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A proposito di risarcimenti

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A proposito di risarcimenti

A proposito di risarcimenti
Aprile 21
15:42 2015

È giunta a termine la questione che appassiona l’Italia, e in modo particolare i politici, conosciuta come ‘processo Ruby’, il cui valore giuridico è rispettato. Diversamente lo è l’importanza dei personaggi interessati dalla ‘fiction’, che a vario titolo si collocano nella scenografia della vita sociale e politica di questi ultimi anni. La Cassazione (che entro novanta giorni esporrà le motivazioni) ha messo fine al processo in cui Silvio Berlusconi era accusato di avere avuto rapporti sessuali a pagamento con una ‘minorenne’.

Forza Italia, e in particolare i vassalli berlusconiani, hanno esultato e gridato: «Chi pagherà i danni arrecati a Silvio e alla politica italiana?». Quello che per molti si presenta come un atto di giustizia, per altri è una beffa di quotidiana ingiustizia. Ma ci si dimentica spesso dei fatti reali, di che cosa abbiano comportato e dell’ambiente in cui si sono sviluppati, anche tralasciando le sentenze e il moralismo sociale.
Che ad Arcore si svolgessero incontri che Berlusconi definiva «solo cene eleganti» è accertato. Che proseguissero con balli hard e lap dance sono dichiarazioni di tutti i partecipanti. Che vi fossero ragazze ‘stipendiate’ (le Olgettine), e che ve ne siano ancora oggi, è fatto noto. Ma ancora più interessante è quanto dichiara l’avvocato difensore Coppi, che ha ricordato: «La sentenza d’appello ammette tutto ciò che risulta provato, cioè che ad Arcore avvenivano fatti di prostituzione; ma quanto alla consapevolezza dell’età di Ruby, manca la prova che Berlusconi, prima del 27 maggio, conoscesse l’età della ragazza».
Dunque, lasciamo moralismo e sentenze alla storia di ogni singolo individuo. Ma non dovremmo perdere di vista che questi eventi non riguardano il signor Berlusconi, bensì sono inerenti all’istituzione ‘Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi’.
L’ex-Presidente del Consiglio dichiara di credere che la signorina Ruby è la nipote di Mubarak, Presidente della Repubblica Egiziana, affermazione cui dà credito anche una parte del Parlamento italiano. Ciò significa che ci troviamo di fronte a una situazione in cui il capo del Governo crede alle parole di una quasi-diciottenne e manovra telefonicamente altre istituzioni dello Stato per coprire un furto compiuto dalla signorina. Quale grado di sicurezza ha dunque lo Stato italiano, relegato in «cene eleganti con prostituzione» (dichiarazione dell’avvocato Coppi), e con Governo e Parlamento assertori che la signorina Ruby sia la nipote di Mubarak? Quante altre nipoti o parenti di capi politici mondiali erano presenti a quelle cene, e per loro fortuna non sono finite in questura?
È possibile che siano gli italiani a dover essere risarciti dalle figure ‘arlecchine’ procurate negli anni dalla classe politica, intenta particolarmente a mantenere saldo lo status acquisito, e postasi al di sopra dei cittadini e della sicurezza dello Stato.

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