Gaza: Save the Children
Gaza: Save the Children, con l’apertura limitata del valico di Rafah, servirebbe oltre un anno per evacuare i 20mila pazienti che hanno bisogno di cure mediche urgenti, tra cui 4mila bambini
Secondo il Ministero della Salute di Gaza 1.268 persone sono già morte in attesa di partire per cure mediche urgenti. Necessaria un’apertura senza restrizioni che consenta a tutti coloro che ne hanno bisogno di lasciare la Striscia e ai beni essenziali di entrare.
L’apertura solo parziale del valico di Rafah ha generato profonda delusione a Gaza: migliaia di famiglie, inclusi molti bambini in condizioni critiche, restano bloccate in un limbo senza sapere quando – o se – potranno essere evacuate per ricevere cure salvavita indisponibili nella Striscia. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
Sarà consentito solo a 150 persone di partire e a 50 di rientrare ogni giorno, nonostante siano 20.000 le persone, tra cui 4.000 bambini, ad avere necessità di urgente evacuazione medica. Ciò significa che con le nuove restrizioni ci vorrebbe più di un anno per effettuarle. Il Ministero della Salute di Gaza, intanto, ha dichiarato che 1.268 pazienti sono già morti in attesa di partire per cure mediche urgenti.
Con le nuove condizioni, a Gaza non è consentito l’ingresso di beni o aiuti e quindi le forniture umanitarie essenziali restano bloccate al confine. Nessuno studente può partire per studiare all’estero e le famiglie che speravano nel ricongiungimento continuano ad aspettare.
“Il senso di incertezza e delusione aleggia ovunque a Gaza, sembra di poterlo toccare con mano. Secondo le ultime informazioni, solo 150 persone sono autorizzate a lasciare Gaza, una goccia nell’oceano rispetto a coloro che necessitano disperatamente di evacuazione medica. Ma il tempo, per molti bambini gravemente malati, semplicemente non c’è: costringerli ad aspettare significa condannarli a morire. Sembra che solo 15 persone siano state autorizzate a essere evacuate oggi. Le loro famiglie si sono radunate negli ospedali di Khan Younis. Ma altre migliaia di famiglie e bambini che necessitano urgentemente di evacuazione per motivi di salute vengono lasciate in un limbo angosciante, in attesa di notizie” ha dichiarato Shurouq, Responsabile Media di Gaza per Save the Children.
“Inoltre, i genitori sono costretti a separarsi dai loro figli. Ho appena parlato con la madre di un bambino di 12 anni ferito, che mi ha raccontato di trovarsi davanti a una scelta impossibile: accompagnare il figlio nell’evacuazione medica, lasciando però gli altri quattro bambini in tende di fortuna, esposti al rischio dei bombardamenti israeliani. Sono rimasta senza parole. Come si possono separare i bambini dai loro genitori, anche quando la loro vita dipende da questo? Non dobbiamo farci ingannare dai titoli che parlano della riapertura del valico: le famiglie sono devastate dal fatto che non c’è alcuna prospettiva di ricongiungimento familiare, nessuna possibilità per gli studenti di riprendere gli studi all’estero, né segnali di un aumento degli aiuti in ingresso a Gaza” continua Shurouq.
“Il confine di Rafah deve essere aperto senza restrizioni, qualsiasi altra cosa è una pericolosa illusione. Le persone avevano riposto la propria speranza nell’annuncio dell’apertura, immaginando una tregua dall’orrore e un barlume di libertà. Invece, le ultime notizie rappresentano un nuovo colpo per la popolazione di Gaza, che continua a sentirsi intrappolata e sorvegliata, come pedina sotto il controllo israeliano, senza alcuna possibilità di scelta” ha concluso Shurouq.
Per sostenere l’attività di Save the Children in emergenza: https://dona-ora.savethechildren.it/dona-anche-tu-emergenza-gaza
Per informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children
Tel. 3389625274 – 3450328481 – 3409367952 – 3385791870
ufficiostampa@savethechildren.org
www.savethechildren.it





-ban.jpg)






























































































































































































Non ci sono commenti, vuoi farlo tu?
Scrivi un commento