DI BERNARDO E LA SUA MAGGIORANZA NON VOGLIONO IL CONFRONTO
DI BERNARDO E LA SUA MAGGIORANZA NON VOGLIONO IL CONFRONTO ED APPROVANO UN BILANCIO CHE STRIZZA L’OCCHIO ALLE PROSSIME ELEZIONI
Pochissimi investimenti su scuola e sociale, politiche abitative (casa) non pervenute, politiche di sostegno alle imprese produttive locali ed occupazionali non presenti, anzi si smantellano e si svendono le aree per le PMI a favore dei privati.
Investimenti sulle periferie: assenti.
Politiche giovanili e per lo sport: idem.
Nel concreto, i documenti di programmazione sono piatti, di routine, anzi, se possibile, al risparmio e completamente privi – la cosa più grave – di visione e di prospettive per la Città.
E certo, che non si identificano con la narrazione – non veritiera, riportata del Documento Unico di Programmazione che accompagna la filastrocca stucchevole ed arcinota del Sindaco.
Tutto viene rimandato a “dopo”, tutto verrà realizzato attraverso il nuovo Piano Regolatore che difficilmente vedrà la luce in tempi brevi.
Ma, l’importante è prendere tempo, bypassare i nodi, tanto la gente non si ricorda, ora ci sono le feste e …
C’è ben poco di positivo negli atti approvati dell’amministrazione Di Bernardo.
E’ finita la stagione delle opere avviate con i fondi del PNRR, dei progetti e risorse economiche – peraltro non portate a casa da questa Amministrazione ma esclusivamente frutto del lavoro della precedente Amministrazione – o dei Fondi provenienti dal Giubileo.
Solo qualche dato:
- Aumento dell’indebitamento con l’accesso a mutui.
- Investimenti in conto capitale crollati – del tutto palese l’incapacità di reperire fondi regionali/statali/europei -, investimenti sulle manutenzioni edifici e strade limitate all’ordinario e, nelle maggior parte dei casi, mal realizzate.
Le uniche cosa in cui si eccelle, sono:
- Aliquote per IMU ed IRPEF che restano al massimo: invece di avviare politiche di riduzione delle stesse per favorire sostegno e sviluppo.
- Le ingenti risorse destinate ad eventi e manifestazioni, individuati come prioritari rispetto ad altri interventi di carattere strutturale, probabilmente perché considerati uno strumento di visibilità politica, in vista delle prossime scadenze elettorali.
Con l’ennesima forzatura istituzionale, la maggioranza ha approvato il bilancio di previsione 2026/2028, ignorando deliberatamente le regole e le prerogative dell’opposizione.
Il mancato deposito degli atti fondamentali, compreso il parere dei revisori dei conti – che il regolamento del Consiglio impone siano messi a disposizione con un congruo anticipo per consentire un esame serio e approfondito – ha reso impossibile lo svolgimento di un confronto democratico reale e trasparente.
Per queste ragioni, abbiamo dovuto abbandonare l’aula, rifiutandoci di avallare una procedura che lede il ruolo del Consiglio e mortifica la funzione di controllo e di indirizzo affidata ai consiglieri e per cui interverremo presso le sedi opportune.
Alla faccia dell’ inclusione e della condivisione, sempre tanto sbandierata dal sindaco Di Bernardo, e che, nella realtà dei fatti, annulla il confronto e la partecipazione con i comitati di quartiere, – “tanto non hanno voce in capitolo” – ha recentemente, pubblicamente, affermato il primo cittadino – con le imprese produttive locali, i professionisti, le associazioni culturali, i consiglieri di opposizione.
Un dibattito politico in consiglio comunale che si traduce in un monologo della minoranza, che cerca un confronto costruttivo con la maggioranza che invece, continua a negarlo, pronta ad alzare la mano incondizionatamente, senza curarsi e ricordarsi che il suo ruolo è unicamente di rappresentare le istanze dei cittadini.
E questa sarebbe la democrazia partecipata di Di Bernardo?
Grottaferrata, 24.12.2025






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