LOCUS OF CONTROL: ARTEFICI DEL NOSTRO FUTURO O VITTIME DEL NOSTRO DESTINO
“LOCUS OF CONTROL: ARTEFICI DEL NOSTRO FUTURO O VITTIME DEL NOSTRO DESTINO?”
Il locus of control è la percezione di quanto le proprie azioni influenzino gli eventi, definendo se ci si sente artefici (interno) o vittime (esterno) del proprio destino. Sviluppare un Locus of Control Interno (credere che successi e insuccessi dipendano da sé) è fondamentale per aumentare autostima, motivazione e proattività, permettendo di gestire le difficoltà come sfide anziché come ostacoli insormontabili. Esistono persone che pensano di controllare qualsiasi cosa, altre, invece, credono di essere controllati da situazioni che si verificano all’esterno. Ma cosa si intende per controllo? Controllare significa dirigere le proprie azioni in modo da influenzare gli esiti di un determinato accadimento. Il Controllo è una facoltà del cervello esercitata principalmente dall’emisfero sinistro. In psicologia, spesso, alla parola controllo, ne è associata un’altra: luogo o locus. Con l’espressione locus of control, si intende letteralmente il luogo attraverso cui si esercita il controllo.
Alcune persone sono convinte di avere il controllo su ciò che accade loro e così vivono come se il loro impegno determini ciò che accade: essi hanno un Locus of control interno. Sono determinate nei loro obiettivi, si sentono responsabili delle loro azioni e ottengono maggiori possibilità di successo. Facciamo un esempio: ho superato un esame e dico a me stesso di aver studiato, di essermi impegnato, di aver dato il meglio di me. Ciò sottolinea di aver un buon Locus of control interno. Lo stesso accade se non ho superato l’esame e dico a me stesso di aver studiato poco, di non essermi impegnato abbastanza, di non aver dato il meglio di me.
Altri ritengono di non avere controllo sulla propria di vita e che le cose accadano guidate da forze imprecisate, la sorte, o dall’influenza di altre persone potenti. Essi hanno un Locus of Control esterno. Sono più passive e si adattano a ciò che accade anche se hanno la reale possibilità di modificare le cose. È come se non vedessero lo spazio di intervento o le risorse che hanno in mano. Ne consegue un sentimento di sfiducia negli altri e una bassa autostima verso se stessi. Facciamo un esempio: non ho superato un esame e dico che la colpa è del professore troppo severo o che ce l’ha con me, che si è trattato di sfortuna, in tal caso tutto dipende da un Locus of control esterno.
Dunque:
Le persone con Locus Of Control esterno:
-percepiscono gli eventi come imprevedibili;
-dipendono dagli altri (“Come si fa questa cosa?”) anziché attivare il problem-solving;
-credono inutili le proprie capacità di fronte alle variabili esterne che sentono opprimenti;
-si sentono impotenti rispetto agli eventi;
– attribuiscono i risultati negativi sempre al destino o agli altri;
– perdono motivazione di fronte alle difficoltà.
Le persone con Locus Of Control interno:
– cercano strumenti, migliorano conoscenze e skills per affrontare le sfide;
– credono che ogni problema può essere risolto o analizzato e ogni obiettivo è raggiungibile con le giuste risorse;
-credono nei propri potenziali e li sviluppano senza arrendersi;
– sanno avere una “visione” delle alternative possibili verso i loro obiettivi;
-hanno un approccio strategico ai problemi.
In generale bisogna trovare un equilibrio tra Locus of control interno e Locus of control esterno perché potrebbero intervenire entrambi in un individuo oltre che agire sullo stesso singolarmente. Va detto inoltre che il Locus of control dipende anche da altri fattori che sono:
– il ruolo della famiglia di origine. Molte persone che presentano un locus of control interno sono cresciute in famiglie che pongono particolare attenzione all’impegno, alla responsabilità e alla costanza nel raggiungere un obiettivo (spesso il raggiungimento degli obiettivi è positivamente ricompensato in queste famiglie); chi ha un locus of control esterno proviene da famiglie che esercitano un basso controllo e non considerano centrale l’assunzione di responsabilità. Chiaramente col passare del tempo, e coll’avvicendarsi di situazioni di vita, è possibile che il locus si possa modificare. Lo stile genitoriale, influenzando il locus of control dei più piccoli, impatta anche sulla loro autostima. Infatti il grado di autostima è influenzato notevolmente dalla credenza o meno di poter raggiungere un risultato desiderato e dalla consapevolezza o meno di poter efficacemente rimediare a un insuccesso. Quando nel bambino si sviluppa un locus of control esterno, egli tende ad attribuire la causa dei suoi successi o insuccessi a fattori esterni da lui (es: Ho preso un bel voto perché il compito era facile/sono stato fortunato – Ho preso un brutto voto perché il compito era difficile/la maestra ce l’ha con me). Mentre quando un bambino ha uno stile di attribuzione interno attribuisce a se stesso gli esiti (ad es. Ho preso un bel voto perché ho studiato e mi sono impegnato – Ho preso un brutto voto perché stavolta non ho studiato bene). Quando non avviene una commistione dei due stili, l’autostima ne risente: dallo strutturarsi del senso di colpa quando il locus of control è sempre interno (portando, in casi estremi ma non rari, al formarsi dell’idea “non sono degno d’amore”), alla deresponsabilizzazione quando è esterno.
– rapporto con l’ambiente e società esterna. Chi ha sviluppato la capacità di adattarsi all’ambiente e di adeguarsi al contesto sociale o ambientale è in grado di potenziare:
1) La Responsabilità personale: Le persone credono che i risultati, positivi o negativi, dipendano dai propri sforzi e dalle proprie competenze.
2) La Proattività: Invece di arrendersi al destino, si cercano attivamente soluzioni e strumenti per superare i problemi.
3) La Resilienza: Si ha una maggiore capacità di affrontare le situazioni difficili e di non sentirsi in balia degli eventi.
4) La Neuroplasticità: capacità del cervello di riorganizzare costantemente la propria struttura, le funzioni e le connessioni neuronali in risposta a esperienze, apprendimento, stimoli ambientali o lesioni.
5) L’Epigenetica: i fattori ambientali e lo stile di vita (dieta, stress, esercizio fisico) modificano l’espressione dei geni, attivandoli o silenziandoli, senza alterare la sequenza del DNA. Queste modifiche reversibili influenzano la salute, l’invecchiamento e il rischio di malattie, agendo come “interruttori” sopra il genoma.
Per modificare il nostro Locus of control è necessaria una certa flessibilità cognitiva che consenta di spiegare e dare senso a quello che accade e ci accade, ma anche procedere con dei rinforzi positivi. Ricevere rinforzi positivi (riconoscimenti, successi raggiunti, feedback costruttivi) quando si agisce in modo proattivo consolida la convinzione che le proprie azioni portano a risultati tangibili, inoltre ciò consente anche di mettere in atto un circolo virtuoso proattivo che si auto-alimenta: Credere nel proprio controllo, Agire, Ottenere risultati (rinforzo positivo), Aumentare la fiducia nel controllo interno. Per diventare più padroni del proprio destino, è fondamentale quindi riconoscere i propri successi (auto-rinforzo) e attribuire i risultati a fattori interni, come l’impegno, piuttosto che alla fortuna o al destino.
Rinforzi negativi, al contrario non farebbero altro che instaurare un circolo vizioso che rafforza il Locus of control esterno, legato a disorganizzazione, abbandono, un vissuto permeato da un senso di vittimizzazione e impotenza che genera in auto-sconfitta. Tutto ciò rinforza il Locus of control esterno creando un meccanismo di retroazione e perdita di spirito competitivo, un meccanismo del tipo “te lo dicevo che non ce l’avrei fatta, sarebbe stato meglio non provarci nemmeno, sono un perdente quindi non ci proverò nemmeno più”. Al contrario, può essere d’aiuto approcciarsi con spirito di sperimentazione empirico quindi basato sulle esperienze vissute ossia attraverso il cosiddetto meccanismo del “trial and error” (apprendimento per tentativi ed errori) applicato su problemi di difficoltà crescente, affrontati come sfide e con obiettivi sempre più sfidanti, in quanto esso genera auto-motivazione, sviluppa il senso delle proprie possibilità, rafforza il ragionamento: “se mi impegno abbastanza ce la posso fare, non mi tiro indietro” e ciò ci consente di apprendere dalle esperienze e dagli errori ( sbagliando s’impara), ci rende padroni e responsabili delle nostre azioni e quindi artefici del nostro futuro e non vittime del nostro destino.





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