MARINO: GRANDE SUCCESSO AL TEATRO VITTORIA COLONNA CON LO SPETTACOLO DI LUCIANO LEMBO
Sold out al Teatro Vittoria Colonna di Marino, questo sabato di fine gennaio: lo spettacolo di Luciano Lembo, One Man Show ha fatto registrare ancora una volta, come le scorse settimane, il tutto esaurito. Introdotta dai Direttori Giorgio Granito e Francesco Tanda, la serata teatrale ha dato spazio al versatile e infaticabile artista che, tra monologhi, riflessioni, battute, narrazione di esperienze ha reso godibile ed esilarante lo spettacolo, durante il quale il tempo è volato tra ilarità e numerosi applausi dei presenti. Nel monologo sulla famiglia, Lembo parte a sprint dall’infanzia o meglio ancora dalla prenatalità che lui valorizza quale luogo di vera vita: è alla nascita che s’inizia a morire esclama in conclusione. Fa sorridere, ma anche riflettere questa sua voce, senza mai scivolare in un piangersi addosso, anzi stimolando in chi ascolta l’impegno a meditare, una volta allentato il momento di allegra ilarità. Percorsi di vita e affetti familiari, insegnamenti e abitudini domestiche e scolastiche, in un ambiente allora diverso, nel quale studiare: sorride e mima, l’attore, un se stesso bambino interrogato e totalmente impreparato: divertente lo sketch sull’Eneide e l’Odissea rivisitati e fonte d’ilarità, grazie agli strafalcioni dell’alunno impreparato – buffa l’espressione e l’interpretazione dello stesso Lembo, costretto a sorbirsi lezioni di recupero personalizzate dall’insegnante; subisce come – secondo lui – ingiusta la vacanza “infestata” da ore dedicate allo studio per recuperare lacune, angosciato dalla calura estiva e dalla vista di quel mare irraggiungibile dove gli amici e i giochi estivi restano chimera. Si ride anche riflettendo sulla quotidianità, le dinamiche familiari, il rapporto con gli adulti che gradualmente si modifica con la crescita: ma i genitori son sempre tali e pur descrivendoli come impacciati di fronte alla modernità, mai manca il rispetto e la nostalgia che si concretizza tra i versi poetici scritti e recitati dal protagonista. Poi l’amore, le infatuazioni, la conoscenza con l’altra metà del cielo: le scelte giuste o sbagliate, il difficile distacco da parte genitoriale, soprattutto materno, che fatica a lasciar andare il figlio – chi ti vuol più bene della mamma o finge o t’inganna – ricorda a inizio monologo Lembo, coinvolgendo anche il pubblico presente che condivide diverse esperienze e sorride con lui, con le sue battute originali e mai scontate. E s’ironizza sui matrimoni nei quali i diretti interessati incontrano perfetti sconosciuti invitati dai genitori perché se no pare brutto…
Lo spettacolo di Luciano Lembo ricco scrigno d’inventiva tra monologhi, personaggi ed emozioni, ha visto al fianco dell’attore la presenza del bravissimo chitarrista Alberto Laurenti con il quale sono stati intonati diversi brani e creati momenti di divertente ilarità, coinvolgendo anche il pubblico che ha ben risposto e partecipato cantando e intonando ritornelli.
Sul palco con loro anche Roberto Ranelli che ha contribuito a far sorridere e divertire il pubblico con battute e freddure in romanesco.
Riflessione, poesia e un pizzico di spiritualità non sono mancati in questo spettacolo fatto di leggerezza, ironia e umorismo e sono stati proprio quegli attimi di meditata ponderazione a creare quel legame con il vivere, consapevoli di farlo, pur senza mai far mancare autoironia e controllata esuberanza. Uno spettacolo piacevole nel quale il pubblico ha giocato e partecipato, portando a casa, tra il sorriso e il divertimento un pizzico di riflessiva retrospezione. Anche a questo serve il teatro.





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