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Accademia Nazionale di Santa Cecilia 20/21 – PAPPANO – BOLLANI MOZART K 488

Ottobre 20
14:32 2020

Venerdì 23 ottobre ore 20.30 – Sabato 24 ottobre ore 18. 

PAPPANO – BOLLANI

MOZART K 488

  Il secondo concerto della stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia giovedì 22 ore 19.30, venerdì 23 ore 20.30 e sabato 24 ottobre ore 18.00) con l’Orchestra diretta da Antonio Pappano è un viaggio a ritroso nel tempo che ripercorre la magnificenza sonora e i fasti della Basilica di San Marco alla fine del Cinquecento. La sontuosità sonora esplode nei primi due brani in programma la Canzon per sonar primi toni e la Canzon duodecimi toni per quattro trombe e quattro tromboni, di Giovanni Gabrieli – uno dei rappresentativi e influenti musicisti dell’epoca organista, a San Marco per quasi trent’anni – tratti dalla raccolta Sacrae Symphoniae pubblicata nel 1597, in cui alle opere liturgiche sono accostate quattordici canzoni strumentali. Suonati durante il servizio liturgico i brani erano eseguiti con diversi strumenti, posizionati ai lati opposti della basilica in modo da ottenere un effetto ‘stereofonico’. Decisamente barocca è anche l’atmosfera del Concerto di Vivaldi per quattro violini – tratto dalla raccolta l’Estro Armonico del 1711eseguito dalle prime parti soliste dell’Orchestra Carlo Maria Parazzoli e Andrea Obiso insieme ad Alberto Mina e David Romano, al quale segue la Suite Pulcinella di Stravinskij, scritta cento anni fa – su commissione della compagnia dei Ballets Russes dell’impresario teatrale Sergej Diaghilev – che dopo il grande successo riscosso dal balletto (con coreografie di Léonide Massine e scene e costumi di Pablo Picasso) fu rielaborata nel 1922 in una Suite per orchestra. Primo incontro di Stravinskij con la musica del passato, Pulcinella inaugura il periodo ‘Neoclassico’ in cui il compositore russo lavora materiale musicale del passato rileggendolo alla luce della modernità del suo stile.

Gran finale con la partecipazione di Stefano Bollani che, dopo due anni, torna come solista a Santa Cecilia. Poliedrico artista, con molte anime musicali che spaziano tra vari generi, dal classico al jazz, Bollani è spesso ospite dell’Accademia per le cui stagioni ha interpretato negli anni i concerti di Gershwin, Poulenc, e recentemente il suo Concerto azzurro. L’eclettismo e la bravura del pianista milanese costituiranno quindi un valore aggiunto per l’ascolto del Concerto per pianoforte K 488 di W. A. Mozart – mix di virtuosismo tecnico e momenti lirici – uno dei più noti ed eseguiti dei ventiquattro concerti per pianoforte e orchestra che il compositore scrisse a Vienna per le Accademie musicali – concerti pubblici a pagamento – dai quali traeva il suo sostentamento economico.

 

Stefano Bollani inizia a studiare pianoforte a 6 anni ed esordisce professionalmente a 15. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 – e una breve esperienza come turnista nel mondo del pop con Raf e Jovanotti fra gli altri – si afferma nel jazz, suonando su palchi come la Town Hall di New York, il Barbican di Londra, la Scala di Milano, la Salle Pleyel di Parigi. Fondamentale è la collaborazione, iniziata nel 1996 e mai interrotta, con Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide 13 dischi. I più recenti: Tati (2005), The Third Man (2007) e New York Days (2008). Nel corso della carriera collabora con musicisti come Richard Galliano, Bill Frisell, Gato Barbieri, Sol Gabetta, Phil Woods, Lee Konitz, Pat Metheny e Chick Corea, con cui realizza il disco live (2011).

Nel 1998 è alla guida del gruppo L’Orchestra del Titanic e omaggia la musica italiana degli anni ’30 e ’40 con Abbassa la tua radio, disco-spettacolo a cui collaborano tra gli altri Elio, Peppe Servillo, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto. Particolarmente fuori dai canoni risultano poi lavori come La gnosi delle fanfole, insieme al cantautore Massimo Altomare su testi di Fosco Maraini (1998), Cantata dei Pastori Immobili, Oratorio musicale per quattro voci, realizzato su testi di David Riondino (2004) e il disco di canzoni scandinave Gleda (2005). È produttore artistico e arrangiatore del disco di Bobo Rondelli Disperati intellettuali ubriaconi (2002), grazie al quale vince il premio Ciampi.

Tra il 2002 il 2006 incide quatto dischi per l’etichetta francese Label Bleu: Les Fleures Bleues, Smat Smat, Concertone e I Visionari. Il 2006 è anche l’anno di Piano Solo (disco dell’anno per «Musica Jazz»). Nel 2007 esce BollaniCarioca, disco realizzato a Rio De Janeiro; a dicembre è il secondo musicista, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela e in seguito, negli anni successivi, collabora assiduamente con musicisti brasiliani come Hamilton De Holanda, Chico Buarque, Caetano VelosoEgberto Gismonti. Presta inoltre il suo piano ad artisti del pop-rock italiano tra cui Irene Grandi, con cui firma l’album Irene Grandi e Stefano Bollani (2012).

Tra le produzioni più recenti: Big Band (2013); Joy In Spite of Everything (2014); Sheik Yer Zappa (2014), live dedicato a Frank Zappa; Arrivano gli alieni (2015), in cui si cimenta per la prima volta come cantautore; Napoli Trip (2016), con Daniele Sepe, Manu Katché e Jan Bang fra gli altri; Mediterraneo (ACT 2017) live in Berlino con Jesper Bodilsen, Morten Lund, Vincent Peirani e membri della Berliner Philharmoniker, arrangiamenti di Geir Lysne.

In ambito classico si esibisce come solista con orchestre sinfoniche (Gewandhaus di Lipsia, Concertgebouw di Amsterdam, Orchestre de Paris, Filarmonica della Scala di Milano, Santa Cecilia di Roma, Toronto Symphony Orchestra) al fianco di direttori come Zubin Mehta, Kristjan Järvi, Daniel Harding, Antonio Pappano e soprattutto Riccardo Chailly, con cui incide Rhapsody in Blue e Concerto in Fa di Gershwin in un cd (2010) che vince il Disco di Platino con più di 70.000 copie vendute. Seguono il Concerto in Sol di Maurice Ravel (2012) e nel 2013 un DVD live registrato alla Scala di Milano con il Concerto in Fa.

La sua voglia di comunicare sconfina nel mondo dell’editoria. Nel 2006, per Baldini Castoldi Dalai, pubblica il romanzo La sindrome di Brontolo, cui seguono Parliamo di musica (2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (2015), entrambi editi da Mondadori. Come personaggio, con il nome di Paperefano Bolletta, compare sul settimanale Topolino, di cui è anche nominato Ambasciatore. Nel 2017 la Trigono edizioni pubblica Dialoghi tra alieni, conversazioni su universi vicini e lontani che Bollani firma insieme a Mauro Biglino, Anne Givaudan e Igor Sibaldi.

Per la radio è ideatore e conduttore, con David Riondino e Mirko Guerrini, della trasmissione Dottor Djembè (Radio Rai 3, 2006-2012), da cui nascono anche il libro Lo Zibaldone del Dottor Djembè (2008) e lo speciale tv Buonasera Dottor Djembè (Rai 3, 2010). Dal 2009 sue sono le sigle del palinsesto di Radio Rai 3.

A teatro collabora, tra gli altri, con Claudio BisioMaurizio CrozzaGiuseppe BattistonMarco Baliani, la Banda Osiris. Scrive le musiche per tre spettacoli di Lella Costa (Alice, una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze) e per l’Antigone di Cristina Pezzoli. Membro onorario del Collegio Italiano di Patafisica, è co-autore e attore nello spettacolo La Regina Dada, realizzato insieme a Valentina Cenni nel 2016.

In televisione è ospite fisso di Renzo Arbore nel programma Meno siamo meglio stiamo (Rai 1, 2005) e ideatore, autore e conduttore delle due edizioni di Sostiene Bollani (Rai 3, 2011 e 2013), con cui porta la musica live sul piccolo schermo. Il suo progetto televisivo più recente è L’importante è avere un piano (Rai 1, 2016): sette appuntamenti in seconda serata su Rai1 con ospiti, improvvisazioni e musica dal vivo.

 

 

Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia

giovedì 22 ottobre ore 19.30

venerdì 23 ottobre ore 20.30

sabato 24 ottobre ore 18.00

 

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Antonio Pappano direttore

Stefano Bollani pianoforte

Carlo Maria Parazzoli, Andrea Obiso, Alberto Mina, David Romano, violini solisti nel concerto di Vivaldi

 

  1. Gabrieli Canzon per sonar primi toni
  2. Gabrieli Canzon duodecimi toni
  3. Vivaldi Concerto per quattro violini
  4. Stravinskij Pulcinella Suite
  5. A. Mozart Concerto per pianoforte e orchestra n.23 K 488

 

 

Biglietti da 19 a 52 euro

Giovani under30 sconto 25%

I concerti si svolgono in Sala Santa Cecilia.

L’accesso in sala sarà consentito solamente alle persone provviste di mascherina.

In ottemperanza alla normativa anticovid vigente, fino a nuova disposizione, sarà obbligatorio indossare la mascherina per tutta la durata del concerto.

 

Il gentile pubblico è invitato ad acquistare i biglietti online, sul sito www.santacecilia.it e sul sito www.ticketone.it (call center TicketOne 892101 servizi a pagamento) e, se impossibilitati, al botteghino dell’Auditorium (aperto tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00, nei giorni di concerto fino all’intervallo).

I biglietti possono essere acquistati anche in via Vittoria 6 (via del Corso) lunedì-venerdì dalle 11.00 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 14.00.

Il botteghino non può stampare o ristampare biglietti acquistati online. In assenza del biglietto non sarà quindi possibile l’accesso né la ristampa.

 

All’ingresso sarà obbligatorio sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea.

Non sarà consentito l’accesso a persone a cui è stata riscontrata una temperatura maggiore di 37,5°C.

Si raccomanda di arrivare con un congruo anticipo rispetto all’orario di inizio dello spettacolo.
I posti sono nominativi e numerati. Le persone congiunte, al momento dell’ingresso, dovranno produrre un’autocertificazione utile a dichiarare il loro stato di conviventi.

 

I posti contigui per congiunti saranno venduti solo al botteghino dell’Auditorium oppure scrivendo a biglietteria@santacecilia.it

 

 

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