NEL CENTRO ITALIA 1 UOMO SU 3 GIUSTIFICA LA VIOLENZA VERBALE E QUELLA ECONOMICA
ACTIONAID: “SOLO LA PREVENZIONE PRIMARIA BLOCCA LA SPIRALE DEI FEMMINICIDI”
Nel Centro Italia è alta l’accettazione della violenza verbale, ritenuta giustificabile dal 30,4% degli uomini, una quota superiore alla media nazionale (22%). Tra le giustificazioni più citate figurano il tradimento della donna (12,5%) o le provocazioni (12,5%): cause considerate sufficienti per reagire verbalmente in modo aggressivo. Segno di dinamiche relazionali in cui il conflitto di coppia viene normalizzato e la responsabilità della violenza è spesso attribuita alla vittima. La violenza fisica nelle regioni del Centro Italia è considerata giustificabile dal 16,1% degli uomini, a fronte di un 15,9% della media nazionale. Ciò indica che, pur rimanendo minoritaria, una parte non trascurabile della popolazione maschile continua a tollerare forme di aggressione fisica all’interno della relazione di coppia.
Le reazioni rilevate sono la conseguenza dell’inadeguata prevenzione primaria della violenza nelle scelte politiche italiane, a fronte di annunci e buoni propositi degli anni passati. È quanto spiega PERCHÉ NON ACCADA, ricerca di ActionAid con Osservatorio di Pavia e 2B Research sulle percezioni della violenza e delle discriminazioni in Italia. Un viaggio nella vita quotidiana delle donne, dalla casa agli spazi pubblici, dai trasporti alla cultura e al digitale per indagare come disuguaglianze e stereotipi di genere si riproducano e contribuiscono a legittimare la violenza.
“Non si può prevenire la violenza senza promuovere uguaglianza, e non si può costruire uguaglianza senza assumere la prospettiva di genere in ogni politica pubblica si a livello nazionale che locale. Significa intervenire sulle cause profonde, non solo sugli effetti. ActionAid chiede al Governo e al Parlamento che almeno il 40% delle risorse annuali del Piano antiviolenza sia vincolato ad attività di prevenzione primaria. La prevenzione primaria non si può limitare all’educazione nelle scuole, ma deve coinvolgere le persone di ogni età, perché solo un cambiamento culturale profondo può fermare la violenza maschile contro le donne e la spirale dei femminicidi” dichiara Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale ActionAid Italia.
DISPARITÀ, SESSISMO E MANCATE RESPONSABILITÀ. LA FRATTURA DELLE DISEGUAGLIANZE. Anche la violenza economica mostra una diffusione rilevante: il 33,9% degli uomini residenti nel Centro Italia la considera accettabile, a fronte di un 26,7% a livello nazionale. Le giustificazioni richiamano ancora stereotipi tradizionali sui ruoli di genere. Tra le ragioni più citate vi sono il fatto che la donna spende denaro in modo ritenuto “inutile” o “superficiale” (21,4%), oppure che non lavori o non contribuisca economicamente alla famiglia (10,7%). Queste risposte descrivono una visione ancora fortemente legata al controllo maschile sulle risorse economiche e al potere decisionale domestico.
La violenza psicologica, infine, resta accettata da circa un quinto degli uomini residenti nel Centro Italia (25%), contro il 22% della media nazionale, soprattutto nei contesti di disaccordo sull’educazione dei figli o sull’organizzazione della vita domestica, oppure quando la partner prende decisioni senza consultarlo (9,5%). Ciò suggerisce come le dinamiche di potere all’interno della coppia continuino a essere interpretate in chiave gerarchica, con una limitata consapevolezza dell’impatto che il controllo e la manipolazione emotiva possono avere sulla persona che li subisce.
UGUAGLIANZA E PREVENZIONE: LA SVOLTA CHE NON C’È. Le scelte del Governo non hanno segnato alcuna svolta. Quest’anno l’European Institute for Gender Equality (EIGE) rivela che in Italia i meccanismi istituzionali per attuare e promuovere le politiche di uguaglianza di genere non siano stati efficaci, ottenendo nel 2025 un punteggio del 41,1%, inferiore alla media dell’Unione europea che è del 50,8%. La Spagna invece ha totalizzato 86,2%. Per questo ActionAid ribadisce che la responsabilità di trasformare le parole in politiche concrete riguarda tutto il Governo e il Parlamento e gli enti locali, nessuno escluso. Un primo impegno che ActionAid chiede al Governo è quello di agire subito vincolando almeno il 40% dei fondi del Piano nazionale antiviolenza alla prevenzione primaria. Questo permetterebbe all’Italia di avvicinarsi proprio a paesi come la Spagna, dove oltre il 50% dei fondi è destinato ad azioni che promuovono l’uguaglianza di genere, con risultati tangibili: dal 2003 al 2024 i femminicidi sono diminuiti di oltre il 30%.
ACTIONAID, COME SI REALIZZA LA PREVENZIONE. ActionAid è impegnata in Italia per affrontare le cause strutturali e culturali della violenza. L’organizzazione attraverso gli interventi europei Nora against GBV e The Care, ActionAid supporta 30 progetti, tra cui campagne di sensibilizzazione comunitaria su stereotipi e violenza; linee guida per un linguaggio inclusivo e non sessista nei media; monitoraggio delle politiche; creazione di spazi pubblici sicuri per donne, ragazze e ragazzi. Nel solo ultimo anno, oltre 800 studenti, 130 docenti e 75 genitori hanno partecipato a formazione e coprogettazione territoriale. Più di 1.500 dirigenti scolastici, insegnanti, educatrici ed educatori hanno seguito il corso “Youth for Love” e 15mila studenti hanno partecipato a una ricerca sul vissuto degli adolescenti rispetto al benessere psicologico.






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