Letture fra i saggi di Vilasi e di Lioi; narrativa e thriller di Giannetti, Bellucci, Forneris, Schina e Cheynet
Storia e cultura della transumanza tra Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Puglia di Antonella Colonna Vilasi
Nuovo volume della collana “Studi di intelligence”, in collaborazione con il Centro studi intelligence. La transumanza è un gesto antico quanto l’uomo che osserva le stagioni. È un movimento lento, scandito dal passo degli animali e dal ritmo della terra, che attraversa secoli e montagne, collegando pianure arse dal sole a pascoli d’alta quota. Questo libro nasce dal desiderio di raccontare quell’andare costante, fatto di fatica e silenzio, ma anche di memoria, identità e cura. Seguire la transumanza significa entrare in un mondo che resiste: un mondo in cui la natura non è solo sfondo, ma interlocutrice; in cui i pastori leggono il cielo come una mappa e riconoscono nella traccia di un sentiero un sapere tramandato, mai scritto. In un’epoca in cui tutto sembra accelerare e smaterializzarsi, la transumanza offre una forma diversa di viaggio: concreta, essenziale, profondamente umana. Questo libro è un invito a camminare accanto a chi ancora pratica questa antica migrazione stagionale. A scoprire le storie che si nascondono dietro ogni gregge, le emozioni che accompagnano le partenze e i ritorni, le trasformazioni sociali e ambientali che mettono alla prova questa tradizione. Ma è anche un tentativo di capire perché, nonostante le difficoltà, la transumanza continui a vivere e cosa abbia ancora da insegnarci.
La sinistra italiana nella Cina di Mao di Tiziana Lioi
La sinistra italiana nella Cina di Mao di Tiziana Lioi, L’Asino d’oro edizioni. Trent’anni di dialogo e di diplomazia culturale. Prefazione di Simone Pieranni
Un mosaico di incontri e incomprensioni che ha saputo resistere alle tempeste ideologiche. (Simone Pieranni)
Studiare metodi di lavoro, stringere o ricostruire legami, conoscere e imparare, lavorare insieme per un intento comune. I rapporti tra la sinistra italiana e il Partito comunista cinese all’epoca di Mao Zedong rivelano, attraverso i racconti delle delegazioni politiche e delle loro visite nella Repubblica popolare cinese, un’era fatta non di accordi governativi e di fredde strette di mano, ma di incontri e scambi di visioni e ideologie. Sulla base di materiali in gran parte manoscritti e d’archivio, l’autrice delinea il ruolo della sinistra italiana, parlamentare ed extraparlamentare, nel quadro più generale delle relazioni tra Italia e Cina dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del secolo scorso. Seguendo gli scritti dei protagonisti, tra opinioni e impressioni personali, annotate a volte su pagine inedite di diario, oppure nei rapporti e resoconti per i segretari di partito, le vicende particolari si intrecciano con la grande storia. Personalità politiche di primo piano, da Pietro Nenni a Enrico Berlinguer, e inoltre giornalisti, scrittori, filosofi, artisti italiani, contribuiscono a tracciare l’affresco vivo e a tratti inedito di una cultura, quella della Cina, spesso indecifrabile, creando «zone di contatto» e rafforzando legami ancora attivi nel presente.
Tiziana Lioi è professoressa associata presso l’Università degli studi internazionali di Roma UNINT, dove insegna lingua e linguistica cinese. Dopo la laurea e il dottorato conseguiti presso Sapienza Università di Roma, ha insegnato in diversi atenei italiani e cinesi. I suoi interessi di ricerca si rivolgono alla didattica della lingua cinese e ai rapporti culturali e letterari tra Cina e Italia, ambiti sui quali ha pubblicato numerosi studi e manuali. Per L’Asino d’oro edizioni ha curato Viaggio in Cina 1907-1908. Diario di Giovanni Vacca (2016).
Fiori di Andrea Giannetti: Un viaggio nell’animo umano tra bellezza e tragedia
In libreria, per I Quaderni del Bardo Edizioni, Fiori, il romanzo di Andrea Giannetti: un’opera corale che scava nelle fragilità dell’amore e dell’identità con una scrittura affilata, intensa, profondamente commovente.
«Corro per non pensare a chi sono. Corro per pensare esclusivamente a raggiungere con la mente. Non m’importa che appaia come una stravaganza. È qualcosa di cui non posso fare a meno, per non soccombere all’orrore: non una sensazione puntuale e fugace in me, ma un sottofondo permanente. Raggiungo con la mente e con lo spirito mia figlia, ferma nel passato e nel mondo ultraterreno in cui si trova. Finché sarò in grado di correre, le terrò compagnia a modo mio, per mitigare lo smarrimento, il terrore che starà provando da sola, là dove si trova! Finché vivrò, le starò vicino come posso, attraverso altri che si trovano nella sua stessa dimensione, integrandomi empaticamente nell’attivazione narrativa della loro vita passata. L’azione, infatti, dev’essere mediata. Non potrei mai farlo io direttamente. Nathalie, si spaventerebbe ancora di più! Dopodiché, quando la raggiungerò perché sarà arrivata la mia ora, il problema non si porrà più». Nuova veste editoriale per Fiori, un’opera che sfida le convenzioni della narrativa sentimentale per inoltrarsi nei territori più oscuri e seducenti della psicologia umana, in cui desiderio e perdita convivono senza mai trovare pacificazione. Il romanzo si articola come un quintetto d’archi, in cui ciascun “movimento” prende vita attraverso la voce e la storia di un personaggio diverso: Luigi Benotti, Marika Persio, Francesca Liverzani, Patrick Holmes e Arturo Merzario. Attraverso le loro vite, Giannetti compone un diorama esistenziale, in cui l’amore è al tempo stesso dono e catastrofe, l’amicizia un ponte verso la verità di sé (come quella con la figura di Maky), e l’Io un fragile simbolo di resistenza contro il nulla. Il titolo stesso non rimanda soltanto alla stagione della rinascita, ma richiama esplicitamente la dualità baudelairiana: profumi freschi come carni di bimbo e altri corrotti, trionfanti. È in questa ambivalenza che si muovono i protagonisti, sospesi tra slanci vitali e cadute irreversibili, fino a un epilogo che ribalta la prospettiva del lettore: una lettera di commiato capace di trasformare il dolore in un atto di consapevolezza, quasi di pacata serenità.
Andrea Giannetti – Filologo e scrittore, vive a Roma e insegna Filologia romanza presso l’Università degli Studi Roma Tre. È autore di romanzi, Per farti venire alla finestra, Robin editore, Roma 2012; Phosphorus, Italic, Pequod, Ancona 2019; e di una raccolta di racconti, Miliadusso e altre storie di espiazione, Italic, Pequod, Ancona 2013. Per la rivista “Nuovi argomenti” ha pubblicato i seguenti racconti. A papà glielo dico domani, NA, n. 58, aprile-giugno 2012; Visita ai laghi, NA, n. 72, ottobre-dicembre 2015; Quel che so di lei, NA, n. 62, aprile-giugno 2013. Con Fiori, nel 2023, ha vinto il “Premio Europa in versi e in prosa”, per romanzi inediti. È inoltre autore di volumi e articoli di carattere scientifico; in particolare, di edizioni critiche di testi letterari medievali provenzali e italiani.
Il Sigillo di Giada di Marco Forneris
Il nuovo libro di Marco Forneris Il Sigillo di Giada, (Florestano Edizioni, collana Echi di storie) un thriller geopolitico ad alta
tensione in cui la cultura millenaria della Cina si scontra con le trame del presente. Il giallo storico diventa lente per osservare dinamiche culturali profonde: le gerarchie implicite, le credenze, le strategie invisibili che regolano la vita sociale cinese. Il risultato è una lettura della Cina che non semplifica, ma immerge.
Siamo a Pechino, nella Primavera del 2008. Nelle vicinanze di Xi’an, un esercito di terracotta custodisce uno dei più grandi misteri dell’antichità: il Mausoleo del Primo Imperatore, Qin Shi Huangdi. Un sepolcro leggendario, nascosto a quaranta metri di profondità sotto una collina artificiale, circondato da pareti di bronzo e attraversato — secondo le cronache di Sima Qian — da fiumi di mercurio a rappresentare la rete fluviale della Cina. Quando alcuni profanatori, forse legati a Taiwan, riescono a violare il sepolcro e a trafugare un oggetto di immenso valore simbolico — il Sigillo Imperiale — il governo cinese entra nel panico. Il vicepresidente Xu Jingguo, appena nominato responsabile della sicurezza per i Giochi Olimpici, teme che la notizia possa gettare ombre sull’immagine del Dragone proprio nel momento in cui la Cina si prepara a mostrarsi al mondo. Attiva quindi in tutta segretezza le indagini, coinvolgendo pochi membri fidati della sicurezza nazionale e uno straniero: David Faure, noto a Pechino per le sue competenze nel recupero di tesori culturali razziati e per i contatti con aziende tecnologiche che potrebbero aver agevolato il furto. Faure sa che non può rifiutare la richiesta di Xu, né sottovalutarne i rischi: dietro l’invito si nasconde una minaccia implicita. Ad affiancarlo, due donne: la moglie libanese Jacqueline Chamoun, energica ed enigmatica, e Wu Maylin, colonnello del Guóānbù, lo spionaggio estero cinese. Tra sospetti, doppi giochi e tensioni politiche, Faure dovrà affidarsi anche a vecchi contatti: Dominic Seaward, esperto d’arte rubata, e Christopher de Luna, presidente della casa d’aste Morris & Jenkins. Il viaggio per ritrovare il sigillo si trasforma in una caccia globale: Xi’an, Fujian, Hong Kong, Taiwan, poi Delhi, Tel Aviv, Londra e un luogo segreto nel deserto del Nevada. Ma tutto conduce di nuovo a Pechino, dove le verità nascoste chiedono il conto. Un viaggio avvincente e sorprendente che porta il lettore nel cuore di una cultura millenaria, tra spionaggio, identità e memoria collettiva. Un romanzo che non si limita a intrattenere, ma invita il lettore a interrogarsi, ad aprire uno sguardo più consapevole e meno superficiale su mondi complessi come quello cinese. Più che offrire risposte, il libro apre una porta e lascia tracce, domande, immagini persistenti. Un’opera, insomma, che dimostra come il genere possa essere terreno di grande narrativa.
Marco Forneris ha pubblicato nel 2016 il suo primo romanzo – Il nodo di seta – con la prefazione di Evgenij Kaspersky, seguito nel 2019 da L’Oro di Baghdad, una spy story ambientata in Medio Oriente e prefata dal giornalista e scrittore Alberto Negri, e nel 2022 da Ritratto di Fanciulla, il terzo libro della serie incentrata sulle indagini di David Faure, un uomo dai molti e spesso rischiosi interessi, che vive tra Italia e Grecia ma è di casa anche in Israele, California e Argentina. Forneris si è laureato in informatica a Torino e ha iniziato la sua carriera di manager nella mitica Olivetti. Sito: www.ilsigillodigiada.it
Un delitto fuori luogo il nuovo giallo di Lucio Schina e Francesco Cheynet
Nella Roma dei primi anni ’80 l’Isola del Gabbiano nasconde un segreto. Toccherà all’investigatore privato Daniele Negretti scavare tra le ombre per trovarlo in Un delitto fuori luogo, il nuovo giallo di Lucio Schina e Francesco Cheynet. Indomitus Publishing è lieta di dare il benvenuto ufficiale nella propria famiglia editoriale a due autori che si sono ormai affermati come punti di riferimento nel panorama italiano del giallo soft e del cozy mystery. Siamo a Roma, nella primavera del 1981. Nel cuore del lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano, un’oasi di eleganza nell’Olgiata, un delitto inaspettato scuote il tranquillo quartiere dell’alta società romana. Il corpo di Luigi Mariani, portiere e factotum della palazzina C, viene trovato in un magazzino: un omicidio senza indizi né movente apparente.
Le indagini della polizia brancolano nel buio, intrappolate tra il riserbo dell’aristocrazia locale e un cordone di segretezza che nasconde più di quanto riveli. Chi poteva voler morto un uomo qualunque in un mondo di privilegi? Angosciata dall’immobilismo delle autorità, la vedova Mariani si rivolge a Daniele Negretti, investigatore privato dal carattere schivo ma dall’intuito affilato, trascinato nel caso dall’amico Luca Viti, scrittore di gialli tanto brillante quanto ficcanaso. Per Negretti, abituato a piccoli misteri e grandi caffè, questo è il primo, vero caso di omicidio. Tra i vialetti ordinati dell’Isola del Gabbiano e il fascino decadente di una Roma anni ’80 dove il profumo di primavera si mescola a segreti sussurrati, Negretti si muoverà con ironia e tenacia, scavando tra pettegolezzi, rancori nascosti e verità taciute. Riuscirà a ricostruire il puzzle di un delitto che minaccia di scuotere le fondamenta di un mondo apparentemente perfetto? Il romanzo introduce il lettore alle prime indagini di Daniele Negretti, investigatore privato schivo e intuitivo, più abituato a piccoli casi e grandi caffè che a efferati omicidi. Trascinato nell’inchiesta dall’amico scrittore Luca Viti, Negretti si troverà a scavare tra pettegolezzi, rancori nascosti e silenzi assordanti dell’alta società romana, in un puzzle deduttivo che richiama lo stile dei classici alla Agatha Christie, ma con il sapore inconfondibile di una Roma primaverile anni ’80.
Lucio Schina, dalla suggestiva provincia di Roma, vive immerso in un mondo di parole, dove la scrittura e la lettura sono il battito del suo quotidiano. Come un vero maestro del giallo, si muove tra trame intricate e omicidi da risolvere, con l’atmosfera noir che lo accompagna come se fosse sempre mezzanotte in punto. La sua penna affilata dà vita a storie che tengono col fiato sospeso, mentre il suo profilo Instagram, @lucio_schina, è un invito a scoprire il suo universo creativo.
Francesco Cheynet, romano doc, illumina le aule di una scuola primaria con la sua passione per l’insegnamento, mentre nel tempo libero dà vita a intrecci mozzafiato come autore di romanzi e racconti gialli, thriller e noir. Con un talento innato per le parole, Francesco si destreggia anche come copywriter freelance, creando contenuti accattivanti e originali per siti e portali. Tra le strade di Roma, la sua città natale, trova l’ispirazione per tessere storie che catturano l’immaginazione e lasciano il lettore con il fiato sospeso. Maggiori informazioni su https://www.schinacheynetlibri.it/
Un uso romantico di te di Maria Bellucci
Un uso romantico di te romanzo di Maria Bellucci. La scrittrice e giornalista abruzzese d’origine, ma milanese d’adozione torna sulla scena letteraria dopo le pubblicazioni La Bella Costituzione (2016), L’incantatrice di numeri (2023) e l’inchiesta Puttane, Prostitute e Prestate. Un uso romantico di te, pubblicato da Passione Scrittore, nasce dalla necessità di trasformare il dolore privato di un innamoramento cieco e di una scomparsa inspiegabile in una potente storia di dipendenza, scrittura e riscatto. Il romanzo è ambientato a Milano nel presente. La protagonista, Nina, vive una vita ordinaria scandita dai ritmi del lavoro. La banalità esteriore contrasta con la sua ricchezza interiore che la spinge a scrivere un libro. Il suo primo romanzo riscuote un buon successo. Un editore la contatta e le propone di scriverne un altro. Nina accetta e, a partire da lì, scrive di getto un libro autobiografico su un amore finito senza una spiegazione, ma che le ha lasciato un segno indelebile. Un romanzo “terapeutico”, per disinnamorarsi. Dove lui non viene mai chiamato per nome. «Dunque, in questo libro, io parlerò di te», «Sei soltanto il contenuto del mio nuovo romanzo», scrive l’autrice rivolgendosi direttamente all’altro protagonista, assente come personaggio letterario, ma ben presente come fantasma, pensiero fisso, ossessione. I capitoli si susseguono brevi e veloci come ricordi, flashback, frammenti di vita richiamati alla mente. La narrazione ha uno sviluppo spiraliforme. Gira sempre intorno a sé stessa, ma a poco a poco si aggiungono dettagli sempre nuovi sui loro incontri, sul loro amore non convenzionale, sulle sue sparizioni e sugli improvvisi ritorni, sull’uomo che lei ha iniziato a frequentare due anni dopo la fine della loro storia. E da cui aspetta un bambino. Al lettore, dunque, il compito di raccogliere i dettagli della storia, ricostruirli come tessere di un puzzle. Finché a, un certo punto, una verità insospettata costringerà Nina a scrivere un finale diverso non solo per il suo libro, ma anche per la sua vita, spingendo il lettore a rivedere l’intera vicenda sotto una nuova luce. Un uso romantico di te è una narrazione cruda e poetica insieme. Attraverso una scrittura diretta, a tratti lirica e spietatamente realistica, la Bellucci esplora i temi del ghosting, la dipendenza affettiva, la natura ambivalente dell’amore, il potere catartico della scrittura come strumento di guarigione e di verità, le intricate geometrie del destino, il senso di colpa, la scoperta di una nuova felicità e la maternità come rinascita. Il libro, attraverso una costante metanarrazione, sfida le convenzioni del romanzo tradizionale, offrendo un ritratto complesso e moderno dei rapporti umani, dove si intrecciano storie e ferite d’amore.






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