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Ciampino, ex IGDO all’Asta. Il 28 aprile rilancio delle tre offerte pervenute

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Ciampino, ex IGDO all’Asta. Il 28 aprile rilancio delle tre offerte pervenute

Ciampino, ex IGDO all’Asta. Il 28 aprile rilancio delle tre offerte pervenute
Aprile 26
12:50 2016

Prosegue la storia a puntate dell’ex Collegio del Sacro Cuore, vanto e vergogna della città di Ciampino, che dopo decenni di batti e ribatti – senza peraltro mai soffermarsi a considerare le effettive necessità della città e dei suoi abitanti – è stato messo all’Asta per qualche pugno di euro. Notizia ‘folgorante’ che chissà da quanto tempo covava nelle segrete stanze, per esplodere poi ‘improvvisamente’ spezzando la cortina di silenzio montata a bella posta. Il resto è risaputo: su iniziativa di Ciampino Bene Comune – che questa faccenda l’ha abbracciata come una croce fin dal Duemila, come Coordinamento IGDOLAB – si sono mosse in blocco le tante sigle di movimenti operativi sul territorio e la cittadinanza ha risposto alla grande, partecipando a quella che si può senz’altro definire una rivolta popolare a difesa di un bene comune di vitale importanza per la vivibilità del luogo, e che l’Amministrazione Comunale ha pensato bene di lasciarsi scappare come niente fosse, senza muovere nemmeno un mignolo per almeno tentarne l’acquisizione, potendosi avvalere oltretutto del diritto di prelazione.
Qualche primo risultato trapelato sull’andamento dell’Asta – nulla di chiaro, beninteso, ma nemmeno nulla di tombale – riapriva alla speranza di non vedersi soffiare un patrimonio d’incalcolabile valore in ogni senso, per chissà quali scopi e interessi di vecchi ed eventuali nuovi proprietari. Lasciando sospesa inoltre una domanda rispetto ai vari passaggi e cambi di nominativi con cui viene citato di volta in volta l’immobile – OGDO, IGDO, OGDO – e alla reale funzione dell’Opera Gesù Divino Operaio, recentemente allocata nella parte restaurata annessa alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù.
E ora un accenno agli ultimi sviluppi dell’annosa questione, che stanno innervosendo più di qualcuno. Dopo le ulteriori offerte pervenute il 12 aprile scorso presso lo studio notarile incaricato dal MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) di tenere l’Asta per la vendita del fu IGDO, il 28 Aprile, nello stesso studio notarile, si terrà il rilancio tra le tre offerte pervenute.
L’asta pubblica sta quindi lentamente giungendo a conclusione, ma nubi sempre più fitte premono su tutta la vicenda.
La denuncia presso la procura della Repubblica di Velletri, inviata per conoscenza anche ai rispettivi Ministeri del MiSE e dei Beni Culturali, presentata da alcuni cittadini tra cui personaggi di spicco della vecchia politica ciampinese ma anche della nuovissima, si sta arricchendo di ulteriori documenti che stanno per essere inviati a integrazione dei precedenti, già sul tavolo del Procuratore di Velletri.
Ad essere messo in discussione non è tanto la regolarità dell’Asta, bensì la validità della vendita nel 1991 del complesso, passata da una Fondazione Ecclesiastica alla società Ricostruiamo srl che poco dopo si fuse con la Siciet oggi in amministrazione controllata. L’elemento che finora è stato evidenziato per ritenere non valida la suddetta vendita è il mancato parere vincolante della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio.
Il documento che salta ora fuori rafforza ulteriormente la messa in discussione della validità della vendita a causa di clausole ben precise che si leggono nell’atto di donazione con cui la Fondazione Religiosa denominata Opera Gesù Divino Operaio aveva acquisito il complesso dalle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, nel lontano 29 marzo 1960.
Nell’atto si legge testualmente: “L’Ente Donante […] dichiara che la presente donazione è fatta, a norma delle leggi, concordatarie, a scopo e fini di culto e beneficienza”. La fondazione religiosa che riceve la donazione “dichiara altresì di accettare tutte le clausole della donazione”. E in effetti potrebbe risultare alquanto complessa la dimostrazione del reale utilizzo che la Fondazione OGDO fece della donazione ricevuta. Ma di tale aspetto si occuperà, nel caso, chi di competenza.
È certo che la mobilitazione popolare, culminata (“per il momento” ci tengono a precisare i promotori dell’iniziativa) con la partecipatissima fiaccolata del 12 Aprile scorso, unita a documenti vari che viaggiano verso gli uffici della Procura competente, un po’ di tensione la deve aver prodotta se la Siciet (come sembrerebbe da notizie informali che comunque circolano) sarebbe arrivata a negare alla Soprintendenza l’accesso al complesso, accesso da questa richiesto per un sopraluogo.

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