IL MARZIANO MANDA A SCUOLA I POLITICI DI ALBANO LAZIALE
Si è ri-presentato in sogno il marziano.
Essendo stato informato che ad Albano Laziale erano in corso febbrili attività in vista delle elezioni comunali che si sarebbero dovute tenere nella primavera dell’anno successivo, lui si era messo in testa di dare una mano.
Dopo la visita del sogno precedente, se ne era tornato su Marte sconsolato nel vedere che il Comune non era gestito per niente bene, che la gente viveva in una società decadente e ripiegata su sé stessa, e che i cittadini non partecipavano attivamente alla cosa pubblica per dare corpo e vigore ad un sistema politico, che lui conosceva poco, chiamato democrazia. Aveva pensato dunque che la soluzione potesse essere quella di mandare a casa i politici che avevano dato una pessima prova di sé e di individuare alcuni cittadini “illuminati”, quasi degli eroi, che potessero rimettere in sesto una realtà largamente compromessa. Ma poi si era reso conto che in giro non ce n’erano e non vedeva una via d’uscita.
Ma il marziano, come tutti i marziani dei sogni, era testardo ed è ripartito alla carica. Il tapino, che ignorava le arcane leggi della politica ad Albano Laziale, voleva a tutti i costi trovare una soluzione per il governo della città. Tornò dunque sul luogo del delitto e fece una pensata ispirandosi alla realtà di organizzazioni che, quando hanno un problema, per di più molto complesso, e che non sanno come risolverlo, procedono con la formazione del personale. Aveva concluso, lo pseudo tecnocrate, che per essere ammessi a concorrere per la guida della città i candidati dovessero avere la “patente” di amministratore pubblico. Dunque, niente uno-vale-uno, come era andato gridando un comico che aveva fatto disastri: i candidati dovevano dimostrare di avere le necessarie competenze da acquisire attraverso un apposito corso. Il marziano prese carta e penna ed elaborò addirittura un curriculum di materie da imparare: teologia, sociologia, etica, psicologia, economia, statistica, diritto, scienza politica – oltre alla pratica dell’eloquenza. Secondo il suo brillante – per così dire – disegno, per essere ammessi al corso i candidati dovevano prima passare per le forche caudine di uno specifico test, chiamato “esame del sangue democratico” ed eseguito mediante l’intelligenza artificiale marziana, mirato a verificare se avevano davvero un genuino desiderio di servire il popolo o se non fossero mossi dalla voglia di perseguire interessi privati – nel secondo caso sarebbero stati esclusi dalla competizione e messi alla gogna (strumento di tortura largamente usato su Marte) nella ben nota Piazzetta delle Promesse.
Confrontandosi con la cruda realtà, l’extraterrestre si era reso conto che purtroppo, anche in questo caso, lo splendido disegno tecnocratico non poteva trovare un riscontro pratico. I responsabili delle formazioni politiche volevano decidere loro chi mettere in lista alle elezioni e non si vedeva, peraltro, all’orizzonte la fila dei candidati-eroi. E poi, chi doveva organizzare e finanziare i corsi da tenere in orari compatibili con le loro incombenze personali e lavorative?
Essendo dotato di poteri straordinari, il marziano si era aggirato tra gli albanensi ed aveva scoperto che anche coloro che avevano calcato la scena di Palazzo Savelli per lunghi anni avevano una chiara necessità di un corso di formazione come quello da lui ipotizzato. E non solo. Si era accorto che anche i funzionari comunali avevano un analogo urgente bisogno, ben testimoniato dal fatto che talvolta, per coprire una deplorevole mancanza di professionalità e per l’assenza di un genuino spirito di servizio, assumevano comportamenti arroganti in dispregio di quanto stabilito in un documento chiamato Costituzione.
Ancora una volta il marziano del sogno, pur avendocela messa tutta, dovette alzare le mani o gli arti di cui era dotato, e se ne tornò irritato e deluso da dove era venuto riproponendosi di non insistere ulteriormente a disturbare i sogni dei terrestri. Però aveva sentito dire che forse c’era una speranza: ricorrere allo “stellone italiano” che nel passato pareva avesse consentito di uscire da situazioni di gravi difficoltà.







-ban.jpg)






























































































































































































Non ci sono commenti, vuoi farlo tu?
Scrivi un commento