Il talento del violoncellista Ettore Pagano
Il talento del violoncellista Ettore Pagano, Premio Abbiati 2025, con Massimo Spada al pianoforte, giovedì 19 febbraio in concerto al Teatro Argentina per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana.
Un programma fuori dal repertorio più classico alla scoperta della musica del Novecento per solo violoncello e violoncello e pianoforte, da Rachmaninov a Schittke
il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2026 sullo Spettacolo dal Vivo
Premio Abbiati 2025 a soli 22 anni, per “esecuzioni ogni volta esemplari per qualità tecnica e per sensibilità emozionale del gesto e del pensiero strumentale” e nello stesso anno Premio “Classeek Award” agli International Classical Music Awards, il violoncellista romano Ettore Pagano torna nella stagione dell’Accademia Filarmonica Romana in un atteso recital giovedì 19 febbraio al Teatro Argentina (ore 21) con il pianista Massimo Spada.
Un gradito ritorno per l’istituzione romana, che accolse Pagano ancora giovanissimo e promettente talento diversi anni fa, e che oggi vanta concerti per le più importanti istituzioni e festival internazionali, insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti artistici.
L’interesse per il repertorio meno noto e comunque di grande interesse accomuna i due artisti che per il concerto all’Argentina scelgono un repertorio interamente dedicato al Novecento con i lavori di Alfred Schittke, György Ligeti, Bohuslav Martinů e Sergej Rachmaninov. Pagano impugna il prezioso violoncello Ongaro (Venezia, 1777) ed esplora alcune delle qualità del suo strumento, in dialogo con il pianoforte o in assolo: vi troviamo lirismo e drammaticità, robustezza ed eleganza, virtuosismo e delicatezza.
IL PROGRAMMA
Apertura con la Sonata per violoncello e pianoforte di Alfred Schittke, scritta nel 1978 e dedicata dal compositore russo alla virtuosa violoncellista Natalia Gutman, dal linguaggio “ambiguamente tonale-atonale” come ebbe a scrivere lo stesso autore.
Scritta negli anni giovanili fra il 1948 e il 1953, la Sonata per violoncello solo di György Ligeti è entrata nel repertorio violoncellistico solamente dagli anni ‘80, osteggiata all’inizio dall’Unione dei compositori che faceva capo all’URSS che non ne autorizzò né la pubblicazione né l’esecuzione. Divisa in due movimenti contrastanti (Dialogo e Capriccio) rivela una influenza sul compositore ungherese della musica di Bartók e Kodály a sua volta ispirata dalle tradizioni della musica popolare dell’Europa dell’Est.
Appartengono al 1942, scritte a New York negli anni in cui vi si trasferì a causa degli eventi bellici, le Variazioni per violoncello e pianoforte su un tema di Rossini del ceco Bohuslav Martinů: la gaiezza di un’aria rossiniana («Non più mesta accanto al fuoco» dalla Cenerentola) viene ora deformata armonicamente, ora stravolta nel profilo melodico, ora contrappuntata da disegni del pianoforte.
Infine, un altro lavoro di ascolto piuttosto raro, la Sonata op. 19 per violoncello e pianoforte di Sergej Rachmaninov, scritta nel 1901, nel periodo giovanile del compositore russo, durante una delle tante tournée da lui compiute come pianista in Russia e in Europa. Unica sonata scritta dall’autore per violoncello e pianoforte, la caratterizzano uno stile tardo romantico e di fin de siécle, alternando spiccata espressività a virtuosismo, con richiami schumanniani.
Biglietti: Teatro Argentina da 19 a 30 euro; (comprensivi di prevendita).
Info: filarmonicaromana.org, tel. 342 9550100, promozione@filarmonicaromana.org
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TEATRO ARGENTINA
giovedì 19 febbraio | ore 21
ETTORE PAGANO
MASSIMO SPADA
Alfred Schnittke (1934-1998)
Sonata n. 1 per violoncello e pianoforte op. 129 (1978)
György Ligeti (1923-2006)
Sonata per violoncello solo (1948-53)
Bohuslav Martinů (1890-1959)
Variazioni su un tema di Rossini H 290 (1942)
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Sergej Rachmaninov (1873-1943)
Sonata in sol minore per violoncello e pianoforte op. 19 (1901)
Ettore Pagano
Vincitore a soli 22 anni del Premio Abbiati 2025 come “miglior solista” assegnato dalla Critica musicale italiana, e nello stesso anno del Premio “Classeek Award” agli International Classical Music Awards, Ettore Pagano ha iniziato lo studio del violoncello a nove anni a Roma. Si è formato sotto la guida di Antonio Meneses e David Geringas all’Accademia Chigiana di Siena e all’Accademia Stauffer di Cremona, laureandosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma con il massimo dei voti, lode e menzione. Attualmente si sta perfezionando con Jens Peter Maintz all’Universität der Künste di Berlino.
Dal 2013 ad oggi gli è stato assegnato il primo premio assoluto in oltre 40 concorsi nazionali e internazionali tra i quali: New York International Artists Association (con debutto alla Carnegie Hall), Concorso “Giovani musicisti” della Filarmonica della Scala, Concorso “Brahms” di Pörtschach (Austria). I più recenti riconoscimenti sono il XVIII Khachaturian International Competition e l’Enescu International Competition. È stato invitato a suonare sia in recital sia come solista con orchestra su importanti ribalte internazionali in Europa, Asia e Stati Uniti. Di particolare nota sono il debutto a marzo 2025 nella stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e gli inviti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai come solista in quattro occasioni: due volte all’Auditorium Toscanini di Torino (diretta di Rai Radio 3 e Rai Cultura), alla Royal Opera House di Muscat in Oman e al Concerto della Festa della Repubblica al Quirinale con diretta su Rai 1. Sempre nel 2025 è stato invitato a suonare nelle rassegne “Stars & Rising Stars” di Monaco di Baviera e “Stars von Morgen” alla Brucknerhaus di Linz.
Ettore Pagano è stato insignito dal Capo dello Stato del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti artistici. Suona un violoncello dei fratelli Giovanni e Ignazio Ongaro (Venezia, ca. 1777) affidatogli grazie all’iniziativa culturale e filantropica “Adopt a Musician”, ideata e finanziata da Music Masterpieces SA di Lugano.
Massimo Spada
Nasce a Roma nel 1986 e si avvicina allo studio del pianoforte all’età di sei anni. Nel 2005 si diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Pieralberto Biondi. Successivamente, perfeziona la sua formazione presso l’Accademia Pianistica di Imola “Incontri col Maestro”, studiando con Boris Petrushansky e Riccardo Risaliti, e prosegue gli studi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Benedetto Lupo e Stefano Fiuzzi. Durante la sua crescita artistica, partecipa a masterclass di perfezionamento con maestri del calibro di Lazar Berman, Ėliso Virsaladze, Joaquín Soriano e Andrea Lucchesini. Parallelamente alla sua formazione musicale, si laurea nel 2009 con lode in Storia della Musica presso l’Università La Sapienza di Roma, ampliando così le sue conoscenze accademiche e culturali.
La sua carriera concertistica si distingue per la capacità di combinare grandi classici del repertorio pianistico con opere di compositori meno conosciuti, quali Albéniz, Castelnuovo-Tedesco, Catoire, Medtner, Villa-Lobos e Barber. Si esibisce regolarmente in recital solistici e in formazioni da camera, collaborando con musicisti di spicco come Beatrice Rana, Andrea Obiso, Andrea Oliva, Roberto González-Monjas. Spada ha calcato palcoscenici di prestigiosi festival sia in Italia che all’estero, esibendosi in luoghi quali il Parco della Musica di Roma, Festival MiTo di Torino, i Festival Internazionali per la Pace ad Assisi, la Sagra Malatestiana a Rimini. Vincitore di numerosi concorsi pianistici, è anche attivo nel campo della didattica. È docente di pianoforte presso il Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e, dal 2020, insegna a Roma presso Avos Project, scuola che ha contribuito a fondare e di cui è direttore artistico.





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