Il Lago di Nemi sta scomparendo
La situazione dei due laghi dei Castelli Romani è drammatica e, seppur conosciuta e studiata da oltre 40 anni, non trova spazio tra i progetti degli enti preposti: comuni, provincia, AUBAC, Parco Regionale, Regione Lazio e Ministeri vari.
Domenica 16 novembre, il Comitato per la Protezione dei Boschi ha organizzato un’assemblea pubblica con presidio in piazza Umberto I a Nemi per discutere di quanto sta avvenendo specificatamente in zona e per rilanciare le prossime iniziative.
Non è la prima volta che l’amministrazione comunale si mette di traverso, ed infatti poco prima si viene a sapere che la piazza non è a disposizione: viene intimato di spostare il presidio in una piazzetta fuori dal centro, ai margini di tutto, con la scusa che nello stesso posto nello stesso orario ci sarebbe stata una sovrapposizione con qualcosa di non meglio specificato.
Ed invece piazza Umberto I era completamente libera, così come la zona di piazza Roma che abbiamo tentato di ottenere in alternativa, trovando un nuovo diniego.
C’erano comunque decine di persone che hanno costruito un’assemblea partecipata e visibilissima grazie a striscioni, cartelli, mostra e amplificazione.
E’ stato fatto il punto della situazione sulle cause del prosciugamento dei i laghi: cementificazione a fini di rendita immobiliare, prelievi idrici smodati da parte di ACEA, consumi eccessivi, perdite idriche che oscillano tra il 50% e il 78%, quest’ultimo record della stessa Nemi, crisi climatica provocata dal nefasto modello capitalista che sta devastando il pianeta, disboscamenti selvaggi in tutti gli 8.000 ettari di Parco Regionale, turistificazione massiccia.
Se a tutto ciò si aggiungeranno anche l’inceneritore, 15.000 nuovi abitanti nei comuni di Ariccia e Marino e le trivellazioni a fini geotermici il quadro generale non potrà che peggiorare.
Intanto, i comuni di Castel Gandolfo, Genzano e Nemi hanno ottenuto milioni di euro che stanno sfruttando per turistificare i due laghi che hanno perso in un solo anno 50 cm e 3,3 milioni di metri cubi di acqua in quel di Albano e 40 cm e 600 mila metri cubi di acqua nello “Specchio di Diana”. Ma un anno fa non c’era stata la conferenza dell’AUBAC tanto decantata che avrebbe messo in atto interventi immediati per evitare questo “risultato” ?
L’amministrazione di Nemi (Centrodestra) e la Città Metropolitana di Roma Capitale (Centrosinistra) continuano con la propaganda su presunti progetti ecosostenibili proprio sul piccolo specchio lacustre in sofferenza: ma sono sostenibili 365 metri di strada asfaltata dove ora c’è un sentiero ? Sono “green” 40 nuovi pali di illuminazione pubblica sul lungolago dove già sono stati spesi in passato 200.000 euro per delle luci a raso che neanche funzionano ? A chi servono ? A quali presunti “disabili” servirà lo sbancamento dell’area davanti il Museo delle Navi ? Agli stessi che non possono fruire completamente del Centro Canoa Comunale ? O a quelli a cui il sindaco di Nemi diceva che era dedicata la “palafitta” con travi in cemento sulla riva protetta alla ex-Fiocina, in realtà una genialata nel 2024 per il “distanziamento sociale da Covid 19”, fatta poi smontare a furor di popolo ? Non si trova uno straccio di euro per risolvere i drammatici problemi ambientali ma per i fini commerciali e turistici in aree protette si usano milioni di fondi pubblici.
Il Centro Canoa Comunale così come il parcheggio previsto sul costone del lago e gli interventi impropriamente chiamati “Sport Lineare” fanno parte della fantasmagorica idea del “Parco Urbano della Conca del Lago”: di quello stesso che si sta prosciugando sotto gli occhi di una visione esclusivamente mercantilistica e predatoria da parte di politici e imprenditori locali.
Nel tratto di sentiero che vogliono asfaltare e riempire di lampioni a via Perino, forse non sanno che l’illuminazione c’è già, almeno d’estate: ed è quella spettacolare, naturale e sì davvero “ecosostenibile” delle migliaia di lucciole che popolano la zona.
Ingegneri, architetti, tecnici, geometri, sindaci, consiglieri stanno per compiere un nuovo scempio senza senso, anche perché loro non frequentano quei luoghi, non sanno nulla e ancor meno sembra interessargli qualcosa che non porta lavori milionari ed incassi per i privati.
Cercheremo di impedire che questa aggressione al territorio prosegua indisturbata e ribatteremo la propaganda degli imbonitori di turno, colpo su colpo.
A seguito di tutte queste considerazioni e del rigetto alle imposizioni nei confronti del diritto di manifestare che si ripeteno ogni volta che proviamo ad organizzare qualcosa in piazza a Nemi, l’assemblea di oggi ha più volte espresso l’idea di costruire un corteo che attraversi il paese.
Vogliamo giungere sotto il municipio, invitando il sindaco a farsi vedere, prendere parola e assumersi degli impegni concreti iniziando dal blocco dei progetti attuali in autotutela.
Perché le strade e le piazze non sono solo a disposizione di sagre, turisti e di partiti di governo.
Intanto, rilanciamo le prossime importanti iniziative:
- Venerdì 21 novembre, ore 19.00, assemblea settimanale in via Tevere 10 a Genzano
- Sabato 22 novembre, ore 11.00, lottiamo per il lago, al lago, stavolta attraverso alcune ore di meditazione nei pressi della spiaggetta della ex-Fiocina (quella salvata dalla “palafitta per il covid”)
- Sabato 22 novembre, ore 15.00, finita la meditazione tutte e tutti in corteo ad Albano contro l’inceneritore che brucerà 600 mila tonnellate di rifiuti ogni anno (ritrovo a piazza Mazzini)
Non finisce qui, dopo due anni di lotte e mobilitazioni, c’è ancora molto da fare, tantissimo da difendere, boschi inclusi sotto attacco di ruspe e motoseghe, come sempre tutto a norma di legge.






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