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LE ELEZIONI AD ALBANO LAZIALE

LE ELEZIONI AD ALBANO LAZIALE
Gennaio 07
09:12 2026

LE ELEZIONI AD ALBANO LAZIALE. CHI VINCE, CHI PERDE, E CHI PRESENTERA’ UN PROGRAMMIA CREDIBILE PER I PROSSIMI DECENNI?

Nella primavera di quest’anno si terranno le elezioni ad Albano Laziale.

Ad alcuni mesi di distanza è possibile tentare alcune previsioni – ben sapendo che si tratta di un esercizio che taluno può assimilare a quello dell’interpretazione dei fondi di caffè e a quello della previsione del futuro tramite il volo degli uccelli che veniva fatta dagli auspici dell’antica Roma.

Si può partire da alcuni dati di sfondo e da alcune ipotesi.

Ad Albano Laziale hanno votato, alle elezioni del 2020, 21.672 elettori, pari a due terzi degli aventi diritto. Se si considera la generale disaffezione alle urne nel Paese (in occasione dell’ultimo referendum ad Albano Laziale ha votato il 34,6 per cento degli aventi diritto) e la generale sfiducia nei politici locali, si può ipotizzare che nel 2026 si presenteranno ai seggi circa 16.000 elettori.

Si può anche ipotizzare che gli “elettori incalliti”, gente che per una vita si è presentata ai seggi, specialmente gli anziani e quelli di orientamento di sinistra, depositeranno la scheda, ma si tratterà di un voto in bianco o, peggio, nullo (ipotesi: 1.000 voti inespressi). Sarà interessante vedere, da un punto di vista non solo politologico, quante saranno le schede annullate (segnacci, improperi o, come è avvenuto in passato altrove, la scritta – comica e tragica al tempo stesso – “magnateve pure questa” accompagnata da una fetta di salame).

Dunque, 15.000 albanensi decideranno chi governerà la città. E qui si appalesa una grande fragilità del sistema democratico: la cosa pubblica diventa sempre più un affare di pochi, come ai tempi in cui si votava per censo (i ricchi maschi). Ci si sposta verso l’oligarchia: gli elettori “superstiti” rappresentano meno l’interesse generale e più che proporzionalmente quello di una ristretta quota di persone – e così gli eletti. Avremo dunque a Palazzo Savelli una rappresentanza di “valore democratico” inferiore rispetto a quando la partecipazione al momento elettorale era più ampia.

Al momento risulta che ad Albano Laziale vi siano quattro candidati alla carica di sindaco: uno del centro sinistra, uno del centro destra, e due di altre formazioni politiche. Rispetto alle elezioni del 2020 si possono fare le seguenti previsioni: non vi saranno i candidati di alcuni partiti (Cinque Stelle e Partito Comunista) i cui voti andranno in larga parte verso l’astensione; il Partito Democratico, dopo la deludente prestazione della passata amministrazione e le divisioni interne, diminuirà i consensi; Fratelli d’Italia aumenterà significativamente i voti sia per il trascinamento della politica nazionale sia per il travaso di quelli della Lega; le altre formazioni politiche continueranno ad essere sulla scena sostanzialmente in virtù dei vari “pacchetti” di voti “personali”; gli altri due candidati alla carica di sindaco faranno fatica a raggiungere il numero di voti (circa 1.000) che consentirà loro di ottenere un seggio della minoranza consiliare.

Se gli auspici dicono il vero (diciamo il verosimile, visto che in questo torno di tempo Trump ci ha abituato a continui e immediati cambi di fronte), il prossimo sindaco di Albano Laziale sarà, dopo il ballottaggio con il candidato di centro sinistra, il candidato di centro destra.

Fin qui l’alchimia dei voti.

E i programmi? Cosa intende fare della città chi si appresta a candidarsi? Non è più consentito continuare a gestire stancamente l’esistente. Una città che non si trasforma è una città che muore. Ci vuole un programma completamente innovativo che, rispetto a quelli del passato, sia proiettato nei prossimi decenni. C’è tempo, da qui a maggio, per analizzare i programmi che certamente verranno elaborati e, per i cittadini, farsi un’idea su come votare. Volendo essere ottimisti, si può ipotizzare che buoni programmi e buoni candidati li convincano ad andare a votare, mutando così un diffuso sentimento di abbandono, e talvolta di disgusto, della politica.

Un primo passo in questa direzione è costituito dal Convegno su “Rigenerazione urbana e mobilità sostenibile” organizzato il 10 gennaio da Fratelli d’Italia al Comune di Albano Laziale. Seguiranno incontri programmatici degli altri candidati, magari con la partecipazione attiva dei cittadini?

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