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Acqua, sviluppo e…democrazia

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Acqua, sviluppo e…democrazia

Aprile 30
23:00 2008

Personaggi del calibro di Franco Medici e Riccardo Petrella hanno abbattuto, a colpi di piccone, quel muro, già da tempo pericolante, dietro cui, comunque, alcuni, continuavano a trincerarsi: la penuria d’acqua non è un problema solo di quelli un tempo noti come “Paesi del Terzo Mondo”, ma riguarda tutti, anzi, i Paesi industrializzati sono proprio quelli che vivono difficoltà crescenti. Non conta quasi nulla dire che si muore perché manca l’acqua, questa è una visione riduzionistica, la vera questione risiede nel fatto che ormai l’acqua è un bene sul mercato, esattamente come tutti gli altri che ne fanno parte, soggetto, pertanto, alla privatizzazione, alla concorrenza, al monopolio o al pluralismo a seconda dei contesti, e perciò, come tale, fonte di guadagni solo per alcuni, mentre tutti noi altri, da semplici cittadini, possiamo far poco oltre al lamentarci per il costo della bolletta idrica o per l’assenza vera e propria dell’acqua dalle tubature. Ma è proprio così? Non possiamo far nulla di più di questo? Alquanto impotenti ci si sente davanti ai dati presentati: ogni anno circa il 30% d’acqua potabile viene dispersa per la fatiscenza della rete nazionale! A livello locale le notizie non sono maggiormente incoraggianti: i nostri laghi, Albano e Bracciano, vivono momenti difficilissimi in quanto all’aumentare dei prelievi, per la crescente densità urbana, non corrisponde un naturale ciclo di rinnovamento delle acque; volendo esser chiari e dirlo a numeri: il lago Albano ha “perso” 5 metri dal ’60 ad oggi!
E così ora siamo costretti a correre ai ripari: si dice “è colpa nostra”, non siamo stati capaci di “usare l’acqua in modo funzionale”, ne abbiamo abusato, la collettività, ovviamente intesa in senso allargato, noi uomini insomma, non abbiamo “giocato bene”, convinti di poter “sfruttare le risorse in modo illimitato”, ma a parte questo le domande più pressanti risultano due: la democrazia è ancora capace di gestire la risorsa acqua? Le amministrazioni hanno ancora la fiducia dei cittadini per creare nuove forme di sviluppo che non vadano a ledere le necessità primarie della vita stessa? Qui, appare piuttosto complicato rispondere in modo rapido ed univoco, ma provando con questa altra: qual è il nuovo oro di questo millennio? Dire: l’acqua, oppure inodore, insapore, incolore, non basta, ricordiamocelo e ricordiamolo d’aggiungere sempre: risorsa essenziale non rinnovabile…da usare con massima coscienza!

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