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Letture a febbraio: Buddhismo come pratica interiore; un giallo salentino; un fantasy fra intrighi rinascimentali; romanzi con storie di legami contemporanei, anche per parlare della Legge 194. Per lettori curiosi

Letture a febbraio: Buddhismo come pratica interiore; un giallo salentino; un fantasy fra intrighi rinascimentali; romanzi con storie di legami contemporanei, anche per parlare della Legge 194. Per lettori curiosi
Febbraio 05
18:10 2026

Buddha e le esperienze del risveglio. Un cammino tra storia e insegnamenti di Alessandro Del Genio, Diarkos ed.

Un cammino nella sapienza, nella meditazione e nelle scritture, che mostra come il Buddhismo non sia solo una religione antica, ma una pratica interiore capace di illuminare il presente e parlare all’uomo di oggi. Da ventisei secoli gli insegnamenti del Buddha continuano ad attraversare e illuminare la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Questo libro vuole offrire una guida chiara, completa e al contempo essenziale al Buddhismo, esplorando tanto le sue radici storiche quanto le sue evoluzioni nel tempo e nello spazio, fino alle forme contemporanee conosciute in Occidente. Il percorso parte dalla vita del fondatore, Siddhārtha Gautama, e attraversa i grandi concili che hanno fissato nel canone i suoi insegnamenti, per poi raccontare la nascita e lo sviluppo delle principali tradizioni: il Theravāda (Scuola degli Anziani) del Sudest asiatico, le correnti del Mahāyāna (Grande Veicolo) e le vie del Vajrayāna (Veicolo del Fulmine) nell’Asia del Nord. Unendo filosofia, spiritualità e pratica meditativa, Alessandro Del Genio mostra come questi insegnamenti non appartengano solo al passato, ma siano ancora oggi una risorsa viva nel mondo, per riflettere sull’esperienza umana, sui valori etici e sulla ricerca interiore che accompagnano ognuno di noi.

Alessandro Del Genio è nato nel 1976 in provincia di Lecce. Dopo la laurea in Filosofia e due master di II livello in Didattica dei classici e Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze, si dedica alla scrittura, pubblicando una decina di saggi con orientamento di filosofia della religione. Medita quotidianamente alternando mindfulness (di cui è istruttore), vipassanā e zazen.

Mezzanotte meno un quarto romanzo di Daniela Stallo, Ed. Coda di volpe, che riapre il dibattito sulla Legge 194

La giornalista e scrittrice tarantina di nascita e pisana d’adozione Daniela Stallo torna in libreria con il suo nuovo romanzo Mezzanotte meno un quarto (Ed. Coda di volpe, collana Amaranto), una vicenda personale e al contempo collettiva, cercando un responsabile dell’evento e dando voce a chi si muove tra le pieghe più oscure della legge 194. Una storia che scava, inquieta e chiede di non essere dimenticata. La protagonista è una direttrice di banca. Conduce una vita come tante. Si è da poco trasferita nella filiale del centro e una delle sue preoccupazioni principali è quella di schivare le domande scomode dei colleghi. In una sera d’inverno, mentre fuori la neve cade silenziosa e la caldaia è in blocco, si rifugia sotto le coperte per cercare un po’ di calore. Accarezzandosi la pancia, percepisce sotto le dita una crosticina che la trascinerà bruscamente nel passato. Quella “memoria” quasi impercettibile diventa la chiave d’accesso a un evento drammatico avvenuto anni prima. La protagonista racconta, tra cronaca e ricordi, due giorni intensi e claustrofobici nelle stanze di un ospedale che, nonostante il dolore dei pazienti, ogni mattina si riattiva inesorabilmente, tra la molteplicità di storie, volti sconosciuti, incontri grotteschi e procedure di una burocrazia spesso spietata.

«Sono tante le ragioni per le quali ho scritto questo libro, un argomento scomodo, disturbante. Di certo per raccontare una storia, di scelte e di ricordi e di testimonianze raccolte. Il prodotto più naturale della scrittura è una storia – ha spiegato l’autrice. Ma da tempo avevo in mente di fare una denuncia, di muovere un’accusa vera e propria: questo libro è la cronaca di un’accusa. In un periodo in cui i vescovi installano e fanno suonare campane dei bambini non nati, in un momento di furto di leggi, di abrogazioni a sorpresa, modifiche notturne, manovre dei difensori di morale e patria. Voglio tentare una difesa di quelle leggi. Un atto politico in forma narrativa. Perciò ho messo Gramsci nell’esergo. E poi raccontare le donne senza figli, i luoghi comuni e per esplorare il limite on/off dentro la vita di ciascuno».

«Questo romanzo dice ciò che ancora troppo spesso viene taciuto e lo fa con una voce letteraria piena, matura, riconoscibile – ha commentato la casa editrice.È un libro che parte dal corpo e arriva alla storia collettiva: un racconto intimo che diventa politico senza mai essere programmatico. La memoria fisica, la maternità interrotta, il giudizio sociale, la famiglia, l’eredità emotiva e culturale si intrecciano in una narrazione che non cerca consolazione ma verità. E proprio per questo resta addosso al lettore».

Con uno sguardo tagliente e un umorismo graffiante, questo libro non ha l’obiettivo di coinvolgere il lettore nel sentimento di una maternità mancata, ma di dare voce a un’urgenza: raccontare un percorso occulto, spesso non sostenuto da personale accogliente, ma invece frettoloso, distratto, giudicante.

Daniela Stallo è nata a Taranto nel 1966. Giornalista pubblicista, ha scritto per quotidiani e settimanali di questioni politico-amministrative locali, di letteratura, cultura e tradizioni. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha esercitato la professione forense per un decennio. Attualmente vive a Pisa, dove insegna diritto nelle scuole superiori. Tra le sue pubblicazioni troviamo La città sul mare (Le Brumaie, 2011), Bruciati vivi (Arkadia, 2021), Winday (Armando, 2022). Nel 2024, il racconto La scelta, già pubblicato su una rivista online, è uscito nell’antologia 27 Racconti Raminghi (Libri dell’Arco). Cura il blog Libri, menù & altre cose di carta.

L’enigma della Smart rossa di Piero Grima, ed. I Quaderni del Bardo

L’enigma della Smart rossa di Piero Grima, medico e scrittore, per il nuovo romanzo edito da I Quaderni del Bardo nella collana Universo Salento a cura di Angelo Sconosciuto riporta in scena il commissario Santoro in un’indagine tra conventi, call center e la borghesia leccese. La storia si apre con il ritrovamento del cadavere di Filomena Mariano, una giovane operatrice di call center, nel Parco Federico II di Lecce. Quello che appare come un omicidio inspiegabile si rivela presto un vaso di Pandora che coinvolge la “Lecce bene”. A condurre le danze è il commissario Pasquale Santoro, figura ormai iconica per i lettori di Grima: un uomo che indaga con la stessa passione con cui gusta un pasticciotto alla crema o un piatto di trippa alla “Taverna di Tonio”. Grima costruisce un meccanismo narrativo perfetto, dove la suspense si intreccia alla critica sociale. Attraverso la storia di Filomena, una “esposta” cresciuta dalle Clarisse , l’autore esplora il tema della precarietà giovanile e dei segreti di famiglia che, come la polvere di tufo, si insinuano ovunque.

«Il mio Santoro è un uomo che cerca la verità non solo nelle prove forensi, ma nell’animo umano,” dichiara l’autore. “In questo romanzo, la città di Lecce non è solo uno sfondo, ma una protagonista che nasconde i suoi peccati dietro la bellezza del barocco.» L’indagine porterà Santoro e il suo vice, l’ispettore Totò Lo Palco , a confrontarsi con una realtà dove l’abito non fa il monaco – letteralmente – e dove moventi economici e passionali si confondono fino all’ultimo, sorprendente colpo di scena.

Enanthelios di Vania Pirillo Tra intrighi rinascimentali e misteri dimenticati, NeP Edizioni

«Bisogna morire tre volte per conoscere il vero significato della vita. La prima volta è morta la mia leggerezza, la seconda la mia innocenza e la terza la mia rabbia».

Con queste frasi, ispirate a un’antica leggenda sinthar, Vania Pirillo fa il suo ingresso nel panorama editoriale con un’opera che sfida le etichette di genere. Pubblicato da NeP Edizioni, il romanzo è un potente esordio che fonde il fantasy epico, il thriller investigativo e la riflessione filosofica. La storia si apre sulla città di Rosenhaven, secondo fonti ufficiali incendiata e distrutta dalle fiamme per interrompere il dilagare della peste. Un uomo, sfuggito alla tragedia, è stato preso prigioniero ma si rifiuta di parlare. L’impero ha bisogno di risposte e il comandante dei servizi segreti Konrad von Mairpentainer è stato inviato dalla capitale per condurre l’interrogatorio. È noto che nessuno possa resistere ai suoi metodi. Sarà proprio la necessità di raggiungere la verità a ogni costo che lo porterà a disvelare realtà ben più oscure. Un gruppo di sbandati, di cui faceva parte il prigioniero, durante il disastro è fuggito rocambolescamente dalla città trafugando il tesoro del conte Eckbert e una preziosa reliquia. Ma è ancora più fitto il mistero che si cela attorno al simbolo dell’Enanthelios, scomparso per anni e riemerso dall’ombra proprio in questa situazione. Un’antica setta ispirata a tale effige, e dimenticata dall’oblio dei secoli, potrebbe riaffiorare e mettere in pericolo l’esistenza dell’impero stesso. Così – tra inseguimenti, intrighi politici, disamine filosofiche e svariati percorsi di redenzione personale – il romanzo racconta come gli uomini siano nient’altro che ignare pedine nella partita a scacchi tra il tempo, il caso e il destino. «Scrivere questo libro è nato da un’esigenza interiore profonda: il bisogno di riprendere un percorso che avevo abbandonato per dedicarmi alla medicina, varcando finalmente quella porta che avevo lasciato aperta per anni – ha dichiarato l’autore.

La fase della stesura è stata un’esperienza catartica; come pensatore notturno, mi perdevo per ore in una realtà plasmata a misura dei miei pensieri, estraniandomi completamente dal mondo circostante per dare forma alle idee attraverso le parole. Sebbene l’opera sia catalogata come un fantasy per i suoi elementi fantastici e l’ispirazione all’Europa rinascimentale, la considero un amalgama di generi dove il thriller investigativo si fonde con il saggio filosofico e la componente romantica. Non ho scritto per lanciare un messaggio universale, ma per me stesso, come riflessione personale su temi che mi sono cari. Il mio desiderio è che ogni lettore possa approcciarsi al testo liberamente: che sia per trarne conclusioni profonde o semplicemente per godersi un momento di svago di qualità attraverso un racconto d’avventura.» Tra complotti, riflessioni filosofiche e battaglie interiori, Vania Pirillo costruisce così un mondo vibrante e profondo: un viaggio tra luce e ombra, fede e potere, dove il fantasy diventa esplorazione dell’animo umano.

Vania Pirillo (Prato, 1977) ha conseguito la laurea in Medicina a Firenze e attualmente vive a Bolzano, dove esercita la professione di neurochirurgo. Enanthelios non rappresenta solo il suo esordio letterario, ma la realizzazione di un sogno serbato tutta una vita. Appassionato di storia, ogni personaggio del suo romanzo è un piccolo frammento di se stesso che riflette il desiderio di esprimere il suo pensiero intimo su molti aspetti della vita e su quel mistero che da sempre l’uomo ha cercato di spiegare con la fantasia.

“Il tempo degli inganni” di Elena Zucchi, Arkadia Editore

La scrittrice Elena Zucchi, dopo il suo primo romanzo Le scintille di Alma, torna con Il tempo degli inganni una storia di amicizia e amore, inganni e tradimenti, vittime che si trasformano in colpevoli, in un concatenarsi incalzante di eventi che porta infine a far luce sulle verità del passato e del presente. Arianna Radice è una psicoterapeuta milanese quarantenne, segnata da una storia complessa. Pur essendo una professionista affermata, è una persona piuttosto irrisolta per il peso del suo passato. Convivono in lei zone d’ombra e un’inquietudine che si esprime soprattutto in una vita sentimentale confusa e disordinata.

Vive nel quartiere Martesana dove è cresciuta con la stravagante zia Bertilla, dopo essere rimasta orfana a quattordici anni.

In un pomeriggio di primavera si presenta da lei un nuovo paziente, tal Livio Ferrari, che soffre di un problema di deglutizione che non deriva da cause organiche e che Arianna scopre essere il marito di Malena Malè, sua migliore amica del liceo, con cui aveva interrotto la relazione in modo brusco venticinque anni prima.

L’incontro con Livio riporta Arianna indietro nel tempo, alla morte dei genitori, di cui si attribuisce la colpa, e a un trauma adolescenziale a causa di un drammatico episodio che vede coinvolta proprio Malena.

Mentre cerca di aiutare Livio a guarire dal suo disturbo, Arianna sviluppa un interesse morboso verso la vita della sua ex migliore amica e un forte desiderio di vendetta che desidera mettere in atto.

Da qui in avanti la tensione tra passato e presente giungerà al culmine, portando infine Arianna a chiudere i conti in sospeso, tra dolorosi segreti e verità inaspettate. “Ho cercato di esplorare alcune complessità dell’animo umano, il contrasto di sentimenti diversi che possono coesistere nelle stesse persone, il faticoso compito di affrancarsi dal proprio passato per poter vivere appieno il presente – ha dichiarato l’autrice. Ho voluto parlare dell’adolescenza, come tempo sospeso e unico, delle sue contraddizioni, della possibilità di recuperarne dei fili nell’età adulta e sgrovigliarli». Lungo i due assi temporali in cui si svolgono i fatti narrati e che risultano profondamente interconnessi, il tema della vendetta è quindi centrale nel romanzo: la protagonista ha l’occasione di rivalersi per un torto subito da adolescente, ma il percorso che intraprende si rivela un vicolo cieco. Tornare indietro e compiere un gesto diverso diventa per lei un atto di liberazione, capace di riscrivere il senso del passato.

Elena Zucchi vive a Milano, dove è nata nel 1967. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica di Milano, ha poi conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia presso l’Università degli Studi di Genova. Iscritta all’albo degli psicologi della Lombardia, è specializzata in metodologie innovative di formazione manageriale e sviluppo di persone e organizzazioni, certificata come istruttore di protocolli di Mindfulness, e coach.

Dal 2001 insegna presso la Facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Autrice di diversi articoli sul tema dello sviluppo del potenziale individuale e manageriale, ha pubblicato come coautrice i libri: Oltre il potenziale e La forza di crescere; ha curato il volume: ‘Il colloquio e l’intervista. Parlare con le persone nelle organizzazioni’ (tutti Franco Angeli). Ha frequentato la scuola di Scrittura Creativa di Raul Montanari. È stata tra i cinque vincitori del premio Letterario Straparola (classifica e premiazioni 26 settembre 2020).

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