GIU’ LE MANI DAI CASTELLI ROMANI !
E’ STATO UN FINE SETTIMANA DI LOTTA CONTRO INCENERITORE ED ALTRE NOCIVITA’
VIDEO DEL CORTEO GIRATO DA MASSIMO: https://youtu.be/w7exEIohhbw
Nella lunga lista di eventi culturali, artistici, sportivi, escursionistici ed enogastronomici che si svolgono ogni settimana ai Castelli Romani non si può ignorare che in realtà questo territorio esprima anche altro: una forte opposizione sociale ad ogni progetto speculativo che va ad aggravare la già compromessa situazione attuale.
Centinaia di persone convocate dall’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore hanno manifestato ad Albano per ribadire un fermo “NO” all’insensato progetto che vede come “soluzione” al pluridecennale problema dei rifiuti della Capitale il loro bruciamento “tali e quali”: 600 mila tonnellate l’anno di indifferenziato raggiungeranno la zona di S.Palomba-Cancelliera per essere combusti e “liberati” nell’aria che respiriamo tutti i giorni.
Ben 125 mila tonnellate di questi rifiuti saranno comunque trasferiti in una nuova discarica di rifiuti pericolosi, perché resteranno come scarti del megaforno. Inoltre, centinaia di migliaia di metri cubi di acqua saranno usati per il raffreddamento, andando a dare il colpo di grazia alle misere riserve idriche già in sofferenza, mettendo a rischio sia l’esistenza dei due laghi che la disponibilità domestica per tutte le comunità che vivono nel territorio.
Tutto ciò è portato avanti dalla multinazionale ACEA, da AMA, dal plenipotenziario sindaco di Roma Gualtieri, con il sostegno del suo centrosinistra, nonché dei governi regionali e nazionali di centro-destra.
Questo quadro a tinte fosche viene però continuamente sfregiato dai movimenti di lotta che si battono da anni contro discariche e inceneritori. La narrazione mediatica favorevole allo scempio è potente ma non regge in realtà nè dal punto di vista scientifico, né da quello ambientale, tantomeno da quello economico.
L’iter amministrativo sta passando sopra ad ogni sorta di valutazione scientifica e legale e si appresta a conclusione, mentre alcuni sbancamenti ed opere sono già in corso sul sito previsto per l’inceneritore.
Le ruspe devastano i nostri boschi, le aste al ribasso vendono preziosi alberi del Parco Regionale alle modiche cifre di 8 euro lordi, le gru e i bobcat incessantemente costruiscono nuovi quartieri per le rendite immobiliari, ampliano il cementificio della Fassa Bortolo ad Artena, scavano per i vari progetti PNRR di turistificazione dei due laghi, indicano che abbiamo molte criticità imposte dall’alto che vanno rigettate ai mittenti.
Sabato siamo scesi in piazza come “Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani”, con l’intento di continuare la necessaria opera di collegamento tra tutte le piccole e grandi vertenze in atto. Nel nostro spezzone lo striscione “Laghi, aria e boschi non sono in vendita – No all’Inceneritore” era eloquente in tal senso.
Ma anche le diverse bandiere della Palestina erano assolutamente pertinenti perché quanto sta avvenendo in luoghi lontani da noi solo geograficamente ci riguarda molto da vicino. Solo poche settimane fa uno skipper originario dei Castelli Romani e sempre presente alle manifestazioni contro l’inceneritore aveva provato a rompere l’assedio di Gaza guidando una delle imbarcazioni della Sumud Flotilla, rendendo tutti noi orgogliosi per il suo coraggio e il suo intento. Il genocidio è ancora in corso, i palestinesi vengono uccisi, sfollati, arrestati, affamati, assetati, fatti morire per mancanza di cure mediche e di strutture sanitarie ogni giorno.
Gaza è rasa al suolo e sotto tiro dell’esercito sionista ed il nostro Paese è complice di quello che sta avvenendo.
La mattinata di sabato aveva inoltre visto una buona partecipazione all’iniziativa organizzata sulle sempre più larghe sponde del lago di Nemi grazie alla proposta di chi fa della meditazione uno strumento di riconnessione immateriale ma sensorialmente fortissima con i luoghi più belli e più cari, che possono rasserenare gli animi fornendo allo stesso tempo una buona dose di energia per affrontare i disastri di cui sopra.
Con questo spirito e con tanta voglia di lottare non vogliamo mollare di un centimetro in questa fase finale del 2025 chiedendo l’immediata moratoria dei tagli boschivi e il blocco di ogni progetto impattante che sia esso un inceneritore, un nuovo piano edilizio, un aumento dei prelievi di ACEA dal lago Albano o quant’altro.






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