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Medicina Cinese e Medicina Occidentale

Novembre 21
19:16 2025

Medicina Cinese e Medicina Occidentale

INCONTRO

Saggio scientifico filosofico di Fiorello Doglia, medico e agopuntore

Fiorello Doglia, medico scrittore assai noto nei Castelli Romani (ma non solo), sorprende con la pubblicazione di un saggio scientifico filosofico che, come scrive Carlo Di Stanislao in prefazione, <non è semplicemente un testo di medicina, né un saggio tradizionale, ma un’esperienza, un viaggio affascinante attraverso la conoscenza, un ponte tra mondi diversi>. Pubblicato da Amazon, il saggio s’intitola INCONTRO e propone un intrigante raffronto tra Medicina Occidentale e Medicina Cinese, ambito in cui l’autore, laureato a suo tempo con una tesi in Medicina dello Sport, ha acquisito notevole perizia in anni di applicazioni, esperienze e studi severi.

Nato nel 1959, Fiorello Doglia ha svolto numerosi anni di volontariato in ospedale, quindi si è dedicato con passione allo studio di Medicina Classica Cinese ed alla pratica assidua del Judo e del Taijquan. Autore di testo e tavole dell’Atlante pratico di Agopuntura (CEA-2002), svolge da molti anni attività libero professionale come medico agopuntore, coniugando competenze di Medicina Occidentale con conoscenze di Medicina Cinese, ambiti scientifici e culturali assai differenti, che da lunghi anni lui ama integrare, affrontando e superando maceranti problemi teorici, ma ancor più operando, con risultati convincenti, nella appassionata pratica giornaliera.

Personaggio indiscutibilmente creativo, tra l’altro noto anche in campo artistico con una produzione ragguardevole di pittura, scultura, grafica e poesia, coltiva una visione olistica della realtà che lo induce a considerare l’essere umano come un’unità psicosomatica e la Medicina come qualcosa di più di una cura dell’organo malato. Non una pura e semplice tecnica della salute, ma un processo terapeutico immerso in un orizzonte filosofico esistenziale teso alla trasformazione e alla consapevolezza. Un metodo di guarigione e riequilibrio armonico che sollecita a stabilire sane relazioni con sé stessi e con il mondo intero.

Una Medicina pertanto che rifiuta di considerare il corpo come una semplice macchina e tenta invece, attraverso il corpo, di nutrire lo Shen, termine cinese traducibile – spiega l’autore – con Spirito o Coscienza. Una Medicina che, al di là delle doverose specializzazioni, punta a curare il paziente nella sua totalità e non soltanto nelle singole parti malate. Indirizzo, del resto, oramai condiviso anche in Occidente, dove la Psicosomatica ha gettato un ponte tra pensiero scientifico e pensiero metafisico, superando la millenaria discordia che – come ben ricorda l’autore – faceva lamentare Platone nei confronti degli Empirici concentrati sulla “localizzazione” della malattia.

<Questo è il grande errore del nostro tempo, che i Medici separano l’Anima dal Corpo>. Così Platone, ed è un rimprovero che avrebbe potuto rivolgere nondimeno a sé stesso, fautore di idee innate che in realtà vivevano fuori dal mondo [ndr]. Il tutto confermato da Aristotele, il cui immanentismo nulla concedeva all’introspezione, all’autoanalisi, all’esplorazione di sé [ndr]. La separazione della materia dallo spirito (la Res cogitans e la Res extensa cartesiane) è stato il cavallo di battaglia dell’intera storia della filosofia occidentale, mentre nel Taoismo prevale una visione osmotica ed inclusiva, interiore e dinamica dello Yin e dello Yang in comunione tra di loro.

Da noi, bisognerà attendere le più moderne ed aggiornate tesi scientifiche per superare il millenario dissidio tra materia ed energia, due facce antitetiche e complementari della stessa medaglia (si pensi alla doppia natura dell’atomo, ondulatoria e particellare nello stesso tempo). <La ricerca medica attuale, sostiene l’autore, va sempre più nel Sub Microscopico, di pari passo con la Fisica moderna, e sembra dare conferma all’antico aforisma cinese: “La grandezza del Tao è nell’infinitamente piccolo”>. Ne segue, dice Fiorello Doglia, che <alla Fisica Moderna dovrebbe sottendere una Filosofia che abbia una visione dell’Universo unitaria per quanto concerne Energia e Materia>.

Ed ecco affiorare l’interrogativo filosofico di Hawking, geniale fisico: <Perché l’Universo si dà la pena di esistere?>. <Ebbene – risponde I’autore – i Taoisti non si ponevano tali domande, ma da oltre 2500 anni indicano l’Unità fondamentale dell’Universo e concepiscono il corpo connesso, in ogni istante, sia intrinsecamente (Nei) che estrinsecamente (Wei), con ogni aspetto dell’Universo stesso e dell’esistenza>. La scissione tra Pensiero e Vita, che da sempre angoscia il mondo occidentale, era ed è ignorata dalla mistica orientale che considera contestuali i due campi: <Riflettiamo sulla Vita, ma siamo in essa. Riflettiamo sull’Universo, ma ne facciamo parte>.

<A parte la formula di Einstein – osserva l’autore – nella nostra cultura non esiste il concetto di identità tra Energia e Materia>, laddove, per la Filosofia Cinese, la Materia non è altro che Energia condensata e l’Energia non altro che Materia dispersa e rarefatta. Di certo – aggiunge – l’idea dell’Unità tra Energia e Materia non è esclusiva del Pensiero Cinese: <Il Prana indiano, il Lun tibetano, il Ki giapponese, il Pneuma greco ed il Logos di Eraclito sono sinonimi del Qi dei Cinesi>, ma nel Taoismo si manifesta un aspetto contraddittorio ed armonico dell’energia vitale, sconosciuto in altri contesti. Un incontro di forze opposte e speculari, un’Armonia di Contrari.

Le argomentazioni contenute nel testo sono complesse e svariano tra storia, filosofia, scienza e pratica medica, risultando estremamente affascinanti grazie ad una scrittura fruibile e chiara che, pur essendo analitica, risulta di facile e gradevole lettura. L’energia vitale – spiega l’autore – circola nell’organismo in vere e proprie vie preferenziali di scorrimento. Detti canali formano un sistema organico (Jing Luo) sul quale si può agire con metodiche terapeutiche tra cui l’agopuntura, ma anche con Farmaci ed Alimenti. Lo stato di salute è la risultanza dell’equilibrio Yin/Yang e del libero fluire del Qi, mentre lo stato di malattia è dato dal disequilibrio e dai blocchi di questa energia vitale.

Vengono poi descritte le cause delle malattie, che possono essere interne, come i sentimenti vissuti in modo esagerato, o esterne, quali agenti climatici ed allergeni che attecchiscono solo laddove c’è un deficit di energia vitale (analogia con il Sistema Immunitario); mentre per quanto concerne lo stato mentale è fondamentale <la ricerca e il ritorno ad una sorta di Stato naturale al di là dei condizionamenti avuti (il bambino interiore). L’agopuntura – spiega e sottolinea l’autore – non è una pura e semplice terapia del dolore, come viene spesso fraintesa, né una branca specialistica della medicina allopatica. Nasce in Cina circa tremila anni fa e si diffonde ovunque nel mondo.

In Europa molto si deve all’opera del Padre Gesuita Matteo Ricci (1600), ma bisogna attendere il 1930, anno in cui Soulie De Morant, funzionario dell’Ambasciata francese in Cina, pubblica in Francia un trattato fondamentale dal quale si fa iniziare l’Agopuntura Moderna europea. In Francia, Germania e Inghilterra la formazione è da tempo riservata ai Medici attraverso corsi universitari, mentre nel resto d’Europa la situazione è meno controllata. A Roma, nel 1998 l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri ha istituito il primo “Registro Permanente dei Medici Agopuntori” e, sempre in Italia, nel 1999, la Federazione Nazionale degli Ordini ha indicato delle Linee Guida per l’istituzione di Registri Professionali.

Seguono notizie dettagliate sui risultati appurati, sulle principali indicazioni e controindicazioni, sulla corretta e coerente integrazione con altre terapie, sulla farmacologia cinese, sull’alimentazione e sulle ginnastiche mediche correlate alle cosiddette Arti Marziali. Non c’è dubbio – dichiara l’autore – che in mani esperte l’Agopuntura possa risultare uno strumento terapeutico sicuro ed efficace, utile per molte patologie, ma si deve vigilare sugli abusi di professione medica. In Italia essa è considerata atto medico e ciò significa che legalmente può essere praticata soltanto da un Medico Chirurgo, iscritto all’Albo Professionale dei Medici Chirurghi.

Quale possa essere il futuro di questa Medicina, un tempo definita “alternativa” e poi “convenzionale”, ed oggi “olistica” o “integrata” (ma chissà in quanti altri modi potrà ancora venire definita), è evidente: offrire all’operatore il più ampio ventaglio terapeutico possibile, in una visione della Medicina a trecentosessanta gradi. In una prospettiva di crescita, Oriente e Occidente sono chiamati a connettere le proprie visioni del mondo, e qui il discorso torna a farsi filosofico. Sarà possibile la quadratura del cerchio? tenere ossia uniti e distinti Materia e Spirito, Divenire ed Essere, Storia e Natura, Moto e Stasi? E’ il paradosso dello Yin e dello Yang, in perenne e rinnovato equilibrio tra di loro.

Lo stimolante saggio si chiude con una descrizione analitica di numerosi casi clinici trattati personalmente dall’autore.

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1 Commento

  1. Adriano
    Adriano Novembre 22, 15:37

    Dopo una lettura attenta, da medico e da scrittore, ho capito quanto sarebbe stato imnutile per me tentare di arricchire la mia preparazione di chirurgo ortopedico con un corso di agopuntura triennale, quale quello a cui volevo un tempo accedere.Ci vuole ben altro! Ci vuole la compenetrazione creata fra la nostra scienza di casa e quella della scienza antica dell’est che dimostra Fiorello Doglia perché l’alchimia sia veramente efficace per il Pazinte.

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