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SIMON GAON L’ultimo Maestro dell’Espressione

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SIMON GAON L’ultimo Maestro dell’Espressione

SIMON GAON L’ultimo Maestro dell’Espressione
Marzo 08
11:43 2016

Presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati, si svolge sino al 14 marzo un vernissage del maestro Simon Gaon, curata da Marcello Chinca Hosch e Ananrita Rossi. Patrocinata dal Consiglio Regionale del Lazio e dal Comune di Frascati, la mostra ripercorre le tappe fondamentali di uno dei padri dei Street Painters. La storia artistica di Simon Gaon, classe 1943, si snoda in cinquant’anni di attività ininterrotta nel mondo dell’arte, con personali a New York, Washington, Chicago, Berlino, Amburgo, Bruxelles, Amsterdam e Parigi. Gaon esprime uno stile pittorico fortemente materico, segnato più dal temperamento che da un’analisi estetica, in cui confluiscono assieme l’immediatezza dell’espressione pittorica e una caratura fortemente iconoclasta del tema affrontato, in cui non c’è alcuno spazio per un rimescolamento edulcorato della verità. “E’ come se Simon nell’atto del dipingere si sottraesse a qualsiasi esitazione, abolendo la stessa idea del disegno preliminare, una sorte di pittura d’ispirazione, la cui ideazione è come lanciata di getto e ricostruita pezzo per pezzo in base a quest’intenzione strategica iniziale, formulata sulla tela in una scansione decisiva dei gesti che mostra persino qualcosa di oracolare, tanto si compone ed effonde come dalle profondità dell’inconscio, perché il rappresentabile per Simon è sempre una questione cruciale, ogni angolo della Terra, ogni volto, ogni sembiante, ricco o derelitto che sia, che sia umano o animale, ha per lui la medesima portanza teleologica, ogni forma vivente, per assorbita che sia dentro il dramma del vivere, s’impone qui come punto degno della Creazione, con la propria singolarità irripetibile e sovrana, simbolo della fragilità di tutto davanti all’inesorabilità della Natura che lo deprime, lo esalta, questa maestà della Natura che è sempre soverchiante. In ogni opera di quest’artista immenso si nota questo: da una parte l’inquietudine dello scardinamento che è il vivere dentro un Mondo privo di una escatologia valida o determinazione fideista, allo stesso tempo trapela da ogni tela l’incanto di una volontà irriducibile e coriacea che prolifera, che mai demorde, che davvero, incredibilmente, contro ogni pronostico, può governare le cose”. La mostra è fruibile sino al 14 febbraio, con ingresso gratuito.

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