Il 6 febbraio a Frascati “Lavorare da morire…e raccontarlo in versi” di Gianni Mereu
Venerdì 6 febbraio alle 17.30 presso la Sala degli Specchi del Comune di Frascati, la presentazione del libro Lavorare da morire…e raccontarlo in versi di Gianni Mereu, sentita Spoon River che racconta un dramma quotidiano.
Frascati – Venerdì 6 febbraio alle 17.30 presso la Sala degli Specchi, Piazza Marconi,3 – in collaborazione con rete CinEst, la presentazione del libro Lavorare da morire…e raccontarlo in versi, Edizioni Croce. Il racconto della tragedia delle morti sul lavoro è una sentita Spoon River scritta da Gianni Mereu.
Introduzione di Gabriele Giannini, sindacalista CGIL
Presentazione di Fabio Sebastiani, giornalista e poeta
Letture e contributi di Elisabetta e Pierangela Frau
Saranno presenti l’autore e l’editore Fabio Croce
Con il patrocinio del Comune di Frascati
Ingresso libero
«Protagonista di questa raccolta poetica sono i lavoratori morti sul lavoro, che raccontano il proprio mestiere, la fatica, i rischi e le personali vicissitudini. Le narrazioni seguono l’età anagrafica dei lavoratori che, a turno, si affacciano sullo scenario, come attori di una rappresentazione pirandelliana. L’operaio più giovane ha quattordici anni, ma i minorenni sono addirittura sette. Seguono gli altri, compreso un operaio appena uscito da Poggioreale. Su trenta operai-narratori, nove sono stranieri (compresi i minatori di Marcinelle). Uno è cinese, uno è sudafricano, uno è del Punjab e sei sono rumeni»*
«Questo è un libro di denuncia contro l’avido profitto che sacrifica la vita dei lavoratori e nasce dall’esigenza di una maggiore sensibilità attorno al dramma quotidiano delle morti sul lavoro. Si rivolge a quanti aspirano a un mondo in cui i lavoratori non siano ridotti a merce e percepiscano un salario equo in grado di garantire loro una vita degna di essere vissuta.
I protagonisti raccontano il proprio dramma usando la potenza comunicativa della poesia, capace di valicare la soglia superficiale delle intricate vicende umane, scavando nel profondo dell’animo e fluendo nelle vene fino al cuore, dove trova rifugio contro il soffiar del vento».*
Tematiche nelle quali ogni lavoratore/ogni lavoratrice può ritrovarsi, ogni persona può leggere il dramma antico e assolutamente attuale di uscire la mattina per andare a lavorare senza fare ritorno. Un dramma che accomuna genti di tutte le età, di ogni provenienza, con storie talvolta molto diverse alle spalle. Per chi desidera che ciò non venga chiamato ‘destino’ perché prevenire si può. Una delle prime azioni è conoscere e poi ‘sentire’ e condividere riflessioni su un tema tanto centrale nella vita dei lavoratori di ogni latitudine. Non una poesia consolatoria, perciò, ma epica, per questi antieroi verso i quali Mereu richiama l’attenzione affinché non si dimentichi. Per tutti qualche verso: un canto materico, l’uso d’un aggettivo quasi onomatopeico, che racconta una scena subito chiara alla mente:
Con quella smisurata gru
che scivolava lungo due binari
imbragati da funi, tiranti e verricelli
danzavano con leggerezza pezzi di monte
massicci blocchi di qualche tonnellata (…)
Poi avvenne tutto d’un tratto
manco so bene come
che manovrando pacchi di lastre grezze
per esser dislocate con il camion altrove
mi son franate addosso
schiacciandomi tra il pianale e l’asfalto di sotto.
Gianni Mereu nato a Nuoro nel 1951, è emigrato a Roma nel 1972, dove attualmente risiede. L’autore ha scritto poesie su tematiche di forte impegno politico e sociale come quelle del presente libro, contro la violenza sulle donne, il dramma infinito dei migranti e quello attuale dei palestinesi. (Serena Grizi) *dai risvolti di copertina






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