Grottaferrata: presentato ieri a Palazzo Grutter il nuovo libro di Rosanna Massi “Tacete o Maschi”
Un evento che ha aperto una programmazione destinata alla celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: è stato presentato venerdì 21 novembre a Palazzo Grutter il nuovo libro di Rosanna Massi Tacete o Maschi, Robin Edizioni.
Coordinati da Marina Gentilini, al tavolo dei relatori con l’autrice, il Presidente del Consiglio Massimo Garavini, la Vice Sindaca e Assessore alle Pari Opportunità Paola Franzoso, Rossana Centioni e Gabriella Guidarelli.
Una serata piacevolissima, durante la quale si sono alternati, dopo i saluti istituzionali, interventi che hanno sollecitato curiosità e interesse tra il pubblico, suscitando anche divertita partecipazione all’ascolto: brio, originalità, ricerche e testimonianze, spunti di riflessione, approfondimenti, commenti e considerazioni, nonché piacevole ascolto dei diversi brani attraverso la voce, l’efficacia e l’espressività della lettrice, Gabriella Guidarelli, anche con giocosi siparietti con l’autrice. L’autorevolezza della Gentilini e gli spunti di riflessione e creativi della Centioni hanno fatto da corollario in una variabilità d’interventi, durante i quali la Vice Sindaca Franzoso ha sottolineato l’impegno della Comunità cittadina nei confronti di una sensibilizzazione al tema trattato, rivolta soprattutto alle famiglie e alle nuove generazioni.
Un libro leggero, ma profondo, scritto con uno stile e un linguaggio fluidi, con pizzichi d’ironia e brioso umorismo: non male, quando si parte da un tema che punta il dito sul tragico presente che vede le donne vittime incolpevoli di violenza e femminicidi…
Un libro che non è una storia delle donne – si precisa anche tra le relatrici – ma che mette in risalto momenti sociali, culturali, eventi cruciali nel tempo, attraverso i quali la definizione “donna” è arrivata a essere quella che attualmente, tristemente conosciamo come vittima di brutale aggressività e soprusi.
Citazioni autorevoli tra le pagine: tra i tanti, Aristotele che attribuisce all’altra metà del cielo una razionalità dimezzata, Shopenhauer che ritiene le donne miopi intellettualmente, somiglianti a una seppia, Freud, lo stesso Gesù che predicava l’uguaglianza e che aveva restituito dignità alle donne: principi che vennero disattesi dagli stessi seguaci, in un crescendo di pregiudizi nel tempo, secondo i quali si arrivò anche a dire, nel 1200 il corpo della donna essere ricettacolo di escrementi, com’ebbe a indicare l’abate Adamo di Perseigne
Proprio il secolo dopo, Elonora della Genga scriverà i versi che daranno titolo all’opera della nostra autrice grottaferratese – anch’essa di origini marchigiane proprio come la poetessa del Trecento -, con un curricolo e un’esperienza di tutto rispetto, incentrati sulla Cultura con la maiuscola.
Tacete, o maschj, a dir, che la Natura
A far il maschio solamente intenda,
E per formar la femmina non prenda,
Se non contra sua voglia alcuna cura […]
Un’espressione – quella evidenziata in neretto – che la Massi, profonda e curiosa conoscitrice del linguaggio, delle sottili sfumature che disegnano preziose opere cesellando parole, significati, etimologie, sintassi…, afferma aver colto e fatto sua, traendone ispirazione ed erudita creatività, elargita a piene mani tra le pagine di questa sua recente fatica letteraria.
Dal disprezzo e dagli stereotipi il passo è breve: lunga la persecuzione delle streghe durata quattro secoli e pedissequamente orientata nel Trattato di Sprenger e Kramer, monaci domenicani del 1400, il Malleus Malleficarum: vi si delineano segni inequivocabili di connubio con le forze del male, strumenti ed efficaci metodi di crudeli torture contro le donne sapienti, profonde conoscitrici di conoscenze empiriche della natura e definite eretiche dai detentori del sapere ufficiale.
Ma c’è riscossa e riscatto tra le pagine finali del bel libro della Massi che, partita già dalle prime accennando nella preistoria alla loro sacralità quali figure generatrici, a esse ritorna come portatrici di vita contro lo stupro, il genocidio, la violenza: una rivoluzione che le veda protagoniste di un cambiamento che crei nuova umanità, non divisiva, ma che unisca l’universo femminile e maschile, in un futuro arcaico con un ribaltamento dei valori.
Finale l’accenno all’arte di Niki de Saint Phalle, alla creatività, con l’esaltazione delle emozioni, dei sentimenti, dei valori per un rinnovamento che porti a celebrare la bellezza della donna, colorata, senza spigoli, come elemento del futuro e oltre ogni trasgressione.
Questo e molto altro in quest’opera tutta da gustare, anche a salti, curiosando tra le pagine, approfondendo quei cenni bibliografici che fanno l’occhiolino e che gusteremo tra uno sberleffo e un sorriso, fiduciosi di un vero ritorno verso l’Umanità.






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