LA PRESENTAZIONE DEL COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
Sabato 10 gennaio il Comitato “Società civile per il No al referendum costituzionale” ha lanciato ufficialmente la campagna referendaria, sostenendo la raccolta delle firme digitali.
Il Comitato, presieduto dal professor Giovanni Bachelet, è promosso e composto da associazioni e organizzazioni espressione della società civile: Cgil, Anpi, Acli, Arci, Auser, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Giuristi Democratici, Salviamo la Costituzione, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Sbilanciamoci, Lega per le Autonomie Locali, Articolo 21, Pax Christi, Centro per la Riforma dello Stato, Medicina Democratica, Comitati per il No a ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 Lavoro e Dignità, Rete della Conoscenza, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari, Costituzionalisti per il No, Rete #NOBAVAGLIO.
Nel corso di un’affollatissima assemblea si sono avvicendati vari relatori, dal premio Nobel Giorgio Parisi, al giudice Gherardo Colombo, allo scrittore Maurizio De Giovanni, al segretario della CGIL Maurizio Landini, ai rappresentanti degli studenti, dei lavoratori del sistema giudiziario e di tante realtà associative come Libera.
Di seguito i punti principali a favore della scelta del No.
I problemi che affliggono la giustizia nel nostro Paese non hanno nulla a che vedere con la separazione delle carriere dei magistrati prevista dalla riforma costituzionale. L’inefficienza dell’azione giudiziaria sconta leggi mal fatte, la carenza di finanziamenti alla giustizia, le carenze di organico, l’insufficienza delle strutture e la loro precarietà funzionale. Evocare, a supporto della riforma, casi come quello di Garlasco è solo il tentativo di sviare l’attenzione dal vero contenuto del quesito referendario. La riforma non produce dunque alcun beneficio, diretto o indiretto, sulla qualità della giustizia, lasciando così irrisolti i limiti della attuale situazione (tempi lunghi per sentenze definitive, incertezza della pena, sistema carcerario, etc.)
Le modifiche proposte che verranno sottoposte a referendum potevano essere introdotte nel sistema legislativo con leggi ordinarie senza modificare la Costituzione.
Il testo della legge elaborato dal governo è stato “blindato” e i due rami del parlamento non l’hanno potuto discutere (non hanno potuto cambiare nemmeno una virgola). Il parlamento è stato di fatto espropriato della sua funzione costituzionale di discussione delle proposte di legge.
Con le modifiche proposte, il procuratore della Repubblica (PM) avrà più potere, sarà meno imparziale, meno giudice e più “poliziotto” (diventa l’avvocato dell’accusa) e perciò il suo unico obiettivo sarà quello di accumulare prove che supportino i capi di accusa contro l’imputato. La riforma spingerà il nuovo PM ad indagare prioritariamente sulla tipologia di reati che verranno indicati ad ogni inizio anno dal potere politico (depotenziando l’attuale obbligatorietà dell’azione penale) e divenendo così “appendice” giuridica della politica.
La creazione di due Consigli superiori della magistratura, uno per i procuratori e uno per i giudici, ridurrà il loro potere di garanzia, fondamento della democrazia e dell’autonomia del potere giudiziario. L’estrazione a sorte dei loro membri non risolverà il problema delle correnti all’interno della magistratura evidenziato nel caso Palamara (peraltro sanzionato dalla stessa magistratura).
La riforma in questione fa parte di un disegno volto a modificare alla radice l’equilibrio tra il potere esecutivo (politica) e quello giudiziario (magistratura) sancito dalla Costituzione, a vantaggio della politica che in questo modo acquisirebbe la possibilità di condizionare un Ordine indipendente e autonomo: la legge sulla riduzione del potere di controllo della corte dei Conti, già approvata, e la proposta del così detto “premierato” che ridurrebbe tra l’altro il ruolo di garanzia del presidente della Repubblica, sono alcuni tasselli di tale disegno.






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