Grottaferrata – Grave violazione del Regolamento comunale
I Consiglieri di opposizione inviano al Prefetto di Roma e al Comune di Grottaferrata un’istanza di rinvio della seduta del 22 dicembre per l’approvazione del “Bilancio di previsione 2026-28”
La convocazione della seduta consiliare del 22 dicembre 2025 è in violazione dell’art. 38, commi 1 e 6 del Regolamento del Consiglio Comunale.
A metterlo in evidenza sono i Consiglieri di opposizione, Federico Pompili, Lorenzo Letta, Pierfranco Trovalusci, Luciano Andreotti, Paolo Bellucci, Francesca Antonelli ed Alessandro Cocco che inviano un’istanza urgente di rinvio della seduta prevista al Viceprefetto Serafina Mascolo ed al Comune di Grottaferrata nelle figure del Segretario Generale, Amedeo Scarsella, del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, Stefano De Santis e, per opportuna conoscenza, del Presidente del Consiglio comunale, Massimo Garavini.
“Altro atto grave da parte di questa Amministrazione, – sostengono -in spregio delle norme di legge che rischia di far approvare una delibera illegittima!”
Infatti i Consiglieri evidenziano il mancato rispetto del termine minimo di deposito del Bilancio di previsione 2026-2028 e l’effettiva disponibilità degli atti e del parere dei Revisori dei Conti. In alternativa, per spirito di collaborazione, si dichiarano tuttavia, disponibili a discutere tutti gli altri punti all’ordine del giorno, escludendo il solo punto 9, quello relativo appunto al Bilancio previsionale.
Nella Nota, si legge anche che nel corso della Conferenza dei Capigruppo del 15 dicembre, sia il Presidente del Consiglio sia il Vicesegretario Generale hanno espressamente comunicato la mancanza del parere del Collegio dei Revisori, in riferimento alla proposta di deliberazione sul “Bilancio di previsione 2026–2028”. E, pur tuttavia, il Presidente del Consiglio ha convocato la seduta consiliare per il 22 dicembre, senza tener conto del rispetto dei tempi di deposito, della necessaria consultazione degli atti da parte dei Consiglieri e dell’obbligatorio parere del Collegio dei Revisori dei Conti.
Ma, soprattutto, è doveroso sottolineare – scrivono – il mancato rispetto dell’art. 38, comma 6, sempre del Regolamento del Consiglio comunale, che prevede un termine, non inferiore a 20 giorni prima della convocazione della riunione, entro il quale la Giunta deve presentare al Consiglio Comunale, gli schemi del bilancio annuale di previsione, della relazione previsionale e programmatica e del bilancio pluriennale con tutti gli allegati del caso, acclusa la relazione dell’organo di revisione, in modo che i consiglieri possano, a loro volta, presentare al Presidente eventuali emendamenti entro il sesto giorno precedente l’adunanza stabilita per esaminare i bilanci in questione che verranno quindi approvati dal Consiglio Comunale secondo i termini previsti dalla legge.
Quindi, allo stato, il deposito degli schemi di bilancio del 28 novembre mancante della relazione dei Revisori è palesemente non valido.
Inoltre i 7 giorni tra il 15 dicembre, giorno in cui si prende atto del deposito degli atti e, comunque, termine successivo alla Conferenza dei Capigruppo ed il 22 successivo, giorno di convocazione del consiglio, non coincidono evidentemente con i 20 giorni previsti per legge.
Né convince affatto la tesi della sostituzione alla relazione di previsione con il cosiddetto DUP, acronimo che sta per Documento Unico di Programmazione che, di fatto, si pone come una disinvolta abrogazione della norma in favore degli articoli contenuti nel Regolamento di contabilità comunale.
Faciloneria, pressappochismo, superficialità? Nella realtà, la compressione dei termini regolamentari e la tardiva messa a disposizione del parere dei Revisori ledono le prerogative consiliari e possono determinare l’illegittimità delle deliberazioni di bilancio, in quanto impediscono un concreto esame degli atti.
“Tra i nostri compiti – ricordano i Consiglieri firmatari – vi è l’esercizio del controllo democratico sull’agire della maggioranza di governo, nel rispetto delle norme, per dar voce a tutte le istanze e sensibilità dei cittadini. Tutelando gli interessi della comunità e vigilando sull’amministrazione in modo condiviso e collaborativo per il bene collettivo attraverso la partecipazione attiva al dibattito ed alle decisioni consiliari”.







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