FRASCATI: “AMBIENTE E PAESAGGIO IN PIER PAOLO PASOLINI” CON ALDO ONORATI E GABRIELE MARCATTILI
Vola il tempo durante l’incontro organizzato da Enrico del Vescovo – presidente di Italia Nostra Castelli Romani – svoltosi a Frascati nell’accogliente struttura della Biblioteca di Frascati per ragazzi Casa di Pia il 31 marzo, con due relatori di eccezione: il professor Aldo Onorati e il professor Gabriele Marcattili, intervenuti entrambi per ricordare un protagonista altrettanto straordinario: Pier Paolo Pasolini.
Tema dell’incontro proprio la sua vita e la sua profetica visione riguardo la società, i valori, i cambiamenti sociali dal dopoguerra agli anni Settanta del secolo scorso; lo stravolgimento e la depauperazione dell’ambiente che, anche nei Castelli Romani ha visto, in poco tempo mutar fisionomia e vita.
Andrea Zanzotto con la seguente citazione ha lasciato questo monito: “Siamo passati dai campi di sterminio allo sterminio dei campi”…
Entrambi i relatori, secondo diverse strategie e argomentazioni hanno delineato il pensiero, la poetica e la filosofia dello scrittore dall’anima friulana, la sua profonda inquietudine e il travaglio interiore che per tutta la vita ha drammaticamente segnato la sua figura.
Dalla filmografia del grande autore e regista – Ragazzi di vita, Accattone, Il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini, Medea… – il professor Marcattili, per molti anni docente di Italiano, Storia e Filosofia, autore del libro “Pier Paolo Pasolini. Le verità scomode”, ha argomentato abbracciando tematiche relative agli epocali cambiamenti culturali, storici, antropologici, di pensiero che Pasolini ha cercato di mettere in risalto e denunciare. In primis proprio l’abbandono della campagna e la massiccia invasione edilizia che nel giro di pochi decenni ha completamente mutato, come già accennato, anche la fisionomia del nostro territorio. Il passaggio dal mondo contadino a quello attuale ha operato una rivoluzione che ancora oggi è in corso; ne è stato sofferente testimone Pier Paolo Pasolini, evidenziando con l’imborghesimento della società, la sua vicinanza al sottoproletariato, i mutamenti nei valori, nella morale, il passaggio da una genuinità spontaneità al conformismo che ha preso sempre più piede, trascinando con sé un appiattimento d’umanità e annullando ogni sforzo indirizzato verso una crescita interiore.
Un argomento, quello dell’imbarbarimento del territorio dovuto alla cementificazione, molto sentito anche da Aldo Onorati noto dantista, poeta, scrittore… che, testimoniando la sua amicizia fraterna con Pasolini ne ricorda gl’incontri – anche con la presenza di Alberto Moravia – e l’amore per la natura da entrambi condiviso – è una questione di cuore e di pensiero -, diceva lo scrittore friulano, incantato dai nostri meravigliosi tramonti, dal territorio castellano, i due laghi e il mare da cogliere in un solo, unico colpo d’occhio… – Non ho più il coraggio di leggere Stendhal, i grandi autori del Grand Tour – diceva guardando a sé d’intorno…, commuovendosi per un albicocco tagliato, osservando la natura circostante nella quale ricercava la sacralità del mito.
Accenna ancora, il prof. Onorati, a un articolo pasoliniano pubblicato sul Corriere della Sera nel 1975: La morte delle lucciole, un rimpianto doloroso e un’accusa verso chi aveva indirizzato un certo modello di sviluppo, inquinando l’ambiente, le nostre campagne, disintegrando quell’antica società che affratellava nei piccoli paesi, innalzando nel consumismo il demone dell’età moderna.
Uomo di scandalo, contestato anche politicamente, spesso vittima di pregiudizi per la sua omosessualità, Pasolini non è stato compreso dai suoi contemporanei, poeta dall’anima fragile e indifesa, profeta d’inascoltata lungimiranza… molto dovremmo riflettere, prima di un punto di non ritorno, se ancora possibile farlo. Egli intervenuti tra il pubblico ne hanno dato esempi, parlando della bellezza del nostro ambiente, approfondendo la figura di Pier Paolo, suggerendo il ritorno all’oralità di una fiaba… meditare e trovar altre strategie per allentare questa morsa pericolosa che nelle moderne tecnologie sta spersonalizzando anche l’essere umano; lo dobbiamo eticamente e moralmente alle nostre future generazioni.





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