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Sommario anno XI numero 1 - gennaio 2002

 L'ANGOLO DELLA POESIA - pag. 13

L’angelo della mina

di Leto Schina

Adagiata sul lato della Maremmana
s’incontra su una piazza una fontana.
Quattro bocche gettano acqua nel vascone
a forma ottagonale di duro sperone.
S’erge nel centro un bronzeo Angelo alato
da rotonde colonnette circondato,
stringe nelle mani la mina col piccone,
segno evidente dell’antica professione.
Il corpo snello e armonico di un minatore
giunto qui forse per volontà del Signore.
Spunta dalle sue spalle un paio d’ali
per distinguerlo dal resto dei mortali
che con la forza del loro duro lavoro
al paese portarono l’acqua per ristoro.
E ora par che sia dal cielo li disceso
a rammentar dell’acqua il giusto peso
visto che la gran parte della gente
la spreca ormai come se fosse niente.
Per giunta quella poca che è rimasta
a soddisfare tutti più non basta,
tanto che alfin per rinfrescarsi il viso
bisognerà implorare il Paradiso.


Atto unico

di Mario Cecconi

Alzo gli occhi -  lievita l’anima”

In galleria –
chiome azzurre e bianche code,
si apre il sipario e va in scena
la rondinella con lo spartito
appena tracciato.

“Appena sotto”

In platea –
spinto da vento veleggia il
biondo grano e di onda in onda
rema a fatica la lucertola affamata.

Quante laboriose note sulla
terra ferma, crome e semicrome
tra fili d’erba scandiscono i ritmi
e le pause.
Nel frastuono del silenzio:
profondi suoni e dolci melodie.

Le ore si susseguono. la pelle invecchia.
Attimi o eternità?
Vi ritrovo!
Soldati - allineati e schierati sui prati
appena falciati, nè armi nè corazze
sotto un cielo turchino di primavera.
In giugno vi destate, a luglio già dormite:
tutto per una tragica e dolce fine!


Incontri   perduti

di Luca Nicotra

Uomini ardono d’incontrarsi
e credono di parlarsi.
Le parole sembrano nuove
e i cuori si schiudono a speranze nuove.
Ma il vento spazza via tutte le parole
e tutti si guardano attoniti, senza parole.


Antichi ricordi

di Manuela Olivieri

Un viale, un grosso viale
consunto e calpestato da milioni di piedi,
ora riposa sotto un tappeto di milioni di foglie secche.
Ma uno qualsiasi di quei piedi o una qualsiasi di quelle foglie
possono ritrovarsi soli in quella marea viaggiante.
la solitudine può entrare in ogni animo
senza che gli altri, o peggio, esso stesso
se ne accorgano.


Un posto per noi

di Riccardo Simonetti

In un luogo del mondo sconosciuto
c’è un grande bosco, l’ultimo rimasto,
che l’uomo ha mantenuto ancora in vita
per portarci ogni tanto la sua mente.
            Quando siamo un pò stanchi di soffrire
            Pensare, amare, ridere, e sognare,
            portiamo la’ quel nostro sentimento
            lasciandolo in custodia alla natura.
Da una parte le spine e grandi ortiche,
che sono le violenze e le fatiche
dall’altra fiori gialli e alberelli,
lacrime dolci-amare di fanciulli.
            Gli alberi grandi dalle foglie scure
            pensieri di persone ormai mature,
            ombreggiano dei funghi profumati
            problemi da incontrare o superati.
Al centro poi c’è un grande prato verde
l’immortale speranza dell’amore
c’è sempre molta gente ad aspettare,
e anch’io mi son fermato a riposare.
            Quando hai disteso bene il tuo cervello
            allora puoi riprendere il fardello
            e appena cogli il fiore o la tua spina,
            la vita ricomincia come prima.
Quel bosco è grande, però non si vede
lo può trovare solo chi ci crede,
soltanto chi ha qualcosa dentro al cuore
e vuol donarlo a chi è troppo normale.


Cento ragioni per amarti

di Luca Nicotra

Ti amo per il tuo coraggio di vivere
Ti amo per la tua indomita volontà di onestà
Ti amo per il tuo impetuoso desiderio d’amore
Ti amo per tutte le sofferenze che hai patito
Ti amo per la tua testarda capacità di sognare
Ti amo per la tua eroica resistenza al male
Ti amo per la dolcezza della tua anima
Ti amo per la solitudine del tuo cuore
Ti amo per la sensualità del tuo corpo
Ti amo per i tuoi grandi occhi a mandorla, vellutati e ridenti
Ti amo per la tua bocca bellissima
Ti amo per il tuo sorriso
Ti amo per il tuo irriducibile desiderio di bene
Ti amo per la poesia che è in te
Ti amo per il tuo saper essere “quell’oscuro oggetto del desiderio”
Ti amo per la follia delle tue azioni, dei tuoi sogni, dei tuoi sacrifici
Ti amo per la tua voce magica e dolce, vellutata come una rosa rossa di maggio
Ti amo per le parole che mi hai regalato e per quelle perdute nel tempo che è mancato
Ti amo per queste e per tutte le altre novantadue ragioni che la mia penna non riesce a scrivere, ma che il mio cuore sente.


Sommario anno XI numero 1 - gennaio 2002