L’origine miracolosa della Sacra Sindone
L’origine miracolosa della Sacra Sindone, confermata dalla Prof.ssa Emanuela Marinelli.
MI rendo perfettamente conto che chiunque, dopo aver letto il titolo del presente articolo, necessariamente avrà tratto la seguente conclusione: tale titolo è stato scritto, evidentemente, a solo titolo provocatorio, ovvero, il suo autore è incorso in un grosso abbaglio. E’, infatti, fin troppo evidente e notorio con quanta determinazione e consapevolezza la Prof.ssa Emanuela Marinelli abbia sempre sostenuto che la formazione dell’immagine sindonica fosse avvenuta al di fuori di interventi sovrannaturali, ma solo come effetto naturale, secondo le leggi della fisica, di un raggio UV emanato dal Corpo di Gesù, al momento della Sua Resurrezione.
Ritengo, comunque, che, sulla base delle seguenti argomentazioni, si possa addivenire alla suddetta conclusione indicata nel titolo.
Va innanzi tutto premesso un principio, universalmente riconosciuto nel campo dello studio della conoscenza, secondo cui, laddove un evento risulti incontestabilmente connesso con un altro evento precedente da risultare suo “effetto” naturale ed insostituibile, detto evento, necessariamente, costituisce “prova” dell’esistenza dell’evento precedente che ne è “causa”, sempre che il suddetto “effetto” risulti assistito da concrete prove sperimentali e/o da argomentazioni suscettibili di verifica. In altri termini: l’espressione “l’effetto come prova della causa” si riferisce al principio secondo cui l’esistenza di un effetto dimostra che la causa che lo ha prodotto sia effettivamente esistita. Tale principio, inoltre, resta valido anche in caso di connessione indiretta, nel caso, cioè, si tratti del susseguirsi di diversi eventi tra loro concatenati (come, per esempio: Resurrezione-raggio ultravioletto-immagine).
Nel caso che qui interessa, sta di fatto, che i fisici del centro ENEA di Frascati (Proff.ri Giuseppe Baldacchini e Paolo Di Lazzaro), autori dell’iniziale ipotesi di formazione dell’immagine sindonica, come naturale effetto, secondo le naturali leggi della fisica, di un raggio UV, connesso alla Resurrezione di Gesù (anche se, per loro, considerata trasformazione del corpo di Gesù in energia, per un ipotetico incontro nucleare materia-antimateria avvenuto nel sepolcro ove Gesù era sepolto), dopo oltre dieci anni di sperimentazioni effettuate per verificare la fondatezza di tale ipotesi, erano pervenuti alla conclusione di dover escludere che tale raggio UV potesse essere considerato origine di detta immagine.
Il raggio UV, come sopra connesso (in rapporto: causa-effetto) alla formazione dell’immagine sindonica su basi scientifiche ed al di fuori di interventi sovrannaturali, veniva, pertanto, definitivamente escluso tra le possibili cause di origine di detta immagine.
Il prof. Paolo Di Lazzaro, che aveva redatto uno studio nell’aprile 2025, (già più volte citato) conclusivo di tutti i lavori effettuati presso il centro di Frascati nella ricerca in questione, ribadendo categoricamente il suddetto esito negativo, aveva, in precedenza, fatto presente, a solo titolo di suggerimento alla Chiesa Cattolica, di far ricorso, nella ricerca della fonte di origine dell’immagine sindonica, ad un divino intervento sovrannaturale (miracolo), che si sarebbe avvalso di un raggio UV simile al “lampo di luce” di cui è cenno, nei Vangeli, nell’episodio della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, anch’esso di origine sovrannaturale, sottratto, quindi, ai vincoli delle leggi naturali, per l’impressione sul telo sindonico dell’immagine del Corpo di Gesù; precisava, comunque, esplicitamente che i fisici dell’ENEA non potevano interessarsi a tale ipotesi, in quanto al di fuori delle loro competenze, appunto perché basata su di eventi sovrannaturali, al di fuori del campo delle conoscenze scientifiche e, pertanto, non suscettibili di essere sottoposti a verifica, ma solo accolti per fede. (v.: Prof. Paolo Di Lazzaro: “L’immagine sindonica e la luce ultravioletta: alcune note riassuntive”, pubblicato nel volume Quattro percorsi accanto alla Sindone, a cura di Domenico Repice (Edizioni Radicequadrata, 2011) pp. 41 – 48.
Risulta, pertanto, chiara la netta contrapposizione tra le due suddette ipotesi:
- a) la prima, fondava la sua validità su fatti ed elementi concreti, idonei a dimostrare il nesso di causalità tra “raggio UV” ed “immagine”, sempre verificabile sul piano della ricerca scientifica, nel senso, cioè, che la formazione dell’immagine sul telo sindonico, fosse stata causata da un raggio UV: successivamente, sulla base delle sperimentazioni di verifica, i risultati emersi avevano, però, dato un esito assolutamente negativo, escludendo categoricamente che detta immagine potesse essere stata prodotta da una “luce UV”;
- b) la seconda, in totale assenza di qualsiasi elemento scientificamente valido a risolvere l’enigma della formazione dell’immagine sindonica, era da qualificarsi, come del resto esplicitamente dichiarato, solo un “suggerimento alla Chiesa Cattolica”, fondata, invece, su di un ipotetico, misterioso e sovrannaturale intervento divino (come il “lampo di luce” dell’episodio della Trasfigurazione) al quale, almeno per i credenti, solo la Chiesa Cattolica, dopo le opportune verifiche e valutazioni, avesse ritenuto di poter attribuire la soluzione dell’enigma in questione, al di fuori di ogni possibile verifica in quanto, appunto, miracoloso e, quindi, sottratto ed al di sopra dei vincoli imposti dalle leggi della fisica.
In tale obbiettiva situzione, la Prof.ssa Marinelli ha continuato a propagandare la tesi secondo la quale l’immagine sindonica sarebbe stata prodotta da un raggio UV, sulla base di risultati che la stessa ha continuato sempre ad attribuire ai Fisici dell’ENEA, riferendosi, ora, esplicitamente ad un “lampo di luce” simile a quello in occasione dell’episodio della Trasfigurazione di Gesù, come sopra citato dal Prof. Di Lazzaro, (ben diverso dal “raggio UV” emanato dal Corpo di Gesù, al momento della Sua Resurrezione) sostenendo addirittura che detta immagine fosse da equipararsi ad una fotografia di Gesù Risorto.
Premesso che la tesi sostenuta dalla Prof.ssa Marinelli, non essendo lei stessa l’autrice, ha trovato sempre il suo esclusivo fondamento, come del resto in ogni suo scritto o conferenza esplicitamente dichiarato, nelle ipotesi e nei risultati conseguiti dai Fisici dell’ENEA di Frascati, è lecito chiedersi a quale delle due ipotesi sopra descritte (“raggio UV”, emesso al momento della Resurrezione di Gesù e la cui validità fosse stata confermata dalle necessarie verifiche, ovvero “lampo di luce”, diverso dal precedente, simile a quello emesso dal Corpo di Gesù nell’episodio della Sua Trasfigurazione, non suscettibile, in tale ipotesi, di alcuna verifica) la stessa si riferisca: facile ed incontestabile appare la sua identificazione.
Per quanto concerne, infatti, il riferimento all’ipotesi sub a), a parte il macroscopico arbitrario capovolgimento dei risultati delle verifiche effettuate dai fisici dell’ENEA, come, ampiamente dimostrato nei miei precedenti scritti, sta di fatto che la Prof.ssa Marinelli dimenticherebbe del tutto che i suddetti “raggi UV”, ivi presi in considerazione dai fisici, non si riferiscono affatto alla Resurrezione di Gesù, così come descritta nei Vangeli (evento miracoloso esplicitamente da loro disconosciuto, in quanto, appunto, scienziati), bensì a raggi UV, ipoteticamente, naturalmente prodottisi nel sepolcro, con riferimento ad un processo nucleare materia-antimateria (denominato AMA) che avrebbe comportato l’annichilimento del corpo di Gesù, trasformandolo in energia. Basterebbe questa constatazione per rendere assolutamente improponibile, in quanto eretica, questa tesi che, in ogni caso, risulta, sulla base dell’assoluta inadeguatezza riscontrata per la soluzione dell’enigma in questione, definitivamente accantonata dagli stessi suoi iniziali autori che testualmente hanno dichiarato che “i risultati degli esperimenti eseguiti dall’ENEA non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”, con ciò ammettendo incontestabilmente l’impossibilità che l’immagine sindonica si possa essere formata, su basi scientifiche debitamente accertate, per l’intervento di raggi UV emanati dal Corpo di Gesù Risorto; resta, pertanto, fuori dubbio che tale tesi, inizialmente, caparbiamente difesa dalla Prof.ssa Marinelli come causa dell’immagine sindonica è, ormai, priva di qualsiasi fondamento e, pertanto, improponibile. E’ da escludersi, pertanto, che a tale ipotesi potesse, ora, riferirsi la Prof.ssa Marinelli.
E’ evidente, pertanto, che la Prof.ssa Marinelli dovesse necessariamente riferirsi alla seconda ipotesi, quella sub b), cioè, quella che, sempre nell’ambito di un “suggerimento” del Prof. Di Lazzaro alla Chiesa Cattolica, fa riferimento ad un “lampo di luce”, “come quello che Gesù sprigionò durante l’episodio della Sua Trasfigurazione”.
Senonché, Il suddetto “lampo di luce”, richiamato nell’ipotesi come sopra formulata dal Prof. Di Lazzaro, era stato da quest’ultimo inequivocabilmente indicato di origine ipoteticamente “miracolosa”, di natura, cioè, assolutamente misteriosa ed indimostrabile, sempre nell’ambito di un “suggerimento” alla Chiesa Cattolica di ricorrere ad un intervento sovrannaturale per la soluzione dell’enigma in questione, ben diversa da quella indicata nell’ipotesi sub a) che, invece, era chiaramente identificabile in un sempre ipotetico processo nucleare materia-antimateria, nella trasformazione del Corpo di Gesù in energia, e, come tale, oggetto delle successive verifiche scientifiche effettuate dai fisici dell’ENEA, concluse, come sopra riferito, con esito del tutto negativo.
Comunque, il Prof. Di Lazzaro aveva ben chiarito che la suddetta ipotesi era da considerarsi solo un suo “suggerimento” proposto alla Chiesa Cattolica, in considerazione di non poter addivenire, da parte del mondo scientifico, ad una soluzione valida e, pertanto, l’unica soluzione possibile era quella del ricorso ad un intervento sovrannaturale; appunto perché di natura soprannaturale, tale ipotesi non poteva, quindi, interessare i fisici dell’ENEA, in quanto accettabile solo per fede.
Comunque, escluso categoricamente che la Prof.ssa Marinelli potesse riferirsi, nell’identificare la fonte dell’immagine sindonica in un raggio UV, all’ipotesi sub a), ormai definitivamente accantonata, deve necessariamente convenirsi che la stessa, di fatto, si riferisca, ora, all’ipotesi sub b), anche con riferimento all’esplicito richiamo, a sostegno della sua tesi, effettuato dalla suddetta Prof.ssa Marinelli “al lampo di luce relativo all’episodio della Trasfigurazione”, citato dal Prof. Di Lazzaro in quest’ultima ipotesi.
Sta di fatto però che, inequivocabilmente, quanto fatto presente nell’ipotesi sub b) si riferisca esclusivamente solo ad un’ ipotetico ricorso ad un intervento sovrannaturale “suggerito alla Chiesa Cattolica”, al fine di risolvere l’enigma della formazione dell’immagine sindonica che risulterebbe accettabile solo per fede; pertanto, l’adesione operata dalla Prof.ssa Marinelli all’ipotesi sub b), sia pure solo implicitamente, inevitabilmente significa sua piena adesione all’ipotesi di un intervento sovrannaturale nella formazione dell’immagine sindonica, da lei sempre, ed ancora oggi, decisamente respinta (confermando, così, quanto affermato nel titolo di questo articolo).
Emerge, pertanto, una evidente insanabile contraddizione nell’atteggiamento seguito dalla Prof.ssa Marinelli, che trova la sua spiegazione solo nell’errore nel quale quest’ultima è incorsa (se inconsapevolmente non è dato sapere) nel confondere, contro ogni obbiettiva verità dei fatti, ciò che era, nell’esplicita intenzione del Prof. Di Lazzaro, solo un “suggerimento” alla Chiesa Cattolica (di ricorrere ad un intervento sovrannaturale nella formazione dell’immagine sindonica, con l’utilizzo, da parte del suo Autore, di un “lampo di luce” simile a quello scaturito dal Corpo di Gesù, nell’episodio della Sua Trasfigurazione) con un evento che fosse stato, invece, già realmente accertato e sperimentalmente verificato, da parte dei Fisici dell’ENEA, come, invece, la suddetta prof.ssa Marinelli ha sempre cercato di far intendere ai suoi lettori e/o ascoltatori, riuscendosi pienamente.
D’altra parte, ove non si volesse ammettere che la Prof.ssa Marinelli, di fatto, avesse accettato l’ipotesi di un intervento soprannaturale, escludendo detta natura nell’ipotesi su b), come, invece, chiaramente evidenziato nel “suggerimento” del Prof. Di Lazzaro e, così, esplicitamente da quest’ultimo dichiarato, con riferimento al “lampo di luce” emesso dal Corpo di Gesù nell’episodio della Sua Trasfigurazione, obbiettivamente ben diverso dal “raggio UV” dell’ipotesi sub a), almeno per quanto riguarda la sua origine, la Prof. Marinelli avrebbe dovuto precisare tale assunto, in quanto in evidente contrasto con quanto esplicitamente specificato nel suddetto “suggerimento” da lei richiamato, fornendo prove concrete per dimostrare l’indimostrabile, cioè la natura non sovrannaturale di detto “lampo di luce”, ovvero, almeno, esaurienti argomentazioni a sostegno di tale sua tesi, suscettibili delle necessarie verifiche per attestarne la validità: in mancanza di tali indispensabili elementi, l’affermazione della stessa Marinelli, che si è, invece, limitata ad indicare genericamente, come effettiva fonte dell’immagine sindonica, al di fuori di ogni intervento sovrannaturale, “una luce come quella che Gesù sprigionò durante la Trasfigurazione, come ammesso dai fisici che hanno condotto gli esperimenti con il laser presso l’ENEA” (affermazione, quest’ultima, peraltro, assolutamente falsa) non consente una qualsiasi sua valutazione e, quindi, sul piano scientifico, non può essere presa in alcuna considerazione, appunto perché, solo da lei sostenuta, (almeno per quanto riguarda l’assenza di interventi sovrannaturali), ed in totale assenza, come sopra fatto presente, dei necessari elementi giustificativi, sia pure a solo titolo indicativo.
Per completezza espositiva, per quanto concerne, poi, la previsione, nell’ipotesi suggerita dal prof. Di Lazzaro, dell’utilizzo di un “lampo di luce UV” per l’impressione dell’immagine corporea di Gesù sul telo sindonico, possono avanzarsi fondate perplessità: non mi sembra, infatti, sul piano teologico, accettabile l’ipotesi, secondo la quale, in un intervento sovrannaturale, il suo Autore debba servirsi di un mezzo (sempre miracolosamente da Lui stesso predisposto) per l’attuazione di detto intervento, potendovi provvedere direttamente: pertanto, la stessa presenza di un “lampo di luce” nella “suggerita” ipotesi di intervento sovrannaturale appare inappropriata, dato che non sembrerebbe consentito a chiunque qualsiasi interferenza sulle sue modalità attuative, anche a titolo di semplice ipotesi. Per altro, il richiamo all’episodio della Trasfigurazione non mi sembra molto pertinente, dato che l’effetto del “lampo di luce” di cui al detto episodio raccontato dai Vangeli (“le Sue vesti divennero candide come la luce”) non è paragonabile a quello, molto più complesso, dell’ipotesi in questione (formazione dell’immagine corporea di Gesù e sua impressione sul telo sindonico), che presuppone anche un necessario effetto sul telo per renderlo, simile ad una lastra fotografica, idoneo ad essere “impressionato” dell’immagine corporea di Gesù: d’altra parte, in oltre dieci anni di sperimentazioni, i Fisici dell’ENEA sono riusciti a realizzare solo una “colorazione simil-sindonica” su di un telo di lino e mai e poi mai un trasferimento d’immagine; a nulla vale, al riguardo, la considerazione, corretta per la mentalità di uno scienziato, che nulla può, con sicurezza escludersi, anche se la realizzazione dell’effetto su indicato appare davvero molto improbabile.
In ogni caso, in tale incontestabile situazione, come sopra evidenziata, inevitabile è la conclusione di prendere atto che la tesi della Prof.ssa Marinelli, secondo la quale l’immagine presente sulla Sacra Sindone sia stata impressa, al di fuori di ogni intervento di natura sovrannaturale, a seguito di un “lampo di luce UV” simile a quello emanato dal Corpo di Gesù nell’episodio della Sua Trasfigurazione, risulti definitivamente rovinosamente crollata nel nulla, in quanto, obbiettivamente destituita di ogni fondamento, in totale assenza di un benché minimo sostegno e/o di riferimenti a sue eventuali argomentazioni suscettibili di verifica: conseguentemente non hanno più alcun valore tutte le altre sue supposizioni, con particolare riferimento alla pretesa equiparazione dell’immagine impressa sulla Sindone ad una prova fotografica della Resurrezione di Gesù che avrebbe comportato, tra l’altro, l’annullamento del dogma della Resurrezione.
In assenza di altre ipotesi che abbiano i necessari requisiti per essere prese in seria considerazione, dopo oltre un secolo di infruttuose ricerche nell’affannosa ricerca di una soluzione scientificamente accettabile dell’enigma della formazione dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone di Torino, sembrerebbe giunto il momento di addivenire al riconoscimento di un intervento sovrannaturale per la soluzione dell’enigma in questione, come, del resto, auspicato anche da eminenti esponenti del mondo scientifico, da parte delle competenti autorità ecclesiastiche, sulla base della vigente normativa, rivista, di recente, da Papa Francesco.
Per quanto concerne, infine, l’individuazione del momento nel quale collocare l’attuazione di tale intervento sovrannaturale, esclusa la sua coincidenza con quello della Resurrezione di Gesù, per l’esclusione, accertata dai Fisici dell’ENEA, di identificare, nel raggio di luce emanato dal Corpo di Gesù,
la fonte della formazione dell’immagine sindonica, qualsiasi momento successivo può essere ritenuto valido, fino alla comparsa in Europa del sacro telo, fino, cioè, al 1300: essendo, come universalmente riconosciuto, la straordinaria importanza della Sacra Sindone riferibile all’immagine impressa e non al telo che la contiene, nulla toglie, che possa essere indicata nel suddetto 1300 la data di origine di detto telo, pur dovendo ammettere, in tal caso, che non avrebbe avvolto il Corpo di Gesù.





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