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“Frida che diva” di Lorena Munini

“Frida che diva” di Lorena Munini
Luglio 10
20:46 2023

La figura di una straordinaria donna, Frida, abilmente rappresentata in una scena con dialoghi, ritmi, costumi, artisti che nell’insieme hanno imbastito un’atmosfera profonda, intensa, semplicemente emozionante.  L’ammirevole effetto comunicativo di uno spettacolo completo, firmato Lorena Munini – nella regia accompagnata da Andrea Mattei – in una combinazione di elementi essenziali e accrescenti ci spinge a soffermarci su questa giovane, non nuova al pubblico, ma alla sua prima esperienza come singola autrice, proprio  con l’opera “Frida che diva”. Dall’idea alla pianificazione, dall’elaborazione dinamica, all’arricchimento scenografico al controllo essenziale, effetti  in continuo sviluppo grazie alla forza derivante da impegno e passione conditi dal fattore umano che sprigiona sentimenti. Si tratta di un’opera riproposta in questi giorni ma la sua potenza artistica, apprendiamo, era stata notata da esperti, quando nell’ottobre del 2020 venne portata in scena al Teatro delle Muse di Roma dimostrando vivacità creativa. In quell’occasione, prima edizione della rassegna di corti “Cometiamo”, vinse il Premio Miglior testo originale, miglior regia, miglior spettacolo votato dal pubblico, miglior attrice protagonista.

L’autrice e regista Lorena Munini, oggi pronta più che mai al confronto con critici e giuria, ci esprime le sue riflessioni riguardo la nascita di questo progetto: “Nel 2020 vivevamo un tempo sospeso e proprio in quel tempo in cui le vite erano in pausa mi sono imbattuta nella figura carismatica, verace, inossidabile di Frida Kahlo. La magia è scattata dopo la lettura del libro di Pino Cacucci. Quel dialogo con la morte a cui lui aveva pensato sembrava il pretesto giusto per ribaltare il modo di narrare la vita di questa donna tanto conosciuta, ma spesso raccontata solo in funzione della sua malattia e del suo amore per Diego. È stato per me un inabissarsi irrefrenabile nella scrittura”. E l’autrice nella sua argomentazione continua precisando : “Volevo che la morte non fosse solo un’interlocutrice, volevo di più e così ho pensato che alla diade Diego-Frida potessi sostituire quella Morte-Frida in un corteggiamento sprezzante e cinico dove tutto è concesso, persino vincere sulla morte stessa. In che modo? La risposta è nel titolo di questo corto teatrale “Frida che diva”.  Mentre il testo prende forma aprono nuovamente i teatri con misure contingentate, siamo nel 2020 e questa sembra l’occasione giusta per permettere alla Compagnia, “I Torpignattori”, di non saltare l’appuntamento annuale con il palcoscenico. Nata nel 2013, la Compagnia conta ormai quindici attori appassionati e la giovane regista li voleva tutti sul palco a urlare con la loro presenza la voglia di recitare ancora: “… volevo che tutti loro, in quel particolare momento storico, potessero essere parte di quel grido che tutti i lavoratori dello spettacolo stavano lanciando a gran voce! Così ai due personaggi principali se ne aggiunge un altro corale e multiforme. Sono delle ombre che si muovo nello spazio ricreando scenari fisici e sonori e dando voce e corpo ad alcuni fondamentali incontri della vita di Frida Kahlo”.

In quindici minuti viene così racconta la vita dell’artista, le sue fragilità e la sua determinazione, ma anche la sua pittura attraverso una scelta consapevole dei costumi di scena che recuperano con una attenzione quasi maniacale alcuni elementi delle opere di Frida Kahlo. Il testo porge al pubblico l’arte originale della donna, ma ancor più il suo intimo essere, oltre al dolore e la sofferenza, il suo ambiente, il mondo che la circonda, un insieme che rende brillante il progetto teatrale: “Non è una narrazione lineare e questo spinge ancor di più il pubblico a restare incollato alla scena, ma i passaggi sono scanditi e accompagnati da una litania che gioca con il nome Frida attraverso anagrammi e incontri sonori. “Innamorati di te della vita e dopo di chi vuoi”… Dovrebbe essere un motto da tatuare sulla pelle, da imprimere nella mente. Ognuno di noi dovrebbe ricordarsene, sempre: non c è sfida che non si possa affrontare se siamo in grado di amarci e di amare la vita. “Frida che diva” è un atto d amore verso me stessa e verso il coraggio di credere nelle proprie passioni” conclude Lorena Munini che per la prima volta espone la sua scrittura allo sguardo e al cuore di un pubblico. Una consegna culturale notevole per le suggestioni e la  forza che riesce a trasmettere con il linguaggio teatrale.

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