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Dopo Pokémon Go, la società si interroga sulla cultura della dipendenza

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Dopo Pokémon Go, la società si interroga sulla cultura della dipendenza

Dopo Pokémon Go, la società si interroga sulla cultura della dipendenza
18 Agosto
08:13 2016

Cosa sta accadendo all’essere umano interessato sempre più al gioco e alla realtà virtuale?

Unire in un unico prodotto realtà virtuale e realtà aumentata (augmented reality), e l’ancoraggio all’archetipo dei personaggi Pokémon nell’inconscio dei giocatori”. È questo l’emblema del successo di Pokemon Go, applicazione scaricata da oltre 74 milioni, secondo il pensiero dello psicologo messicano Hector Cerezo Huerta contenuto in un articolo che analizza gli aspetti socio-psicologici legati al boom dell’applicazione sviluppata da nintendo.

Pochi giorni fa, ero a cena con amici. Un amico mi domanda: hai visto il nuovo gioco sui Pokemon? Sono stato assorbito da così tante cose da fare, a livello professionale e personale, tanto da non saperne nulla. Mi è sembrata così strana la domanda, tanto che ho sorriso e sono rimasto in silenzio”, racconta il collega di Cerezo Huerto , Alejandro Schujman. “In seguito mi mostrano un video in cui una ragazza con la madre sta giocando a dare la caccia ai pokémon durante una ‘pokeparade’ a Central Park. Giocare è solo un modo di dire, le due stanno guardando il cellulare, e ad un certo punto la ragazza inciampa. Di gioco qui c’è molto poco”, conclude Schujman.

Ma come funziona Pokemon Go? L’utente scarica un’applicazione dagli store presenti sulla rete e visualizza le creature digitali piantate in diverse parti della città. Con diversi controlli disponibili nel gioco deve diventare abile nel acchiappare più pokémon possibili formando un gruppo. Si raggiunge un punteggio e si sale di livello. Ci sono specie più difficili da catturare rispetto ad altre e il gioco presenta “sfide” sempre più complesse. I nuovi Pokemon, quelli “rari” appaiono improvvisamente, e la gente corre in branco alla loro ricerca.

Abbiamo visto immagini surreali, gente che a Central Park o a Capaci, si avventava su quelle specie rare visualizzate sul cellulare, corrono, spingono, si strattonano, si salvi chi può! Non bastava il “texting while walking“, già è presente un nuovo esercito di zombie alla cattura di Pikachu e dei suoi amici.

Passiamo adesso ad alcuni dati rilevanti. Pokemon Go ha oltre dieci milioni di download su Google Play, sette milioni e mezzo in totale negli Stati Uniti, e una delle sue società di sviluppo, Nintendo ha visto un aumento del prezzo delle sue azioni del 93%.

Nel mondo sono accadute cose incredibili relazionate a questo fenomeno. Il ministero della difesa tedesco ha segnalato casi di persone che giocano a Pokémon Go nei pressi della caserma, e si teme che l’applicazione possa essere utilizzata come scusa per ottenere informazioni sensibili.

La società operatrice della centrale di Fukushima, in Giappone, ha chiesto a Nintendo di modificare i parametri che rendono i personaggi dell’applicazione Pokémon Go visibili sul perimetro dei tre reattori nucleari di Daichi, per il chiaro rischio che questo comporta.

Negli Stati Uniti, la scorsa settimana, tre adolescenti sono stati arrestati durante la ricerca dei personaggi del gioco intorno una struttura nucleare in Ohio.

Una ONG bosniaca ha avvertito gli utenti del popolare gioco del pericolo di non entrare nei campi minati che ancora esistono nel paese, mentre sono alla ricerca delle creature digitali.

In Spagna la polizia ha lanciato la campagna “Hazte con todos con seguridad“, riferendosi all’obiettivo del gioco: cacciare ogni specie di Pokémon. Si tratta di un documento ufficiale contenente sette consigli che la polizia ha postato su Twitter e Facebook, avvertendo del pericolo di camminare per strada fissando lo schermo del telefono in cerca di Pokémon. A questo proposito, si chiede agli utenti di stare attenti ai semafori, agli attraversamenti pedonali e anche all’ arredo urbano.

E si potrebbe continuare all’infinito. Migliaia di genitori si stanno mettendo in discussione e si stanno interrogando come professionisti e come genitori, chiedendosi cos’è questo bisogno di vivere sempre di più nella realtà virtuale oltre ogni immaginazione per avvicinarsi sempre più alle immagini che forniscono le società di gioco, Nintendo in questo caso.

Cosa sta accadendo agli uomini che si rifugiano sempre più nel mondo virtuale? Così noiosa è diventata la realtà, che nemmeno l’immaginazione mette a salvo la meraviglia di sognare?

Che i sogni siano presi in prestito non è una buona cosa. Un lascia passare alla cultura della dipendenza. Prima di concludere mettiamo in chiaro che, se questa fosse solo una delle attività in più nel menu delle opzioni possibili, ci sembrerebbe persino divertente uscire per un attimo e fare parte della schiera di cacciatori di una realtà diversa.

Il problema è che di solito queste situazioni tendono ad espandersi pericolosamente nella testa di chi le mette pratica. Questi fenomeni rientrano in quella che viene definita “la cultura della dipendenza”, cultura che prende elementi della patologia di dipendenza per introdurli nelle leggi di mercato e diffonderli attraverso gli stimoli che riceviamo ogni giorno dai media.

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