Marino: ancora successo e divertimento nel Teatro Vittoria Colonna
Uno spettacolo dietro l’altro, al Teatro Vittoria Colonna di Marino con un susseguirsi di successi: anche ieri, 1° Marzo si è registrato il tutto esaurito con l’affluenza di un pubblico, visibilmente divertito e soddisfatto. Introdotta dai Direttori Giorgio Granito e Francesco Tanda, la commedia di Gianni Clementi, con la regia di Marco Giancarli “Donnacce”, brillante e nello stesso tempo amara, ha visto come interpreti Simona Vernì e Luisa Valloni nei panni – bravissima la costumista Chantal Zeppi – di due simpatiche, attempate passeggiatrici ormai in pensione e in procinto di partire per una meritata vacanza dopo anni di onorata carriera. Comicissimo il loro battibeccare riguardo il ménage, i bagagli, il viaggio in aereo temuto da Tullia romana de Roma e organizzato da Tindara, originaria della bella Trinacria, entrambe con un colorito eloquio nel loro rispettivo dialetto popolare. Improvvisamente, si vedono piombare sul terrazzino un misterioso Batman seminudo, interpretato da un credibile Riccardo Passalacqua, chiaro visitatore di una loro vicina di casa, Teresinha, brasiliana di dubbia origine femminile, invisibile sulla scena per tutta la durata della commedia.
Gl’indumenti non lasciano dubbi e, dopo una prima iniziale sorpresa, le due donne ascoltano l’imbarazzato e disperato intruso che chiede aiuto, spiegando che ha lasciato nella casa dalla quale si è calato e poi è precipitato tutti gl’indizi che potrebbero rivelare a eventuali soccorritori di Teresinha – ha avuto un malore! – la sua identità e presenza in quell’appartamento, a dir poco equivoco. Promette loro una lauta ricompensa e, conosciuti i trascorsi professionali delle due signore, vince poi ogni loro ritrosia e timore togliendosi infine la maschera, fino ad allora tenuta sul viso per non coinvolgerle nella sua disavventura: scoprire la sua identità potrebbe essere pericoloso, nessuno sa del suo vizietto – a parte il suo segretario, in quel momento irreperibile – e lui non vuole lasciar tracce del suo passaggio. La somma promessa, sostanziosa oltre ogni immaginazione, e un viaggio all’estero a spese dell’uomo, ormai divenuto confidente e confessore – indaga sulle loro storie e sulle vicende che le hanno portato alla scelta di offrire se stesse sui marciapiedi – fanno sì che esse, dapprima titubanti, accettino e si prodighino nella risoluzione dell’imbarazzante situazione del personaggio, ora divenuto addirittura Eccellenza. Si ride molto, ci si diverte con le battute e le interpretazioni delle due bravissime attrici che s’immedesimano nei rispettivi ruoli, lasciando che tutto possa essere credibile, senza però mai essere volgare. Non mancano spunti di riflessione sulle confidate condizioni che le hanno condotte verso un destino non facile e non delude, pur se amareggia, ma con un sorriso finale, la conclusione della divertente commedia. Non si può non riflettere sul titolo: azzeccato al punto giusto: leggerlo disturba, par che discrimini, ma punta il dito contro un amaro destino nel quale alcune persone si trovano, coinvolte loro malgrado, vuoi per ignoranza, per bisogno, per mancanza di istruzione, per un bagaglio esperienziale che condanna a priori. Quel che lascia in noi materiale per riflettere è l’impotenza di fronte a soggetti, tutt’altro che brave persone profumate – si fa per dire – d’ipocrisia e falsità. Altro che Donnacce…





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