagine  impressa sulla Sacra Sindone di Torino, da parte dei Fisici dell’ENEA di Frascati, ai quali, grossolanamente distorcendo l’obbiettiva verità, continua ad essere attribuita la conclusione, secondo la quale, detta immagine sarebbe stata prodotta, al di fuori di ogni intervento sovrannaturale, da raggi ultravioletti, emanati sulla base di un naturale processo nucleare, in occasione della dematerializzazione del corpo di Gesù, ritengo opportuno, in questa sede, limitarmi a riportare fedelmente quanto, dagli stessi testualmente, invece, dichiarato (indicando le relative fonti documentali), lasciando, in massima parte, al lettore l’individuazione delle inevitabili conclusioni.

        Il fondamentale documento cui fare riferimento è, quindi, identificabile con l’approfondito studio sottoscritto dal Prof. Paolo Di Lazzaro (Fisico dell’ENEA), che ha partecipato attivamente alle decennali ricerche sul Sacro Telo, nell’aprile 2025 e qui pubblicato:

https://www.academia.edu/128968071/La_Fisica_indaga_la_Sindone  

        Come esplicitamente ivi indicato, scopo di tale studio era proprio quello  di “presentare in stile divulgativo una sintesi dei principali risultati degli studi scientifici sulla Sindone così come sono, in modo che ognuno possa farsi un’idea propria”, riproponendo, in massima parte, quanto lo stesso Prof. Di Lazzaro aveva precedentemente scritto in un altro suo precedente studio dal titolo:   L’immagine sindonica e la luce ultravioletta: alcune note riassuntive”, pubblicato  nel volume Quattro percorsi accanto alla Sindone, a cura di Domenico Repice (Edizioni Radicequadrata, 2011) pp. 41 – 48. ISBN 9788896862049.

        Dopo aver premesso che la Sindone  è “uno dei più enigmatici oggetti archeologici al mondo, anche perché nessuno ha ancora capito come sia stata realizzata l’impronta o è riuscito a riprodurla perfettamente, nemmeno usando le tecnologie più avanzate, nessuno, inoltre, è”( sempre come precisato nel testo richiamato),  “riuscito a realizzare una colorazione di lino che abbia tutte le

caratteristiche microscopiche dell’impronta………  Il tentativo con impulsi di luce

ultravioletta è l’unico che ha ottenuto una concordanza sia rispetto alle principali caratteristiche fisiche sia rispetto a quelle chimiche dell’impronta sindonica. Tuttavia, ottenere un’impronta simil- sindonica fronte-retro in scala 1:1 tramite laser UV è aldilà della tecnologia attuale….  va, inoltre, chiarito che non siamo ancora riusciti a riprodurre una colorazione in tutto e per tutto identica a quella sindonica. Ci siamo vicini, ma ancora manca qualche dettaglio.

Ammesso (e non concesso) che in futuro riusciremo a riprodurre una colorazione uguale a quella sindonica, quali sarebbero le conseguenze?

Otterremmo una risposta alla domanda “come si può riprodurre l’immagine sindonica”. Ma questa risposta genera un’altra domanda: come è stato possibile nel medioevo ovvero nel primo secolo irraggiare un telo di lino con un Laser eccimero (inventato nel 1975)? Di fronte a questa domanda la Scienza si ferma. E gli scienziati pure.  E’ evidente che la scienza debba riconoscere i propri limiti……In definitiva, cosa può rispondere la scienza alla “domanda delle domande”: L’impronta sulla Sindone è l’immagine del Gesù storico?

Da un punto di vista scientifico, non potremo mai avere la certezza che l’uomo raffigurato nella Sindone sia Gesù. ……. anche se tutti i risultati convergessero verso un telo databile al primo secolo, scientificamente potremmo solo dire ‘non possiamo escludere che l’uomo della Sindone sia Gesù’ “.

          Dalla lettura del testo in questione, emerge senza ombra di dubbio che, sulla base dei risultati emersi in sede di sperimentazioni effettuate in laboratorio al fine di ottenere una riproduzione dell’immagine sindonica, con utilizzo di raggi UV  (previsti dai fisici dell’ENEA come effetto naturale dell’ipotetica annichilazione del corpo di Gesù), l’unico risultato ottenuto è stato quello di realizzare, non una riproduzione di un’immagine corporea, bensì solo quello di ottenere un “ingiallimento”, peraltro limitato ad una superficie di pochi centimetri quadrati della Sindone e, comunque,  “senza riuscire a riprodurre una colorazione in tutto e per tutto identica a quella sindonica”, senza considerare (come ivi fatto presente) che per ottenere detta colorazione per tutta l’estensione della Sindone sarebbero stati necessarie diverse migliaia di apparecchiature laser, “corrispondenti ad un edificio di 10 piani”, apparecchiatura oggi inesistente in tutto il mondo: resta, pertanto, definitivamente acquisita la constatazione, ivi messa in chiara evidenza che “dal punto di vista scientifico, la Sindone è un oggetto complesso e sfuggente. Gli esperimenti e le analisi hanno ottenuto risultati parziali, a volte contestati, e nessuno ha ancora capito come si sia formata l’immagine”, pervenendo,  all’inevitabile  conclusione, esplicitamente così testualmente messa in evidenza, che “questi risultati non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”. L’ipotesi di un raggio ultravioletto come fonte dell’immagine sindonica, veniva, così, definitivamente accantonata, per la riscontrata sua inadeguatezza.

          Pertanto, eliminata definitivamente, sulla base delle accurate sperimentazioni effettuate presso l’ENEA di Frascati, l’ipotesi che il lampo di luce emanato dal corpo di Gesù possa essere considerato “fonte dell’immagine sindonica”, unitamente a tutte le altre man mano esaminate ed accantonate in oltre un secolo d’infruttuose ricerche, non restava altro, in assenza di ulteriori valide ipotesi, che prendere atto dell’intervenuta ed incontestabile conclusione cui è pervenuto il mondo scientifico, nel senso di considerare davvero “impossibile”, così come esplicitamente affermato, una soluzione dell’enigma della formazione dell’immagine sindonica su basi scientifiche, escludendo qualsiasi intervento sovrannaturale. In sostanza, tali e tante sono risultate le uniche ed irripetibili particolarità, rivelatesi tra loro incompatibili, come ampiamente dettagliatamente illustrato nei precedenti articoli, che, se la Sacra di Torino non esistesse realmente, la sua esistenza sarebbe da ritenersi, scientificamente, davvero “impossibile”.

           Va aggiunto, inoltre, per completezza espositiva, che il Prof. Di Lazzaro,  in assenza di risultati scientificamente validi (e, quindi, al di fuori di qualsiasi intervento sovrannaturale) delle ricerche effettuate presso l’ENEA di Frascati e ritenendo, quindi,  possibile solo il ricorso ad un intervento sovrannaturale per la soluzione dell’enigma in questione, aveva suggerito esplicitamente alla Chiesa Cattolica quanto segue, come testualmente riportato nel documento su indicato: “Potrebbe in linea teorica intervenire la Fede e suggerire che la Resurrezione del Gesù Nazzareno può aver generato un intenso e brevissimo lampo di luce ultravioletta direzionale sprigionato dal corpo dematerializzato. Questo lampo potrebbe aver lasciato sul lino una impronta del corpo stesso. E ricordare che nei Vangeli si narra della cosiddetta Trasfigurazione o Metamorfosi riprodotta in molte icone bizantine. Si tratta di eventi chiaramente miracolosi, mentre noi scienziati ci occupiamo solo di eventi scientificamente riproducibili, in senso galileiano” : si trattava, quindi, in maniera fin troppo evidente, in assenza di soluzioni scientificamente accettabili, solo di un suggerimento alla Chiesa Cattolica, comunque, da scienziato, in ogni caso, esplicitamente escluso e che, quindi, mai e poi mai avrebbe potuto considerarsi “prova” dell’evento considerato, in quanto  sarebbe stato, eventualmente, da accettarsi solo per fede, appunto perché di origine miracolosa.

          Al fine di eliminare ogni possibile confusione, va, comunque, ribadito che la conclusione alla quale sono pervenuti i Fisici dell’ENEA nel senso di escludere che “l’impronta corporea della Sindone si possa essere formata tramite luce UV”, era chiaramente riferita a raggi ultravioletti emanati, al di fuori di ogni intervento sovrannaturale, e, quindi, sulla base di un naturale processo nucleare che avrebbe consentito di considerare l’effetto realizzato come vera “prova” scientifica, ferma restando, in alternativa, la possibilità, come “suggerito” dal Prof. Di Lazzaro alla Chiesa Cattolica, di far ricorso all’ipotesi di un intervento sovrannaturale, da parte di Gesù, tramite, eventualmente, l’ausilio di un raggio UV, miracolosamente  idoneo all’impressione dell’immagine in questione: naturalmente, in tale ipotesi, comunque mai presa in considerazione, sia dai Fisici dell’ENEA che dalla stessa Prof.ssa Marinelli, l’effetto conseguito non avrebbe mai potuto assurgere a valore di “prova scientifica”, appunto perché frutto di un miracolo da accettarsi solo per fede. Ad ogni modo, va osservato che il ricorso ad un raggio UV, come sopra suggerito dal Prof. Di Lazzaro, sarebbe, comunque, risultato, teologicamente, inaccettabile: non avrebbe avuto, infatti, alcun senso il ricorso, da parte di Gesù, ad un raggio UV, con un intervento sovrannaturale,  da utilizzare per realizzare qualcosa (l’impressione dell’immagine sindonica) che avrebbe potuto ottenere provvedendovi direttamente.

         Soggiungo, inoltre, che il suddetto suggerimento (il ricorso, cioè, ad un intervento sovrannaturale come causa dell’impressione dell’immagine sindonica) era stato esplicitamente condiviso anche dal Prof. Giuseppe Baldacchini, Fisico del centro ENEA di Frascati. (v. : Giuseppe Baldacchini, “Nuove ipotesi scientifiche sulla Sindone: E io, fisico, vi dico: così il corpo di Gesù si è smaterializzato”, in https://www.aldomariavalli.it/2022/04/13/nuove-ipotesi-scientifiche-sulla-sindone-e-io-fisico-vi-dico-cosi-il-corpo-di-gesu-si-e-smaterializzato/ ).

          Tali essendo le chiare ed inequivocabili conclusioni, così come succintamente sopra riportate, alle quali sono pervenuti i fisici dell’ENEA, riporto, qui di seguito, come le stesse, siano state  esposte, maldestramente falsificandole, in svariati e reiterati scritti della Prof.ssa Emanuela Marinelli (in particolare, v. :“La Sindone mi ha guardato e non posso più tacere”, del 4 ottobre 2021, in  

https://www.avvenire.it/agora/cultura/la-sindone-mi-ha-guardata-e-non-ho-potuto-piu-tacere_55331 ;   “Nella Sindone tutto parla di Gesù di Nazaret”, in

https://lanuovabq.it/it/nella-sindone-tutto-parla-di-gesu-di-nazaret del 19 aprile 2025 ). Va, al riguardo ribadito che l’ipotesi in questione, così come riesumata dalla Marinelli, secondo la quale l’immagine sindonica si sarebbe impressa sul sacro telo per effetto fotografico prodottosi a seguito di raggi UV emanati dal corpo di Gesù, sparito dal sepolcro, al di fuori di qualsiasi intervento sovrannaturale, inizialmente proposta dai Fisici dell’ENEA, per la suddetta Prof.ssa Marinelli, costituiva l’esclusivo supporto per la sua suddetta ipotesi che, comunque era stata sempre correttamente subordinata, sin dalla sua iniziale proposizione dei suoi autori, alle necessarie successive verifiche che, dopo dieci anni di studi, hanno comportato il suo definitivo accantonamento, come sopra evidenziato.

         Ritornando su quanto scritto dalla Prof.ssa Marinelli, nel suo articolo dell’aprile 2025, la stessa ha, invece, testualmente affermato che: “ I fisici che hanno condotto gli esperimenti con il laser presso l’ENEA hanno ammesso che dai loro risultati si può pensare alla formazione dell’immagine con una luce come quella che Gesù sprigionò dura te la Trasfigurazione. La risposta dunque non può essere negli occhi e nel cuore di chi guarda semplicemente la Sindone senza sapere nulla e può trarre conclusioni sbagliate, ma nella mente di chi si è documentato e conosce le risposte che la Sindone ha dato agli scienziati”. Non può sottacersi, inoltre, che la suddetta falsa affermazione risulta pubblicata nell’aprile 2025, cioè contestualmente (non certo casualmente) alla pubblicazione del Prof. Di Lazzaro, nella quale, si ripete, era esplicitamente fatto presente che “ i risultati ottenuti dall’ENEA  non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”, pervenendo, cioè, ad una conclusione esattamente opposta a quanto, allo stesso Prof. Di Lazzaro, veniva  incredibilmente attribuito, nella stessa data, dalla prof.ssa Marinelli, come qualsiasi lettore può facilmente rendersi conto.

         Nel precedente articolo, la Prof.ssa Marinelli aveva, inoltre, affermato che “tutto ci dice che la Sindone è l’immagine fotografica del Gesù storico, svelata al mondo agli albori del ’900, all’inizio dell’era dell’immagine, fissata sul telo da un’istantanea e potentissima emissione di luce come confermano le ultime ricerche dell’Enea di Frascati……..

         Una sorta di autoscatto, un selfie  in cui si mostra così come era 2000 anni 

fa……….  Ecco, io penso che abbiamo la stessa fortuna dei discepoli che potevano guardarlo in viso……. e credo  che chi vede Lui,  veda il Padre”.

          Di recente (gennaio 2026), con il titolo “La Passione di Gesù fotografata su quel telo”, viene riproposta una precedente pubblicazione dal titolo “Luce dal Sepolcro. Indagine sull’autenticità della Sindone e dei Vangeli”, al fine di riconfermare il valore fotografico attribuito dalla Marinelli all’immagine sindonica, mettendo in evidenza come “i Vangeli ricevano un’insperata conferma dalla reliquia conservata a Torino. Sembra proprio che il nucleo genetico della fede cristiana, la morte e la risurrezione di Gesù di Nazaret, sia stato fotografato in un’istantanea che riassume tutti i momenti più importanti del racconto, apportando un rilevante sostegno alla fede”.  Sostiene, infatti, la Marinelli che ” il mondo contemporaneo non sia più disposto ad accettare affermazioni prive di un adeguato supporto critico-razionale. La proclamazione dei testi sacri non è più sufficiente.”  Sulla base di questa convinzione, la Marinelli sviluppa il suo discorso, offrendo al lettore ogni informazione sugli esiti delle indagini a cui il telo sindonico è stato sottoposto, sulla base delle sue personali valutazioni………

          Quanto sopra fedelmente trascritto mette in chiara evidenza come i risultati delle analisi scientifiche effettuate presso il centro ENEA di  Frascati dai due suddetti valentissimi fisici, così come da loro esposti nei vari  scritti su richiamati, risultino in totale ed incontestabile  contraddizione con quanto a loro attribuito, al riguardo, dalla Prof.ssa Marinelli.

          Tale evidente incompatibilità potrebbe, forse, derivare da una macroscopica svista (anche se difficilmente ipotizzabile per la chiarezza del Prof. Di Lazzaro nell’esposizione del suo “suggerimento”) nella quale sarebbe incorsa la suddetta Prof.ssa Marinelli, la quale, nel far riferimento alle conclusioni dei due Fisici, tralasciando lo “studio” pubblicato nel 2025 dal Prof. Di Lazzaro, avrebbe, invece, fatto riferimento a  quanto lo stesso aveva in precedenza (v. articolo: “L’immagine sindonica e la luce ultravioletta”, 2011, su citato) previsto, nel suo suddetto “suggerimento” alla Chiesa Cattolica, al fine di trovare una soluzione all’enigma della formazione dell’immagine sindonica, di far ricorso all’ipotesi di un intervento sovrannaturale (ipotizzando anche l’ausilio di un eventuale raggio UV di origine, questa volta, non naturale, bensì miracolosa), sempre, però, riaffermando di respingere, da scienziato, tale ipotesi, come del resto sostenuto anche dalla  stessa Prof.ssa Marinelli. In altri termini, ciò che il Prof. Di Lazzaro aveva esposto,  nell’ambito di un semplice “suggerimento” alla Chiesa Cattolica (e che, come già fatto presente, era stato esplicitamente respinto), era stato, dalla Marinelli, riportato, invece, erroneamente, come risultato delle ricerche dell’ENEA. L’esistenza di tale svista (non è dato sapere fino a che punto involontaria) è, comunque, avvalorata da un’altra incontestabile considerazione, dalla quale emerge che quanto attribuito dalla Prof.ssa Marinelli al Prof. Di Lazzaro trova esatta corrispondenza nei termini usati da quest’ultimo nel suddetto “suggerimento” :

nel riferire le ipotetiche (false) affermazioni attribuite al Prof. Di Lazzaro sulla formazione dell’immagine sindonica a seguito di un raggio UV (comunque miracoloso), la Prof.ssa Marinelli faceva, infatti, riferimento, come fonte di quest’ultimo, all’evento miracoloso della Trasfigurazione, cioè, allo stesso evento esplicitamente richiamato, nel suddetto “suggerimento” del Prof. Di Lazzaro, così, identificandone, involontariamente, la fonte.

          E’ opportuno, al riguardo, far, inoltre, notare che l’azzardata affermazione di ritenere l’immagine sindonica  una “istantanea fotografica” di Gesù Risorto risulti  inaccettabile, in quanto chiaramente eretica e, comunque, impossibile. Come credenti, infatti, sappiamo, dai Sacri Testi, che, dall’istante della Sua Resurrezione, Gesù si sottrasse alla visibilità di chiunque, fatta solo eccezione nei confronti di quanti Lui stesso avesse voluto apparire: ciò comporta, inevitabilmente, la necessità che la Prof.ssa Marinelli avesse preliminarmente spiegato come sarebbe stato possibile (peraltro 2000 anni fa) fotografare una immagine corporea di un soggetto, divenuto, da quel momento, invisibile.

          Quanto sopra conferma definitivamente l’impossibilità, nella ricerca della fonte della formazione dell’immagine sindonica,  di qualsiasi riferimento ad un raggio ultravioletto, restando, quindi, una sola soluzione: quella di un intervento sovrannaturale.    

          In un tale contesto, mi sembra davvero imbarazzante prendere atto con quale irresponsabile superficialità vengano divulgate, soprattutto in ambienti aperti al culto della Chiesa Cattolica, e con l’avallo di numerosi sacerdoti, distorte affermazioni, (sia pure volendo ammettere un’ipotetica, quanto molto difficile, svista sull’episodio su riferito) attribuite a valenti fisici  (come i Proff.ri Giuseppe Baldacchini e Paolo Di Lazzaro) da parte di chi è indicato come il massimo esponente tra i sindonologi di tutto il mondo,  al solo fine di riscuotere immeritati consensi, caparbiamente sostenendo una ipotesi priva, ormai, di alcun valore, in quanto disconosciuta dagli stessi suoi autori per essere stata ritenuta, sulla base di attente verifiche, non idonea a conseguire l’effetto sperato, fino a spingersi a parificare l’immagine sindonica ad un servizio fotografico sul “nucleo genetico della fede cristiana, Morte e Resurrezione di Gesù di Nazaret” ed a stupefacenti rivelazioni, come quella di poter credere di “vedere” nell’immagine sindonica il Volto di Dio Padre,  determinando, così,  solo grande confusione ed errate convinzioni tra i credenti che, per la loro assoluta infondatezza, non possono ottenere, certamente, il risultato di farne accrescere la loro fede.

 

 

   

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