Genzano – Interessante conferenza presso Il Consorzio: Realtà e mistero dell’ipnosi a cura di Massimo Biondi
Un pomeriggio volato nell’ascolto, tra curiosità, storia, psicologia, psicoterapia, momenti legati a situazioni di coscienza e incoscienza indotta o volontaria…
Un argomento interessante, quello trattato ieri 12 dicembre da Massimo Biondi nell’incontro culturale svoltosi a Genzano presso Il Consorzio con Antonio Luigi Conti: Realtà e mistero dell’ipnosi. L’ascolto partecipato del pubblico presente ha visto l’incipit della scorrevole conferenza giocato su quello che si prova ( e non si prova ) quando una fastidiosa zanzara decide di banchettare nostro malgrado.
Racconta esperienze vissute come soggetto ipnotizzato e come ipnotista, Biondi, descrivendo, dopo un breve excursus storico tra gli anni ’70 del ‘900 ai primi del secolo attuale, le diverse modalità di induzione e i relativi gradi di intensità che portano da un moderato distacco a una trance profonda.
Diverse le tecniche – verbali, gestuali, chimiche – con le quali è possibile indurre un cambiamento nello stato di coscienza di una persona, creando una sensibilità particolare che ne altera l’autonomia e induce a una sorta di “obbedienza” a ordini esterni che tuttavia non alterano quelli che sono i principi morali dell’ipnotizzato e non possono superare le leggi della fisica, ma possono, per esempio, modificare la soglia del dolore.
Interessanti gli accenni storici relativi all’argomento, partendo dalla seconda metà del Settecento: diversi gli studiosi citati dal relatore, ciascuno con peculiari scoperte ed esperienze. Non son mancati riferimenti ai fumetti con il famoso Mandrake, alle tecniche ipnotiche praticate sugli animali: chi non ricorda il famoso incantatore di serpenti?
Ai giorni nostri la pratica dell’ipnotismo viene impiegata nel campo medico per contrastare disturbi legati all’ansia, alle fobie, a stati di stress o viceversa per alimentare una fiducia in se stessi o stimolare un processo creativo.
Non manca Biondi a mettere in guardia contro usi eticamente impropri dell’ipnosi e facendo notare che nel nostro incontro non viene giustamente fatto riferimento alle modalità d’induzione e gestione pratica della tecnica ipnotica: non casualmente il sottotitolo dell’incontro fa riferimento ai Percorsi dell’ignoto conosciuto. Etica professionale vuole che determinate informazioni e riferimenti sulle modalità d’uso restino riservate a chi porta avanti una professione medica adeguata.
Il bel dibattito al termine dell’incontro ha confermato l’interesse stimolato tra i presenti, alimentando conversazioni che hanno ampliato e sciolto altre condivise curiosità.
Gradito, infine, il brindisi finale a cura degli organizzatori che ha anticipato in modo conviviale e amichevole gli auguri per le prossime, imminenti festività natalizie. Bollicine in tutta lucidità e armoniosa, attiva coscienza di sé.







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mago Merlino