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52° Festa della montagna

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52° Festa della montagna

Agosto 01
08:22 2014

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Il 2 ed il 3 agosto, oggi come allora, stand gastronomici, artigianato, musica e sport saranno i protagonisti della montagna, rivivendo le antiche tradizioni: ecco la degustazione di fagioli, salsicce alla brace e prosciutto, pasta all’uovo, polenta con spuntature, formaggi tipici panzanelle con pomodoro, alici e erba pepe di montagna. Gli stands di artigianato tipico della Lepinart. Gli arcieri del gruppo sportivo Il Corvo e le dimostrazioni di mascalcia, esibizione di sport equestri e di triathlon lepino. L’animazione per i bambini e la musica. “Tradizione e storia” sottolinea l’assessore alla cultura, Noemi Campagna “si abbinano in questa manifestazione che abbraccia e fa rivivere anche mestieri ormai quasi scomparsi e che vede la partecipazione di molti carpinetani. La nostra amministrazione vuole incentivare la conoscenza del nostro territorio, delle sue tradizioni e della sua storia millenaria, conoscenza senza la quale non può esserci futuro”.

L’ambiente naturale è quello incontaminato dei Monti Lepini, con le sue piante antiche ed i suoi boschi di faggio, carpino, leccio, querce e castagno, ed esemplari di tasso e agrifoglio, nonché fioriture di rare e stupende orchidee selvagge ai piedi del Monte Semprevisa (1536 s.l.m.), luoghi sono stati catalogati dalle direttive Europee come siti d’interesse Comunitario, ed i suoi animali: cavalli e Pony d’Esperia, mucche maremmane, suini, ovini e caprini, allo stato brado e semibrado nel pianoro. “Il nostro obiettivo è il Parco” afferma l’assessore all’ambiente Luigi Cacciotti “che completerà l’opera di valorizzazione della natura dei Monti Lepini e, senza il quale, si rischia di vanificare l’impegno che questa Amministrazione da decenni sta riversando nella tutela del territorio”.

“Carpineto Romano rispetta ed ama la natura delle sue montagne” conclude il sindaco Matteo Battisti “per secoli qui i nostri avi hanno trovato rifugio, nutrimento e salvezza. Oggi siamo noi che dobbiamo tutelarle dall’incuria e dall’abbandono e ricordare prima di tutto a noi stessi la ricchezza che questo grande patrimonio di verde incontaminato rappresenta anche e soprattutto per le generazioni future”.

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