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6000 Sardine Como

Febbraio 22
17:42 2020

Abbiamo cominciato il nostro viaggio in mare partendo dalle nostre acque, quelle del lago di Como. Abbiamo trovato l’orgoglio di risvegliarci con spirito nuovo e ci siamo ritrovati nelle parole #comosislega. Siamo stati emozioneorgoglio e per la prima volta, dopo molti anni, abbiamo saputo alzare la testa e, guardando l’orizzonte, abbiamo potuto immaginare un #futuro, il nostro, migliore.

Abbiamo accettato la sfida di abitare un nuovo processo sociale dove le complessità e le diversità sono forza distintiva e non disvalore o alibi per chiuderci nei nostri piccoli ‘circoli di amici’.

Reputiamo l’ascolto come il fondamento primario ed essenziale per proiettarci davvero nella dimensione dell’altro e perpetuare, in modo efficace, l’esercizio dell’empatia. Stiamo facendo un lavoro, magari un po’ sommerso, di ascolto profondo di tante realtà, di tanti vissuti, di esperienze e vite della nostra città.

Non vogliamo né credere né cedere ad uno Stato, o ad un Comune, che non abbia la forza dell’umanità e della solidarietà. Bisogna far vincere il DIRITTO alla dignità, il DIRITTO ad abbattere le barriere sociali ed economiche, come la nostra Costituzione prevede.

Oggi è sotto l’occhio di tutti il problema perché qualcuno ha voluto che questo problema ci fosse.

Ci sono persone che hanno chiuso centri, tagliato panchine, fatto muri, ritardato interventi con fondi già stanziati per trasformare i cittadini più fragili in persone disperate, mettendoli in pubblica piazza e fomentando quella narrazione per cui: “sono troppi”, “sono ingestibili” e “fanno quello che vogliono”.

Ed è triste quando un’amministrazione, che ha il compito etico e l’obbligo giuridico, di prendersi cura dei propri cittadini in difficoltà, li trasforma in strumenti di propaganda e odio.

Ci rivolgiamo al sindaco: lei non può continuare a ignorare il suo Consiglio comunale che è rappresentanza democraticamente eletta dei cittadini di Como. I cittadini e i consiglieri le stanno chiedendo un nuovo dormitorio. Questa istanza non può essere ignorata per compiacere l’ideologia leghista. In comasco c’è un termine per definire qualcuno di poco spessore, un cialtrone, una persona che non conclude nulla, quel termine è barlafus.

Ribadiamo, con voce convinta, di non condividere queste scelte, di slegarci, di voler prendere le distanze da queste bassezze umane ancor prima che politiche. Esiste un limite e questo limite è stato superato. Non vediamo decoro, dignità e sicurezza nelle vostre scelte, non vediamo nessun elemento di sicurezza sociale in un cancello a San Francesco, ma solo accanimento contro delle persone al fine propagandistico.

COMO NON SI MERITA QUESTO, I COMASCHI NON SI MERITANO QUESTO. La vostra spasmodica voglia di un consenso ideologizzato sta rovinando Como, la sua società (frammentata) e la sua economia e offende le coscienze di tutti.

Abbiamo il dovere e la responsabilità di far cessare questo scempio.

Ci ritroviamo nelle parole del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Mutano le stagioni, mutano le condizioni di vita ma c’è qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso di valori che danno senso alla vita e alla condizione umana: dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità verso coloro con cui viviamo lo stesso tetto. Questo complesso di valori è quello che la cultura aiuta ad individuare e a farlo proprio.”

 

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