ELEZIONI DI ALBANO LAZIALE. SERVONO PROGRAMMI CHE FACCIANO SOGNARE
ELEZIONI DI ALBANO LAZIALE. SERVONO PROGRAMMI CHE FACCIANO SOGNARE E CHE COSTRUISCANO UN NUOVO MONDO
Siamo alla vigilia delle elezioni nel Comune di Albano Laziale che si terranno nella primavera del 2026.
Per legge i candidati alla carica di sindaco devono presentare il proprio programma politico per il prossimo quinquennio. L’esperienza mostra che tale documento è di norma un elenco di buone e generiche intenzioni, viene scritto all’ultimo momento, viene depositato negli archivi dove accumula la polvere, e lì rimane ignorato.
Il programma del sindaco eletto dovrebbe essere la pietra miliare per i cittadini-votanti che intendono chiedergli conto del proprio operato – ma questo purtroppo non avviene.
Per definizione i politici devono interpretare le esigenze, gli interessi, i desiderata dei cittadini e farne una sintesi attraverso un programma in cui vengono indicati non solo le priorità ma anche gli strumenti gestionali e finanziari per affrontare e risolvere i problemi ritenuti meritevoli di attenzione.
Ma dietro a tutto questo ci deve essere una visione del mondo che si vorrebbe, chiare opzioni valoriali, etiche, politiche, capaci di tracciare un percorso che tutta la comunità è chiamata a condividere. E’ ben noto che per muovere le persone e le coscienze ci vuole un sogno, un ideale da realizzare e praticare, e che sterili riproposizioni taglia-e-incolla di documenti del passato sono del tutto inutili.
La nuova dirigenza comunale si dovrà confrontare con una situazione certamente non facile: in questo torno di tempo gli albanensi sono sempre più spesso nervosi, intolleranti, maleducati (ne è testimonianza il fatto che un guidatore che si ferma o rallenta non di rado sente subito il clacson di quello spazientito della vettura che segue), vi è un grande disagio nell’intimo di molte persone – figlio dell’incertezza e della paura – che si manifesta in un comportamento che pregiudica il livello di vivibilità della città. In tutto questo non è certamente di aiuto l’attuale commissariamento del Comune, tutto rivolto alla gestione degli affari correnti.
La sfida è davvero grande. A livello nazionale non si intravedono utili modelli di riferimento: la destra cerca di attuare confusamente e contraddittoriamente un modello di società sovranista al rimorchio dell’America del MAGA (Make America Great Again), mentre la sinistra non è ben chiaro cosa proponga.
Si possono suggerire alcune idee per un programma all’altezza delle sfide che, ovviamente, dovrebbero essere elaborate opportunamente dai candidati e definite con chiari e realizzabili progetti: formazione degli studenti di tutte le scuole sulla cittadinanza attiva e consapevole; formazione degli anziani; formazione del personale del Comune, in particolare dei vigili urbani che sono in prima linea; affermazione del principio del rispetto delle regole scritte e di civiltà; pubblicazione di opuscoli da distribuire ai cittadini; repressione insieme ad una azione formativa nei casi di comportamenti illeciti.
I candidati sapranno far sognare gli albanensi creando, tra l’altro, le condizioni per un ritorno alle urne di coloro che si sono allontanati dalla politica?





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