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Frascati – Largo a Boazzelli

Marzo 05
12:21 2026

Largo a Boazzelli

      Dedicando un ‘largo’ a Guglielmo Boazzelli, che fu sindaco di Frascati per un dodicennio, nonché tra i fondatori (tra cui don G. Busco) dell’Associazione culturale ‘Amici di Frascati’, si rende giustamente omaggio ad uno dei protagonisti ‘politici’ nella storia della città, e, (con Donati e Tamburrano) costituì a quei tempi (anni ’60) la triade che ebbe la ‘cura’ della civitas tusculana. Tra l’altro, negli anni della sua amministrazione, favorì la pubblicazione anche di un bollettino trimestrale sulle principali realizzazioni e sugli avvenimenti locali non solo amministrativi, mentre Toffanello pubblicava il suo ‘Tuscolo’ con una informazione abbastanza libera e indipendente. Su Boazzelli, che fu anche presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei sindaci italiani), a suo tempo pubblicai un articolo, poi ripreso anni dopo, nel quale accennavo alla necessità che si recuperasse, consultando eventuali documenti d’archivio pubblici e privati, anche una storia della politica e dei suoi protagonisti di quel periodo…democristiano. Ed in parte ho cercato di sintetizzarla nel mio libro “Frascati, tra storia, politica, e antistoria”.

    Ora intitolare una piazza a Boazzelli è certamente importante, avendo superato – nella lista d’attesa dei…papabili – altri ‘concorrenti’ come Campilli, Micara, O. Molinari ecc, defunti da tempo prima di lui, ma è criticabile il fatto che per il nuovo si cancelli senza ritegno la storia del vecchio (e che ‘vecchio’!); infatti non ci sarà più un ‘Largo Catone’, denominazione ormai da cancellare senza nemmeno un…grazie all’antico famoso censore, nato a Tusculo nel 234 e morto a Roma nel 149 a.C.!

   Noto come il ‘censore’, Catone non le mandava certo a dire, e un secolo dopo la sua morte, lo scrittore Aulo Gellio ne citava questa massima ancora valida nei tempi odierni: “I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori”. Catone fu sempre accanito assertore della distruzione di Cartagine. Ora, sembra proprio indispensabile che l’antico tuscolano venga ignorato mentre alcuni politici locali ce la mettono tutta per distruggere…Frascati!

E così ‘largo Catone’ resterà forse su qualche vecchio indirizzo postale.

    Nella nostra ‘città’ si possono cancellare con noncuranza pure le antiche denominazioni. Da ‘via Piccolomini’ che, nel tratto iniziale fu ribattezzata, negli anni Cinquanta, ‘via S. Giuseppe Calasanzio’, al ‘piazzale della Stazione’, intitolato a Pertini dal sindaco Posa, fino ad altri siti. Ora, tocca al ‘Largo’ che verrà soppresso. Era stato intitolato a Catone quando – per congiungere la nuova via per Tuscolo alla piazza Marconi (‘Frascatino’) – fu eliminato quel tratto di terreno, che, fino agli inizi degli anni ’50, costituiva una sorta di terrapieno con qualche panchina, dall’incrocio di via Massaja. Quel terreno apparteneva alla proprietà Lancellotti.

   Ma la memoria storica fa difetto da tempo a tanti amministratori non solo contemporanei. Chissà se c’è ancora chi ricorda che all’incrocio con la via Massaja (già ‘dei cappuccini’), con la via per Tuscolo, nell’antico palazzo semidistrutto dal bombardamento, vi era una targa stradale: via Lancellotti’ (o meglio, ‘via di Villa Lancellotti’). Quando il palazzo fu ricostruito – (di rimpetto alla chiesa delle Scuole pie e con un volume eccessivo, contribuendo così a rendere ancor più bruttina la piazza) – la tabella con la ‘via Lancellotti’ non fu più ricollocata. Sembra per intitolarla proprio a Catone (ma dove sta scritto?). Chissà che, senza ripristinare la vecchia denominazione, l’antica via Lancellotti possa oggi – che so io – venire intitolata a Pietro Micara (che volle ‘aprire’ la via per Tuscolo, pur allora non esente da critiche). Tanto più che la via, che partirebbe da piazza Marconi, non è segnalata da alcuna targa anche se dovrebbe essere ‘via Catone’(?).

   Ma la vecchia via resterà comunque negli indirizzi sulle lettere e cartoline della storia e memoria anche del sottoscritto che, allora, abitava proprio in questa via…scomparsa.

L’incrocio di via card. Massaja con ‘Via Lancellotti’, visto da piazza delle Scuole pie. In basso, a sinistra, il vecchio ‘Alimentari’ di B. Merolle (vm 1956)

     Nel frattempo dal pensatoio comunale si avanza la proposta di intitolare l’attuale ‘piazza San Giuseppe Lavoratore’ di Cocciano, a don Umberto Giuliani, che fu senz’altro infaticabile (ed anche controverso) ‘parroco’ negli anni ’50 e ’60 del ‘900. Giuliani, era nato a Colonna, ed è morto a 95 anni a Monte Compatri. Ora non sappiamo se per questa nuova denominazione sia stata interpellata anche l’autorità ecclesiastica, il vescovo, che ormai non risiede più in permanenza a Frascati, o quel residuo di clero autoctono ancora presente in diocesi. Certo è che da nessuno, nemmeno dai cosiddetti cattolici ‘progressisti’, si è mai avanzata la proposta di dedicare una via ad un vescovo che fu uno dei padri conciliari: Luigi Liverzani, scomparso il 9 maggio del 1995. Trent’anni fa.

  Non sembra, ma le elezioni non sono poi così lontane!

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