Incontro del Ciclo di Conferenze – “Raccontare l’Archeologia 2026”
Venerdì 23 gennaio alle ore 17.00, al primo incontro della seconda edizione del ciclo di conferenze “Raccontare l’archeologia nella Tuscia” presso il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo.
Il ciclo di conferenze “Raccontare l’Archeologia nella Tuscia”, dedicato ai musei e al territorio, si svolgerà da gennaio a dicembre e vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti provenienti da università, parchi archeologici e centri di ricerca, impegnati nella presentazione di ricerche e progetti in corso. Gli incontri si terranno presso il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo e il Museo archeologico nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. L’iniziativa, pur radicata nella Tuscia, si aprirà anche a temi di respiro nazionale e internazionale, con approfondimenti dedicati all’archeologia etrusca e falisca, alla bioarcheologia, alla tutela del patrimonio e all’uso dei social media come strumenti per comunicare la storia e rendere la ricerca realmente condivisa.
L’evento si aprirà con la presentazione dell’intero ciclo di conferenze, alla presenza del direttore della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Elisabetta Scungio, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Viterbo, Alfonso Antoniozzi e della Direttrice del Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz, Sara De Angelis.
Seguirà l’incontro con Jacopo Tabolli, docente di Archeologia preromana ed Etruscologia all’Università per Stranieri di Siena, Direttore del Centro di Archeologia della Diversità e della Mobilità nell’Italia preromana e Prorettore per i Rapporti con le Istituzioni culturali e politiche, dal titolo “Raccontare senza io: archeologia al plurale a San Casciano dei Bagni”.
L’intervento presenterà il racconto dello scavo di San Casciano dei Bagni, una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni in Italia: un complesso termale etrusco – romano straordinariamente conservato, con vasche sacre, iscrizioni e centinaia di ex voto in bronzo. Il sito è al tempo stesso una testimonianza materiale di pratiche rituali e di vita quotidiana e un vero laboratorio di ricerca, in cui archeologia, storia, antropologia e tecnologie innovative si intrecciano. Il racconto dello scavo è la sintesi di molte voci e propone un modo di fare archeologia “al plurale”, sia sul campo sia nel post-scavo, rovesciando il paradigma dell’impresa individuale. Al centro vi è l’archeologia civica: una ricerca condivisa che coinvolge studiosi, istituzioni e comunità locali, trasformando la scoperta in un patrimonio vivo e partecipato. L’esperienza di San Casciano dei Bagni diventa così un modello di collaborazione, responsabilità condivisa e costruzione collettiva della conoscenza.
L’ingresso alle conferenze è sempre libero e senza obbligo di prenotazione.
Per ulteriori dettagli, si invita a consultare la pagina “Eventi” sul sito web della Direzione regionale Musei nazionali Lazio.






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