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Le indagini della BBC e della CNN sui video di tortura di gatti online

Le indagini della BBC e della CNN sui video di tortura di gatti online
Gennaio 11
20:31 2026

Le indagini della BBC e della CNN sui video di tortura di gatti online e l’informazione in Italia

 L’inchiesta giornalistica della BBC scopre una rete online internazionale di video di gatti torturati nella quale sono coinvolti membri britannici

Il 3 maggio 2025 un passante, percorrendo un sentiero in un campo vicino al Ruislip Golf Club, nella zona ovest di Londra, ha trovato due gattini brutalmente uccisi, uno dei quali appeso ad un albero. Da allora è iniziata l’indagine della polizia, che sulla scena del crimine ha rinvenuto anche cannelli, coltelli e un paio di forbici. Il 20 maggio un articolo della BBC news riporta che un ragazzo e una ragazza adolescenti, lei di 16 e lui di 17 anni, sono comparsi davanti al tribunale di Highbury Corner ed hanno ammesso di aver torturato e ucciso i due gattini.

Il 4 agosto due articoli della BBC riferiscono che il 21 maggio la coppia ha parlato sul banco degli imputati per confermare i propri dati personali, dichiarandosi colpevole. Il giovane è stato condannato a un anno di carcere in un centro di detenzione giovanile, mentre la ragazza di 16 anni è stata trattenuta per nove mesi presso il tribunale minorile di Highbury Corner. Gli articoli riportano frammenti dell’interrogatorio tra cui un’affermazione del giudice, riferita al ragazzo: “i resoconti mostrano anche che fai fatica a mostrare empatia e a renderti conto che i gattini potrebbero soffrire“. “Gli appunti sul suo telefono descrivevano dettagliatamente il desiderio di uccidere un’altra persona. C’era scritto: “Volevo davvero uccidere qualcuno. […] Ho ucciso gatti per placare i miei impulsi. Il giudice ha dunque aggiunto: “Sembra che tu abbia scelto i gattini perché hanno delle emozioni e tu avresti avuto potere su di loro“; ha inoltre riferito che il ragazzo “potrebbe essere affetto da disturbo da deficit di attenzione e iperattività e autismo, che non è ancora stato diagnosticato”. Nel richiedere una pena più lieve, l’avvocato dell’imputato avrebbe citato la sua possibile neurodiversità come fattore che ha contribuito alle sue azioni. Sul cellulare della ragazza, invece, c’erano oggetti sinistri raffiguranti animali domestici mutilati; la corte, inoltre, ha appreso che la ragazza aveva una certa passione per i cadaveri umani. Il giudice ha asserito che l’omicidio è stato chiaramente premeditato, che c’erano prove che potrebbe essere stata lei l’istigatrice e che sarebbe stata “più propensa a causare sofferenze ai gattini per ottenere l’attenzione delle agenzie di salute mentale“. L’investigatrice Rebecca Rickhuss, che ha guidato le indagini, ha dichiarato che man mano che continuavano a raccogliere prove, hanno “iniziato a preoccuparsi che torturare e uccidere gatti potesse essere un catalizzatore per ulteriori reati violenti”, esercitando così un influsso determinante su una linea d’azione o di condotta di cui esistono già le premesse. Ella riferisce: “Esorto i genitori e chi si prende cura dei bambini a interessarsi attivamente a ciò a cui i loro figli accedono online. Sul telefono dell’imputato A abbiamo trovato video espliciti di crudeltà sugli animali, note inquietanti e post che inneggiano alla violenza.”

L’ente radiotelevisivo britannico rende noto di aver avviato un’inchiesta giornalistica dopo che i due adolescenti sono stati condannati e che la stessa polizia sembra stia indagando su possibili collegamenti con una rete più ampia di torturatori di gatti che filmano, pubblicano e vendono filmati degli attentati su app di messaggistica crittografate”. La BBC ha intanto scoperto che “una rete internazionale che condivide online video di gatti e gattini torturati ha membri nel Regno Unito”: ha visionato conversazioni su come acquistare online o catturare gatti da maltrattare nelle chat di un gruppo all’interno di account che sembrano aver sede nel Regno Unito ed ha trovato prove di membri britannici che suggerivano agli utenti di adottare gattini dalla RSPCA (la più antica e grande organizzazione britannica per la protezione degli animali) per mutilarli in un gruppo, su un’app di messaggistica crittografata ovvero i cui messaggi vengono trasformati in un codice illeggibile (crittografia) durante la trasmissione, garantendo che solo il mittente e il destinatario possano leggerli grazie a chiavi di decodifica. Un membro ha pubblicato i relativi moduli di domanda, mentre un altro post ha condiviso un annuncio di gattini in vendita nel Regno Unito, affermando di volerli “torturare a morte”. La stessa BBC News ha inoltre individuato membri attivi in ​​tutto il mondo”. Uno dei due articoli del 4 agosto riporta la documentazione fornita dagli attivisti per i diritti degli animali dell’associazione Feline Guardians, relativa alla diffusione e alla portata del network: nel 2025 sono stati individuati 24 gruppi, il più grande dei quali conta oltre mille membri, mentre il torturatore più attivo ha filmato la tortura e l’uccisione di oltre 200 gatti.

Nel corso di un’indagine la CNN si infiltra in gruppi di chat crittografati in Cina che promuovono e distribuiscono video di torture sui gatti e scopre una sottocultura di “incel” affetti da zoosadismo

Il 31 maggio la CNN pubblica in un articolo l’analisi dei dati che includono i contenuti multimediali caricati su sette gruppi Telegram con sede in Cina che Feline Guardians monitora attivamente: non tiene dunque conto dei contenuti condivisi su altri gruppi Telegram o altre piattaforme in Cina o in altri paesi. Secondo il gruppo di attivisti Feline Guardians e l’agenzia investigativa Nexus, nel febbraio 2025 è stato caricato un nuovo video di tortura sui canali Telegram in Cina ogni 2 ore e 38 minuti, rispetto alle 14 ore del giugno 2024.

L’emittente televisiva statunitense rende anche nota un’indagine, durata mesi, nel corso della quale la stessa “si è infiltrata in alcuni gruppi di chat crittografati in Cina che promuovono e distribuiscono video di torture sui gatti”. Gli esperti hanno detto alla CNN che i consumatori di questi video hanno spesso un feticismo sessuale per la crudeltà sugli animali, noto come “zoosadismo”, per cui provano piacere dal guardare la sofferenza di animali indifesi. Il feticismo, un’anomalia del comportamento sessuale per cui l’attrazione sessuale risulta limitata a un particolare fisico o addirittura a un oggetto, trova una delle sue specificazioni nel crush fetish, una forma di feticismo che consiste principalmente nel desiderio di vedere altri individui (generalmente il proprio o un potenziale partner) calpestare un oggetto o un animale. La criminologa Jenny Edwards afferma che il “motore principale” di questo feticismo è il sadismo, una “deviazione sessuale” che consiste nel “provare eccitazione sessuale guardando questi (video) o provando il dolore, il disagio e l’umiliazione nel vedere un altro essere soffrire”. Il sadismo, comunque, consiste in primo luogo nel crudele e perverso compiacimento nel tormentare in prima persona l’oggetto dell’impulso sessuale, mentre lo zoosadismo è  una forma di sadismo avente per oggetto gli animali.

L’articolo riferisce anche quanto scoperto da Chen, uno pseudonimo per proteggere la vera identità di un attivista di Feline Guardians sotto copertura che vive nella Cina orientale e fa parte di una squadra di investigatori di Internet, la cui missione è quella di chiudere la misteriosa rete globale che mutila e uccide gatti a scopo di lucro. Sebbene alcuni gruppi richiedano anche la complicità come criterio di ammissione, negli ultimi anni Chen “è riuscito a penetrare così a fondo nelle reti di tortura cinesi da rivelare l’identità di più di una dozzina di autori”, spacciandosi spesso per uno zoosadista che cerca di acquistare materiale di tortura per guadagnarsi la fiducia dei suoi membri. Infiltrandosi segretamente in tali gruppi ed stringendo amicizia con i torturatori, Chen ha raccolto informazioni sufficienti a rintracciarli. “La maggior parte delle persone che Chen incontra nei gruppi sono uomini soli che si sentono abbandonati dalla società, il che suggerisce che anche loro cercano un legame all’interno di questi gruppi, legati dal loro indicibile hobby”. Egli li descrive come “incel”, ovvero membri di una subcultura (o sottocultura) online costituita da persone che si definiscono “celibi involontari” in quanto attribuiscono il fatto di non avere una relazione sentimentale o sessuale a fattori, secondo loro, oggettivi, quali ad esempio la bruttezza esteriore e/o povertà economica. Chen riferisce infatti che essi si sentono rifiutati dalle donne e quindi traggono piacere sessuale dal fare del male a un animale che la maggior parte delle donne ama.

Negli Stati Uniti, Feline Guardians ha individuato un membro che ha pubblicato una foto in cui tiene in mano due gatti morti davanti a una bandiera americana ed ha trovato prove di una sovrapposizione tra la tortura dei gatti e gruppi neonazisti, tra cui un gruppo Telegram privato chiamato “The Eternal Reich” con oltre 600 membri, che mescolava contenuti di tortura con video di abusi contro le donne e post sull’ideologia di estrema destra.

La CNN riporta anche la testimonianza di Lara, un’ attivista dei Guardiani Felini che vive a Londra e che resta in contatto costante con Chen, “insieme ai loro colleghi attivisti, nonostante la maggior parte di loro abbia un lavoro diurno, spesso restando svegli la notte nonostante i diversi fusi orari nel tentativo di rintracciare i torturatori. Il loro lavoro investigativo consiste nell’esaminare ogni fotogramma del filmato, esaminando il contesto alla ricerca di indizi sulla posizione o sull’identità e cercando di ricavare informazioni dai loro dati bancari se vendono i loro contenuti online”. Chen riferisce che osservandolo ripetutamente, possono ricavare approssimativamente alcuni dettagli sulla loro vita”, per poi condurre delle indagini a livello locale. Lara afferma che “tutto inizia in Cina, poi ci sono persone che imitano questi video provenienti da altri luoghi, e noi abbiamo bambini che sono esposti a tutto questo”. Riferisce, inoltre, che “questi torturatori hanno una mentalità sadica e contorta, cercano di prolungare la tortura il più a lungo possibile” e che “c’è una spinta non solo nel poter provare la soddisfazione di torturare orribilmente i gatti, ma anche nel ricevere feedback e nella notorietà che ricevono. Lara riferisce che spesso i potenziali consumatori vengono reclutati direttamente dalle reti di tortura tramite un messaggio diretto. La criminologa e specialista in abusi sessuali sugli animali Jenny Edwards invita a non commentare i video di violenze sui gatti e afferma che coloro che “hanno commentato un video esplicito su YouTube o Facebook, potrebbero ricevere un invito a partecipare a gruppi Telegram gratuiti con migliaia di membri. Chi desidera contenuti più depravati, o vuole ordinare qualcosa di specifico, può unirsi a gruppi Telegram più piccoli ed estremi”.

L’informazione in Italia

Il 3 giugno le notizie sono state riportate in Italia dai quotidiani Repubblica e La Stampa, nella sezione La Zampa, in un articolo che riporta l’inchiesta esclusiva della CNN e riferisce le parole di  un esperto di cybercrimine contattato dalla stessa emittente televisiva statunitense: “questi video sono estremamente espliciti e hanno l’obiettivo di suscitare una reazione intensa, una miscela di orrore e attrazione morbosa”. Il 5 agosto le notizie sono state riportate in Italia da TGcom24 di Mediaset che cita l’inchiesta dell’emittente britannica BCC. Nello stesso giorno Sky Tg 24 riferisce in un articolo che la BBC ha visto prove che suggerivano la partecipazione di bambini a questi gruppi e riferisce le parole scritte da un membro: “Ho 10 anni e mi piace torturare i gatti”. Nel settembre 2023, la rete avrebbe promosso un concorso “100 gatti uccisi”, durante il quale i membri sarebbero stati incoraggiati a vedere quanto velocemente il gruppo riusciva a torturare e uccidere 100 gatti. Il 6 agosto il Fatto Quotidiano e La Stampa pubblicano un articolo sull’inchiesta portata avanti dalla BBC. 

I membri di Feline Guardians Without Borders (FG), una comunità globale composta da persone provenienti da oltre 30 paesi e 5 continenti, “sperano che richiamare l’attenzione sul problema possa spingere le forze dell’ordine di tutto il mondo a intervenire di più, in particolare in Cina”, dove viene girata la maggior parte dei video.

Per gli articoli precedenti si veda:

https://www.controluce.it/dalla-cina-una-rete-globale-di-video-di-torture-di-gatti/

https://www.controluce.it/i-rischi-del-web-lo-zoosadismo-e-le-donne-in-cina/

https://www.controluce.it/aspetti-della-tradizione-culturale-e-della-storia-della-cina/

 

 

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